Le luci stroboscopiche tagliavano il buio a ritmo di centoquaranta bpm, il pavimento appiccicava di gin tonic rovesciati e l’aria era un concentrato di condensa, profumi dolciastri e sudore. Era il primo venerdì di giugno.  L’estate era un’esplosione imminente che si sentiva sulla pelle, un'elettricità capace di promettere l'impossibile e la sensazione che la notte non finisse mai.

Michele aveva trentaquattro anni, una camicia di lino leggermente sbottonata e quella sicurezza sfacciata di chi ha capito come funziona il gioco del sabato sera. Non era un filosofo, non era un poeta. Era uno che sapeva muoversi tra la folla, che sapeva incrociare lo sguardo giusto al momento giusto.

L'aveva vista vicino al privé. Lei aveva un vestito nero, semplice, ed era immersa nel ritmo della musica. Si chiamava Elena, o forse Sofia. Michele le si era avvicinato con la disinvoltura di chi improvvisa: una battuta all'orecchio per farla ridere, un drink offerto al volo, il contatto deliberato delle spalle mentre la pista spingeva. Dalla pista al parcheggio il passo era stato breve; dalla macchina al divano dell'appartamento di lei, un soffio. Un'avventura da una notte con il sapore amaro e dolce di giugno: corpi che si cercano, la finestra aperta che fa entrare la prima brezza fresca, la sensazione di essere invincibili.

Alle 4:15 Michele si era infilato i pantaloni al buio, aveva lasciato un bacio distratto sulla spalla di lei ed era sceso le scale a tre a tre. Fuori, il cielo virava dal blu notte al viola pallido che precede l'alba. Michele era salito in macchina, aveva abbassato i finestrini e messo in moto. Aveva la pelle che profumava ancora di un’altra persona e il sorriso stampato in faccia di chi pensa: “Che gran bella vita. Che storia fantastica.”

Alle 4:28 la strada provinciale era deserta. Michele si era allungato per cambiare stazione alla radio. Un secondo di distrazione. La ruota destra aveva preso il ciglio della carreggiata, l'asfalto umido di rugiada aveva fatto il resto. Il platano, un botto sordo che strappa il silenzio di giugno. Un attimo prima c'erano i centoquaranta bpm; un attimo dopo, una nebbia fitta, biancastra, e un cancello di ferro battuto.

Michele si guardò i piedi. Niente scarpe da ginnastica, niente ginocchia sbucciate. La nebbia sotto i suoi passi era fredda e priva di consistenza. Davanti a lui c'era una scrivania in metallo leggermente ammaccata.

Dietro la scrivania, un uomo massiccio con le maniche della tunica arrotolate sugli avambracci robusti sfogliava una pratica con il pollice bagnato di saliva. Aveva la barba incolta di chi ha saltato la rasatura da tre giorni e l'aria di un casellante alla fine del turno di notte.

Michele si sistemò il colletto della camicia di lino e fece un passo avanti, con l'ego ancora gonfio di chi fino a dieci minuti prima si sentiva il re della pista.

«Ehi... Pietro!» esordì, appoggiandosi con nonchalance al bordo della scrivania. «Ho fatto una gran bella avventura lì sotto. Davvero, spettacolare. Però... cazzo, non l'ho mica capita del tutto. Posso ripeterla? Un new game plus, dai. Giuro che stavolta la vivo con un'altra testa.»

Pietro non alzò neanche gli occhi dal faldone. Fece un lungo, rumoroso sospiro.

«Michele» disse Pietro con voce rauca. «Classe 1992. Incidente sulla Statale 13, chilometro 14. Batteria del telefono al quattro percento, profumo di gelsomino e vaniglia sul collo, distrazione da ricerca stazione radio.» Pietro chiuse la cartellina con uno schiocco secco. «Tu vorresti tornare giù per "capirla"? Vuoi capire la vita o vuoi solo tornare nel letto di quella ragazza di cui non ti ricordi nemmeno il cognome?»

Michele incrociò le braccia al petto, cercando di darsi un tono.

«Sì, va bene, l’amante, la discoteca... ma non ero mica solo quello, dai!» esclamò con un pizzico di stizza. «Avrei potuto viverla con molta più dissolutezza, fregandomene altamente dei bisogni altrui. E invece lo sai benissimo che, oltre a rimorchiare, lavoravo e mi davo un gran da fare nel sociale con i ragazzi problematici! Parlami da uomo a uomo... ops, da santo. Non pensi che se potessi tornare giù, forse starei meglio a dedicarmi interamente a quei ragazzi, ad aiutarli a uscire dai loro problemi, anziché perdere tempo nei locali a caccia dell'ennesimo rimorchio?»

Pietro lo fissò per qualche secondo. Si strofinò il ponte del naso con due dita.

«Ah, eccola qui. La variante del "Martire Mancato"» disse Pietro con un filo di voce. «Michele, ti prego. Risparmiati la retorica del volontariato dell'ultimo minuto. Senti come parla il tuo ego: "Se tornassi giù, li salverei io". Tu non vuoi tornare per aiutare loro; vuoi tornare per aggiustare l'immagine che hai di te stesso. Vuoi la versione di te con l'aureola, perché quella con il Gin Tonic sul collo ti sembra troppo banale per presentarti qui.»

Pietro si sporse in avanti.

Tutti i racconti

1
1
14

Il segreto di Porta Tosa (2/2)

17 October 2026

I giorni che seguirono furono avvolti da una nebbia opaca. Chiara trovò rifugio nel silenzio di un convento poco fuori città, mentre io tornai alla mia vita, anche se la tranquillità non fece più ritorno nella mia anima. Le notti erano diventate un tormento. Continuavo a chiedermi se la distruzione [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
2
17

Due Firme per Volare

Via le zavorre signori

17 October 2026

DUE FIRME ========= Lei negli occhi di lui Lui negli occhi di lei Sguardo intenso, carico della pesante decisione presa a valle di intere montagne scalate Labbra lievemente increspate, l’idea di poter volare. - Signori, vi chiedo gentilmente di procedere alle firme congiunte- Lieve sobbalzo, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Andrea Castellini: Non erano neanche d'accordo di uscire con le stesse persone, era inevitabile...
    Ciao [...]

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Sintetico flash di una realtà che fino a qualche decennio [...]

2
2
16

Io non ho paura

17 October 2026

Era una giornata come le altre. Stavo tornando a casa dal volontariato e, mentre ero in salita, mi si bloccò il bacino destro insieme alla gamba. Mi fermai e cercai un muretto dove appoggiarmi per qualche minuto, aspettando che si sbloccasse. Ci vollero circa 30 minuti prima di riuscire a muovermi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    carissima solitaria ci offri davvero pochi elementi per comprendere [...]

  • Solitaria77: carissimo Paolo non e un frammento e uno dei episodi che ho subito in 14 [...]

6
4
44

ADAMO ed EVA

16 October 2026

Un incontro al buio. Ecco fu da allora, con un incontro al buio, che iniziò a scorrere il tempo. Quando due sconosciuti si incontrarono all'ombra di un albero di melo carico di frutti ancora sconosciuti, ma già rari e prelibati. Entrambi sulla trentina, nessun passato alle spalle, ma con [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Bello. like

  • zeroassoluto: A partire da queste due caratteristiche, si sono svilupoate moltisdime varianti, [...]

4
3
30

Il segreto di Porta Tosa (1/2)

16 October 2026

La nebbia delle prime ore del mattino gravava su Porta Tosa come un sudario umido e grigio. L'umidità penetrava attraverso le cuciture dei miei vestiti, bagnandomi la pelle e rendendo ogni respiro pesante. Guardai la strada sterrata che si perdeva tra i pioppi spogli e per un istante mi arrestai. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • MaricaR: cosa succederà? Non riesco proprio a immaginarlo visto che la storia [...]

  • zeroassoluto: ... e invece continua!
    Staremo a vedere; i personaggi per ora sono tre, [...]

7
10
43

Calzini bianchi 3/3

15 October 2026

«La porto io dal medico e...» Elena gli puntò contro l'indice «stasera ne parliamo». Si rivolse alla figlia che teneva in braccio come quando era molto piccola. «Ti va di andare dai nonni stasera?». La bambina non rispose. Dino stava in piedi al centro del corridoio. Tra il raffreddore e gli strilli [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Zio Rubone (Ezio Bruno): Anch'io detesto i fantasmini (ma non i fantasmi). I fantasmi di cui abbiamo [...]

  • Rubrus: "I mostri sono reali, i fantasmi sono reali. Sono dentro di noi. E qualche [...]

7
6
33

Super Milanese, il supereroe che Milano non si merita ma che Milano si può permettere.

15 October 2026

Erano le 9:30 quando un uomo, che stava per entrare nel palazzo di uffici dove lavorava, lì dove via Moscati incontra via Canonica, venne improvvisamente circondato da un gruppo di maranza. Erano chiaramente maranza, perché indossavano tutti una maglietta nera con scritto, in caratteri bianchi: [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: 👋👋👋😂😂😇
    Fantastico! Servizio da proporre subito al Sindaco di Milano [...]

  • petali_di_seta: Mi è piaciuto molto! Ora non vorrei dire, ma non è solo a Milano [...]

5
5
26

Calzini bianchi 2/3

14 October 2026

In attesa della maestra, Dino scorreva i titoli dei libri che componevano la biblioteca scolastica. Volumi portati dai ragazzi, che dovevano scambiarseli aggiungendo una breve recensione. “Piccoli brividi” sillabò con una smorfia di disgusto. Capace che l'idea del mostro dei calzini bianchi venisse [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Dino lo vefo messo molto male... speriamo che se la cavi!
    Sempre super [...]

  • Walter Fest: Rubrus sei un gran paraculaccio a far diventare protagonisti dei banali calzini!

4
5
35

Sicurezza Nazionale

14 October 2026

«Un caffè all’americana, tazza grande e acqua calda a parte. Mi sposto in quel tavolino in fondo sulla destra». Roberto era arrivato con largo anticipo. L’appuntamento era per le 15:30, ma lui voleva controllare bene la situazione. Il Bistrot Centrale della stazione di Milano era affollatissimo: [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • MaricaR: Molto coinvolgente. Mi è piaciuto tantissimo. Uno zeroassoluto che vale [...]

  • zeroassoluto: Da un paio di mesi, stò sperimentando racconti che evidenzino situazioni [...]

6
6
88

Calzini bianchi 1/3

13 October 2026

«Cara, hai visto i miei calzini bianchi?». «No. E non so dove siano». Figurarsi. Li odiava, quei calzini, quindi doveva per forza sapere dove si trovassero. Facile, anzi, che li avesse nascosti lei. Dino iniziò a frugare nel cassetto con rabbia. Perché sua moglie li detestasse era un mistero. A [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

7
6
209

Luigi ed Elena

C’è sempre una data di inizio in ogni storia

13 October 2026

Di lì a breve Luigi avrebbe compiuto ventinove anni quando nacque il suo primo figlio. Se è vero che ognuno di noi ha più di una vita da vivere, quel giorno suo figlio gliene consumò una, forse non la prima e nemmeno l’ultima. Era il primo venerdì di gennaio del 1962 e pioveva come mai si era visto [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Molto bello e toccante.Bravo Luigi.Like

  • zeroassoluto: Io niente guerre (almeno quelle nostre), ma solo il dopo guerra (classe '48), [...]

4
5
49

Celluloide

Quando i sentimenti non invecchiano

12 October 2026

Un uomo anziano che guarda. Quel rumore sordo, in sottofondo, nutre l’immaginazione nella sala buia; la memoria di quelle immagini sbiadite sul grande schermo alimenta il fuoco di ricordi che bruciano ancora. L’anziano ricorda: quando lei appoggiava la testa sulla sua spalla ed il profumo dei capelli [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Andrä: Il fatto che tra l' "uomo anziano" e "lei" non vi sia [...]

  • Dax: i ricordi di un amore, il sentimento sempre vivo...like

Torna su