Nel bel mezzo di un’Estate dispensatrice di gradi furiosi, con la giornata odierna inzuppata di umidità padana, mi ritrovo ad imbrattare un’innocente quaderno armata della mia penna rossa, complice un po' logorroica di tante mie pazzie.

Di certo, Ferragosto qui in città è uno status da mosca bianca o da aspirante scrittrice in contro-tendenza che nel tempo ha sviluppato una dichiarata intolleranza ai blasonati Riccione, Milano Marittima, Madonna di Campiglio o Cortina d’Ampezzo.

Ah, dimenticavo Forte dei Marmi, insomma tutti quei luoghi “status symbol” o “trendy”, pullulanti sugli smartphone di chi vuole apparire.

Personalmente, da aspirante fotografa (altra mia intermittente passione), qualche anno fa mi innamorai perdutamente di una idilliaca Val d’Orcia, caldamente vestita dei colori di luglio, tempestata di girasoli e di casolari vestiti di quiete.

Era il mai dimenticato anno 2014, la mia prima vacanza fotografica galvanizzata da una mitica Reflex, fedele complice di continui saliscendi dall’auto, per accontentare gli occhi e il cuore ipnotizzati da tanta bellezza.

Un sogno, una settimana che tutt’ora alberga nei miei giardini dell’Eden, ahimè un po' trascurati negli ultimi tempi.

E così, dopo la passeggiata acchiappa-fresco delle h. 6:00 di questo ennesimo Ferragosto, i ricordi galoppano per anestetizzare la clausura urbana imposta dai 37 scandalosi gradi.

Stamani, approfittando di un fugace refrigerio nel provvidenziale viale di quartiere, ho preso speranza con il primo cadere di foglie inaridite. Mi sono rivista bambina a disegnarne le fogge assortite con pastelli color autunno e, con egoistico gaudio, ho visto scemare la tirannia di quest’estate sfacciata.

Sono le h. 17:00, il 15 agosto sta battendo in ritirata. Di sicuro le spiagge ancora pullulano di bagnanti a colori; mi sorprende un martellare da un cantiere assolato, rivedo il mondo fatto di bianco e di nero, e ringrazio la mia penna rossa per avermi accompagnato in questa escursione verbale un po' fuori di testa.

Chiedo venia, strani scherzi fa il caldo…

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