Dicembre, un mese pieno di aspettative, freddo, shopping sfrenato... L'umanità è in movimento frenetico, sciama per le strade, c'è folla dappertutto. Difficile credere che nel mese del Natale ci possano essere episodi di solitudine. Certo che pensando ai senza fissa dimora verrebbe da preoccuparsene, ma loro sono invisibili a tanti, non contano, come se quella condizione fosse colpa loro. Per quasi tutti gli altri invece il Natale è la festa della condivisione, delle riunioni di famiglia, pochi restano solo in quei giorni di festa. Questo pensiero è comune a tante persone e forse ci si rifugia in queste convinzioni proprio per non guardare dove invece si dovrebbe.  

Non sempre a dicembre fa tanto freddo, ci sono anche belle giornate di sole che invogliano a fare una passeggiata. Approfittando proprio di una di queste, Arturo C. impiegato bancario ora in pensione, era uscito di casa per la consueta camminata lungo il viale che congiunge la sua abitazione al parco poco distante. Una volta arrivatoci, una breve sosta su una panchina per riprendere le forze e poi il ritorno a passo più lento. Era un uomo abitudinario: tutti i giorni sempre alle sette del mattino era in strada e se c'era cattivo tempo prendeva stivali e ombrello e imperterrito usciva. Niente e nessuno doveva interrompere quel rito diventato quasi un’ossessione.

Quel giorno per fortuna la giornata era perfetta: c'era un bel sole e Arturo era contento, questa volta non avrebbe dovuto bardarsi come un esquimese per il solito giro. Da quando era morta la moglie, per l'enorme tristezza era rimasto per mesi in uno stato di abbandono totale, era quasi catatonico, una sorta di crisi di rigetto del mondo in cui viveva. Il dottore gli aveva imposto di scuotersi da quell’apatia, era ancora in discreta salute ma doveva darsi da fare. Gli aveva ordinato di fare del movimento giornaliero e attenersi alla dieta che gli aveva consigliato. Il cuore era stato sottoposto a uno sforzo enorme per contenere il grande dolore per la perdita della sua ragione di vita. Dapprima con grande fatica, poi man mano aveva seguito le indicazioni impartite dal medico e con sempre maggiore determinazione. Ora a distanza di mesi era convinto del buon consiglio ricevuto, senza il quale sarebbe stato ancora relegato nella sua autocommiserazione. 

Quella mattina, approfittando della bella giornata, si era vestito in modo classico. Mocassini morbidi per camminare con facilità, pantalone di lana color beige e giacca scura. Uno spezzato che quando lavorava in banca aveva messo molte volte. 

Percorse il primo tratto di strada con un'andatura discreta, si sentiva bene. Arrivò fino all’incrocio con la strada principale, dove il traffico era più intenso. Doveva attraversare per entrare nel parco e riposarsi, ma pensò di tornare indietro camminando piano e godendosi quel sole tiepido. D'un tratto cominciò a sentire il respiro farsi più pesante e si meravigliò dato che non aveva fatto nulla di diverso dal solito. Così continuò, ma dopo aver salutato una sua vicina di casa che si recava a messa, cominciò a sentirsi male. Insistette nel non voler dare troppo peso a quel malore, pensò che da lì a poco sarebbe finito tutto, era solo questione di un attimo. 

Capitava che qualche volta sentisse delle fitte al cuore, ma era sempre riuscito a superare quei momenti di difficoltà. Questa volta invece sembrava che la faccenda si presentasse sotto un'altra forma. Sentiva le gambe molli, il fiato corto, cominciò a sudare freddo e dovette appoggiarsi a un lampione. Per fortuna poco distante c’era il bar, dove dopo la passeggiata, andava a fare colazione. Il barista che lo conosceva bene, lo vide in difficoltà e gli andò incontro portando una sedia.

«Signor Arturo che succede? Si fermi per cortesia, sieda e non si preoccupi di niente ci sono io con lei. Mi scusi solo un minuto, vado a prenderle un cordiale e torno subito.»

Arturo C. fece appena in tempo a sedersi. Ancora ansimante, mentre il dolore al braccio sinistro aumentava d’intensità, sorrise. Gli venne in mente che era l’anniversario della morte della moglie. Volse gli occhi al cielo pensando a lei che lo aspettava lassù. Poi li chiuse in silenzio, senza gridare nonostante il dolore che dal braccio raggiungeva il centro del petto, proprio là dove c’era il cuore.

Sapeva che di lì a poco tutto sarebbe finito, era solo questione di un attimo.

Tutti i racconti

5
3
17

Giovanna (2/2)

26 October 2026

Intanto la sirena sempre più incessante continua a rompere la quiete della sera. Quando arrivano con la sirena ancora accesa fino all’ingresso, vuol dire che il caso è grave. Con un rumore di gomme che graffiano la ghiaia l’auto si ferma di botto e ne scendono veloci gli ausiliari aprendo il retro. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • lottimista: Il racconto scorre con fluidità, sia nella prima che nella seconda parte. [...]

  • MaricaR: Mi soffermo sul pensiero della signora perché è ciò che [...]

1
3
13

Daredevil: Chance (3/3)

REDDE RATIONEM

26 October 2026

Uno stabile vicino all'Hudson, sul tetto. Solo il vento, solo due respiri. Uno regolare, l'altro stanco. Azar avanza, dicendo: «Sai qual è il tuo problema, Murdock? Credi ancora nelle eccezioni.» Matt replica seccamente: «No.» «No?» fa eco Azar. Matt: «Credo negli uomini.» Azar: «Sono [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
2
32

Giovanna (1/2)

pronto soccorso

25 October 2026

È la vigilia di Ferragosto. Dopo la dura prova affrontata per il Covid, quest’anno è stato intenso e stancante oltre ogni dire. Lavoro al pronto soccorso come infermiera professionale. L’ondata di caldo che ci ha accompagnati per la primavera e tutta l’estate sembra non volersi fermare. Questo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

1
1
12

Daredevil: Chance (2/3)

25 October 2026

Mattina seguente, Tribunale. Il rumore della città arriva al Tribunale come un’onda lontana. Clacson, passi, voci. Per chiunque sono solo rumori. Per Matt Murdock sono una mappa. Il cuore accelerato degli avvocati prima dell’udienza. Il fruscio delle toghe. Il respiro trattenuto dei clienti che [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
10
56

Addio Aurora... arriva Rompino

24 October 2026

Mentre l’autobus la sballottava lungo la strada che la portava al lavoro, Giuliana si sentiva, né più né meno, come tutte le altre mattine. Si portava appresso il consueto torpore dei pendolari, che cercava di smaltire rubacchiando qualche attimo di sonno lungo il tragitto, standosene seduta un [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Ho iniziato ad usare il computer nei primi '90 dello scorso secolo: era [...]

  • MaricaR: Ciao Rubrus, innanzitutto grazie per avermi letto e commentato. Anch'io [...]

1
1
21

Daredevil: Chance (1/3)

24 October 2026

Notte. Buio. Matt è in piedi. Non sa dove. Non sente il vento. Non sente la città. Solo una voce. Laura: «Matt.» Si gira. Il cuore accelera. Matt: «No.» Laura: «Perché continui a dire no quando sai che sono io? Non mi hai presa.» Il ricordo torna. La caduta. La mano. Il centimetro. Quel [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

7
9
50

Il fiore di Venilia

23 October 2026

C’era una grande magnolia di fronte alla casa. Venilia la ricordava da sempre, da quando, ancora piccina, sentiva la voce di sua madre che la chiamava. Poi, un giorno, non la sentì più. Le zie le dissero che era partita per un lungo viaggio, ma lei non dimenticò mai quella voce e non credette mai [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Un'altro racconto in cui una donna si libera del suo violentatore.
    Like

  • Dax: Commovente e triste.Like

5
5
39

Ci svegliammo di botto

23 October 2026

E ci svegliammo di botto mentre tutti fuggivano cercando qualcosa di diverso. Era stata una bella serata quella appena passata. Senza rancore né amore, una splendida serata di fredda passione alla luce di un vecchio lampione. Ci ferimmo felici di farlo, ci illudemmo senza vergogna. Si, fu proprio [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
6
29

Fuori dal forno

23 October 2026

Lavoravo come cameriera nel ristorante più grande del mio paese, sproporzionato rispetto alle dimensioni di quella cittadina. Troppo spazioso e con troppe ambizioni: soldi spesi in decorazioni per ogni stagione e altrettanti per pagare una trentina di ragazzini impegnati con lo studio ma comunque [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Nella mia attività lavorativa, sia in Puglia, sia in tutto il nord Italia [...]

  • sveronic: Grazie zeroassoluto, indipendentemente dalle proprie volontà i colleghi [...]

6
5
41

Kael

22 October 2026

Il vapore denso e l’odore acuto del bitume fresco salivano in spire grigie verso il cielo notturno. Sotto la luce cruda dei fari da cantiere, un gruppo di operai lavorava alacremente per sistemare la strada, stendendo pezze di catrame e sigillando le crepe dell'asfalto. Muovendosi a ritmo serrato [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Lo Scrittore: Prima di tutto un grande like. Parlare di questi argomenti diventa sempre più [...]

  • Dax: Povero Kael.Almeno, nella morte, ha trovato un'illusione di solidarietà. [...]

6
6
51

Il porto canale

22 October 2026

Dovrei votare per il sindaco e non so per chi altri ma non sono preparato, non ho studiato nemmeno stavolta. Francesca è a corto di idee, anche se non passerebbe mai a casa una domenica di sole ormai estivo. Propongo di andare a mangiare il pesce. Anche questo è un voto, un inno al disimpegno. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Piso81: Leggere è anche viaggiare. Non è un viaggio a metà ma [...]

  • Dax: Ci sono periodi belli e ricchi di sensazioni che,spesso, non percepiamo.A distanza [...]

4
3
32

In punta di piedi

21 October 2026

Cosa distingue un incubo dalla realtà? E se la realtà fosse un incubo? Hai presente quando dormi, sogni, e qualcosa che accade intorno a te compare anche in sonno? Ti sento intorno a me. Ma non ti vedo. Ti percepisco. Dove sei? Forse, sto dormendo. Forse, tu sei sulla punta dei piedi e stai camminando [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

Torna su