Era un’altra notte, un’altra di “quelle” notti. L’ennesima notte in cui mi rigiravo nel letto con gli occhi socchiusi e stanchi.

 

Dopo ore, finalmente arrivó Morfeo.

Mi svegliai nel mezzo della notte, erano passate solamente un paio d’ore da quando il sonno si era impossessato di me. 

Il caldo pervadeva il mio corpo e mi liberai dal lenzuolo senza nemmeno aprire gli occhi.

 

Un rumore quasi impercettibile attirò la mia attenzione per qualche secondo, ma non gli diedi troppo peso e provai a riaddormentarmi.

 

Ancora quel rumore, simile ad un fruscio. Sebbene avrebbe potuto provenire da fuori, per la mia mente era fin troppo vicino. 

 

Mi girai verso la porta, senza nemmeno alzarmi dal letto.

 

E lí, vidi.

 

Mi ci volle qualche secondo per mettere l’immagine a fuoco, la fioca luce che penetrava dalla finestra non aiutava un granché.

 

Un bambino, avrà avuto circa 2 anni. Accanto al mio letto. Mi guardava con i suoi occhioni azzurro cielo e la pelle leggermente scura.

 

La mia mente era confusa ed il mio corpo pietrificato, finché, inconsciamente, allungai una mano verso quel bimbo.

 

Accadde tutto nel giro di qualche secondo, ma sembró un tempo lunghissimo.

 

Il bambino mi prese il polso e, con una forza inimmaginabile, mi trascinò giù dal letto. Dal mio letto.

 

Mi svegliai al bordo del letto, con un cuscino a terra. 

 

La mia mente sentiva ancora il dolore al polso.

 

Ma in fondo era solo un’altra notte. Un’altra notte decorata dai falsi risvegli.

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