Ballata De Baia Domizia

Sulla spiaggia de Baia Domizia,

osservo il mare: è calmo, nun dice bugie.

Respira piano, come un vecchio blues.

Accarezzato dalle  ali dei gabbiani

porta con se  una nuova voce  mentre Il vento

passa leggero e si porta via questa vita mia.

Questa sorte brucia dentro l’animo mio.

La sabbia mi  ricorda giorni innocenti

le onde portano via ogni mio dolore.

È questo sabato senza tempo e senza fretta,

il  silenzio tene 'o culore del mare.

Ha il colore della morte e dei giorni ingialliti nello scrivere versi.

 Verso dopo verso, senza mai fermarsi, tutto svanirà come una bolla di sapone, come questo giorno di vacanza.

 Come questo mare, cambia colore nel divenire e nel formare una dolce melodia, i bagnanti  ritorneranno e si piegheranno come  spighe di grano  maturo nei campi.

Lontano dalla guerra, lontano dalla  città,

lontano  dal potere  e dalle sirene delle volanti.

Addò 'o viento nun conosce confini,

il  sole  continuerà e scriverà il senso  dei  miei sogni sopra la sabbia. Scriverà  racconti di gente

di villeggianti, ritorneranno le voci di chi  era perduto, ritorneranno questi momenti, irripetibili ritornelli e versi senza sesso, senza capelli, barba incolta, lontano dalla città, lontano dal cuore dell’ossesso.

Lontano dal male, lontano dalla guerra .

Lontano dai tuoi baci e dalle tue labbra,

mi fingerò un bagnante solitario,

un bagnino senza bikini, senza biglietto per l’aldilà

Poi  ritornerò a passare  con l’auto ai lati

dei campi di  grano maturo, chicchi dorati

i quali mi sembrano promesse d’estate.

Rivedrò le  mani di chi semina speranza

di chi  ancora  fatica tra le spighe piegate dal vento.

C’è chi sta  ancora li a raccogliere il seme della discordia il seme della differenza  che porterà questa terra verso un altra guerra, verso la catastrofe,

poi verso l’orgasmo. Verso il delirio dei sensi

a tu per tu con Dio.

Ed io povero bagnante, povero cantante  di blues cosa  posso fare di fronte a queste disgrazie , queste storie che prendono forma dai miei versi i quali  delucidano il mondo nella loro ipocrisia, verso dopo verso, verso un'altra estate.

Miti antichi si  alzano dal  mare, parlano piano con voce  che sa di sale. Ogni pietra se ricorda 'na parola,

ogni alba se scorda del male.

Anche tu chiedi di farne parte di essere l’artefice, di creare  questo moto perpetuo  fatto di aforismi e misteri di riti arcani ,  un cane abbaia lungo la spiaggia lo rincorrono gli accalappiacani con corde e catene,  povera creatura,  sporca di sabbia ,  si tuffa tra le onde,  abbaia nell’aria aggressiva del meriggio.

Poi viene  preso e  portato al canile, tragedia,

mio Dio , dove lo portate a  morire?

All'origine della terra il drago, sputava fuoco, si sposò  con la  figlia della luna chiara, ne nacque una creatura  fatta 'de memoria, ca nisciuno inverno potrà mai spezzà o separà. Violenza,  rispondi a rima, chiede se tutto è giusto, se la sabbia è dorata,

se la sabbia è amore.

Se la spiaggia ragiona, se la donna sotto l’ombrellone sogna di fare l’amore.

Sola con una manico de scopa.

Scopa, scopa, spazza via questa tristezza.

Spazza via vento il ciclo delle parole che arriveranno oltre ogni comprensione  tra le stelle e le speranze delle sirene.

Tra la sabbia si consuma questo amplesso

questa comprensione, questa storia

il drago nun distrugge: guarda e custodisce.

Gli dei  nun comandano: illuminano  e guidano.

E chi ascolta 'o mare senza paura

trova 'a strada dell’anima in mezzo al mare

La trova dentro di se, la trova nuotando ed aspettando domani che darà frutti migliori,

poiché il drago vola nel cielo di luglio con la coda ar vento.

Il drago  comprende ogni ragione e trasforma il bene ed il male, trasforma la donna in uomo e l’uomo in una donna. Un dono di Dio.  Mio Dio.

 

Lontano dalla città, lontano dalla guerra,

addò 'o la sorte  nun tene catene.

'O blues s’ ode  sopra la risacca,

comme 'na preghiera antica e serena.

E ogni cosa assume un suo verso

un suo salire e scendere verso le profondità

del mare, verso te stesso disteso al sole.

E quando arriverà 'o tiempo di morire,

ricorderemo chistu mare calmo e forte.

Baia  sarà una ballata per iniziare

una nuova esistenza.

Ballare con  te , verso di me ,verso di noi,

verso una utopia, per 'nu ritornare a morire.

Questo e il sabato della libertà  che diventerà domani,

quanno l'omme metteranno giù le armi.

Tra 'o grano, ed il mare ,  il  drago antico,

canterà ancora questo '"blues"  dell’anima.

 

 

                                                                       Parte II

 

 

Er bluesman camminerà  piano sopra a la sabbia

la  sua voce  si lamenterà in un  controtempo.

le melodie  disegneranno  cerchi nell’ aria,

come ‘nu gabbiano che sfida er vento.

Come mio figlio, verso il suo futuro,  in cammino verso un nuovo domani, verso questa guerra che distrugge e distruggerà il mondo intero poi rinascerà  ed esploderà in un sola domanda

in una sola bomba, in  una sola sorte

ed una sola morte.

Guarderemo  er monno, arriveremo sulla riva tranquilli, mentre er sole se fermerà sulla linea dell’orizzonte.

Le notizie arriveranno come onde nere,

ed il cuore cercherà  ancora un  ponte per passare

Attraverso queste  nostre passioni.

Israele conta le sue vittime.

Gaza raccoglie lacreme e cenere.

La grande Madre Russia guarda lontano,

tra ricordi, cadaveri e inverni da seppellire.

Ogni terra tene la stessa faccia di una mamma,

ogni figlio nasce co’ la stessa luce.

Nun è  er popolo che vuole la tempesta,

ma chi se scorda addò la guerra  conduce.

C’e sta ‘n confine sottile tra la verità ed il tuo viso,

tra la realtà e la storia che verrà,

tra er bene che prova a rimetteje in piedi

e er male che promette eternità.

Tra  l'amore e l'odio balla er tempo,

in un  ritmo  che nun se arrende.

 improvvisa suoni  nuovi,

e una ruota libera, sempre ridente.

Sempre pronta per ogni perdente per ogni domanda per ogni domani per questo andare e ritornare, assai simile alle onde del mare, assai simile al tuo amore mio Dio aprite le porte all’amore .

Allora er mare de Baia Domizia

diventerà  specchio per il  domani.

Le onde diranno  ‘na vecchia profezia:

"Nessun potere dura quanto ‘n abbraccio,

nessuna guerra è più forte der pane diviso.

Quanno il nero s’incontra con il bianco,

ogni uomo se ricorderà  d’ esse fratelli,

ed il  sole sorgerà  senza chiede da che parte stai."

Così continuerò  a cantare sopra la spiaggia,

co’ er sale sulla pelle e er cielo ne l’occhi.

Er mare possiede la mia anima, er vento me porta lontano e ogni anima ferita trova  in se una canzone nuova che trasformerà ogni  dolore in speranza.

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