“Cosa posso fare per farti felice?”

La domanda arrivò inattesa ed improvvisa mentre stavo per uscire.

Mi guardava con quello sguardo sornione ed un mezzo sorriso, si poteva pensare ad una battuta scherzosa ma, conoscendolo, sapevo che non era così.

Subito pensai alle ore precedenti, se fosse capitato qualcosa di particolare, qualche frase , qualche battuta fuori dalle righe ma non mi veniva in mente niente.

“Ci penso e poi te lo dico” risposi con un sorriso mentre attraversavo la porta velocemente.

Per tutta la mattina non ripensai più a quell’episodio, poi improvvisamente mi tornò alla mente: “Cosa posso fare per farti felice?”, mi resi conto che non avrei saputo rispondere, con un po’ di angoscia pensai al momento del mio rientro: sicuramente si aspettava una risposta…

Quando mi era capitato di sentirmi veramente felice? Quando era stata l’ultima volta che avevo provato quella sensazione di leggerezza innaturale, di gioia, di emozione, di felicità?

La mente, senza che io lo volessi, cominciò a ripercorrere tutta la vita a caccia della felicità.

Un lontano Natale quando, bambina, trovai in dono una bambola tanto desiderata ed i sorrisi luminosi e complici dei miei genitori.

O forse quando, alle elementari, un mio compagno di banco mi disse: “Sei proprio bella” malgrado le trecce e dei sandali orrendi indossati con i calzettoni bianchi.

O all’università quando, durante la lezione di economia, feci un intervento impertinente al limite della buona educazione e poi, al termine della lezione il prof mi chiamò per esprimere il suo apprezzamento per il mio commento.

Il primo bacio “vero”.

L’espressione di mio papà quando gli dissi che mi sposavo.

Il silenzio davanti ad un tramonto goduto in solitudine da uno scoglio.

Quando lui mi chiese scusa per il tono di voce che aveva usato mentre si discuteva per una stupidaggine…

Cosa vuole dire “essere felici”?

La felicità non esiste, non possiamo pensare di vivere in una “bolla fantastica”, non possiamo sperare di evitare dolori, tristezze e delusioni.

Alla fine la felicità, la nostra felicità, la dobbiamo saper costruire noi, godendo di momenti fugaci, imprimendoli per sempre nel nostro cuore, riassaporando, ogni volta che lo vogliamo, il sapore dolce del ricordo.

Aprii la porta e lui era lì che mi aspettava con il suo sguardo sornione ed un mezzo sorriso, aspettava forse la risposta?

Mangiammo qualcosa velocemente e poi sedemmo vicini sul divano, in silenzio, davanti la TV.

Ripensai alla felicità e posai la mia testa sulla sua spalla.  

 

Attilio Polverini

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