L’amministratore picchiettò le dita sul tavolo.

«Signor Coletti, dovrebbe cercare di comprendere che il quieto vivere dipende da tutti. Qui dentro ogni rumore ha un peso. Ogni gesto ha una conseguenza.»

Vittorio sospirò, esasperato.

«Vi ascolto parlare e mi sembra che stiate obbedendo a una… volontà superiore del condominio stesso! Come se il palazzo avesse un’anima e voi foste i suoi sacerdoti. È ridicolo.»

Il portinaio sussultò, come pizzicato da una spina invisibile. Le chiavi che portava alla cintura tintinnarono — un suono breve ma netto — che zittì la stanza. Tutti si voltarono verso di lui.

Il portinaio si fece avanti, con passo lento.

«Le regole non sono ridicole, signor Coletti,» mormorò. «Sono… necessarie. Proteggono. Mantengono tutto al suo posto.»

«Proteggono da cosa?»

Silenzio. Un silenzio spesso, uniforme, come se la stanza trattenesse il respiro.

Poi la Belletti rispose:

«Proteggono dal disordine.»

«Dal disordine?»

Vittorio rise, ma fu un suono breve, stonato. «Ma vi rendete conto? Non stiamo parlando di crimini! Parliamo di una porta chiusa male, di un rubinetto che gocciola, di porte sbattute… ma vi rendete conto? ci sarebbe sa ridere altrochè fare i seri come voi…»

«Le abitudini,» disse l’amministratore, scandendo ogni sillaba, «vanno rispettate.»

Le stesse parole che, settimane dopo, avrebbe ritrovato scritte nel suo primo biglietto anonimo.

«E se qualcuno non le rispetta?» chiese Vittorio, provocatorio.

Un fremito percorse i presenti. Non uno alla volta: tutti insieme, come un unico corpo. Il portinaio rispose, senza distogliere lo sguardo da lui:

«Allora il condominio interviene.»

Vittorio rimase immobile, improvvisamente più freddo.

«E che significa?»

«Che verranno prese misure adeguate,» concluse l’amministratore, chiudendo il fascicolo con un tonfo secco. 

«E ora possiamo passare al punto successivo.»

Di colpo, la conversazione riprese con naturalezza.

Vittorio guardò tutti uno per uno. Nessuno incrociò il suo sguardo. Per un attimo — un solo, brevissimo istante — gli parve che le pareti della stanza si fossero avvicinate le une alle altre. Un impercettibile scarto nella geometria dell’ambiente.

Si stropicciò gli occhi. Aveva bisogno di riposo, pensò. Quando si riprese  vide che tutti lo osservavano, immobili, con la stessa espressione. Come se stessero aspettando una reazione.

Vittorio cominciava ad averne abbastanza di quelle regole e di quei divieti. Cominciava ad avere, sempre più spesso, l’impressione che ci fosse una sorta di complotto nei suoi confronti. Inoltre, le lamentele del portinaio avevano sempre qualcosa di impersonale: non si riferivano mai a un singolo condomino con nome e cognome ben specificati, ma sempre a norme generali infrante, divieti e un insieme di regole non scritte che sembravano provenire da un regolamento diverso da quello ufficiale. Come se vi fosse un'entità misteriosa e che era l’edificio stesso che manipolava i condomini come marionette.

Aveva l'impressione che il palazzo avesse un’anima fatta di quelle norme, di quei richiami, e che fossero le dirette emanazioni del condominio: un corpus di leggi che andava oltre qualsiasi regolamento ufficiale.

Doveva andarsene da quella gabbia di matti, non poteva più durare un altro giorno lì dentro e doveva farlo il prima possibile per non diventare pazzo come il portinaio e gli altri. E doveva farlo subito, quella notte stessa, e non procrastinare. Così salì in appartamento e cominciò a infilare la sua roba nelle valigie: bastava lo stretto necessario, sarebbe tornato poi l’indomani a prendere il resto. Ma doveva liberarsi da quell’atmosfera opprimente.

Scese le scale e vide la signora Belletti che lo aspettava davanti alla porta del suo appartamento e che, appena lo vide, esclamò:

«Ma dove va nel cuore della notte, signor Coletti? Lo sa che non si può uscire alle due del mattino… è una norma del condominio.»

Vittorio si trattenne dal darle uno spintone e gli sfuggì solo un «vaff…», e proseguì giù per le scale.

E fu mentre svoltava giù per il pianerottolo del primo piano che per poco non andò a sbattere sulla trave del soffitto. Per fortuna guardava sempre anche in alto quando camminava per le scale altrimenti in quel momento si sarebbe preso una botta madornale a quello spigolo. Ma come aveva potuto non averla mai notata in quei due anni? Per forza, quella non era una sua sensazione… il condominio stava cercando in tutti i modi di bloccare la sua fuga! Affrettò il passo stando bene attendo a dove metteva i piedi, ora.

Vide un altro condomino al piano terra che aveva aperto solo a metà la porta e lo guardava timoroso dallo spiraglio, come se vedesse un essere mostruoso e malvagio: appena Vittorio passò richiuse subito. Ma non era finita: davanti all’ingresso si stagliava la sagoma riconoscibilissima del portinaio, con in mano lo spazzolone, quasi fosse un’arma.

«Lei dove va a quest’ora? Lo sa che non si può uscire dal condominio a quest’ora. Anzi, per i trasgressori è prevista una sanzione di 500 euro.»

«Mi lasci passare o chiamo i carabinieri, sa?»

E al portinaio diede uno spintone per passare.

«Ma cosa fa? Non può trattarmi così! Lei lo sa chi sono io? Io sono il difensore dell’ordine qui dentro, e lei non può trattarmi in questo modo!»

Vittorio non aveva calcolato che il portone fosse chiuso e che le chiavi dovesse averle il portinaio stesso.

«Mi dia le chiavi, su. Non voglio fare casino.»

«No, mi spiace, il regolamento è chiaro su questo punto…»

«Ma ascolti, io me ne voglio andare. Però non voglio farle del male, ma se lei mi obbliga…» E tese una mano verso il portinaio che, non ancora ripresosi dallo spintone, gli diede subito la chiave.

«Ma sappia che qui non tornerà più! La serratura domani sarà cambiata e lei non rientrerà più qui dentro!»

«Ma chi se ne frega! Vada all’inferno lei e tutto il condominio.»

Non appena varcata la soglia dell’ingresso, Vittorio tirò un grosso respiro ed ebbe l’impressione di rinascere.

Tutti i racconti

0
0
2

Nel Vento Di Fiele

06 June 2026

La via dai lampioni accesi stringe un patto con la mia fuga, che penetra i lenti passi senza mappa, e un addio annodato nel suo grembo. Codardo è il mio respiro nel pianto, senza alito che dispieghi ragioni ai tuoi occhi, mentre scavo il tuo duolo nella radice amara, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

0
0
2

Le B-Roll Girls in concerto a Prato di Neve

Sembrerà assurdo, ma è tutto vero, è andata proprio così

Miu
06 June 2026

L’appuntamento era alle diciotto, ma noi eravamo già lì alle cinque e mezza. Non si sa mai: è una regola non scritta dei cori amatoriali che più l’evento è modesto, più l’anticipo deve essere incompatibile con la vita civile, come se un cataclisma potesse cancellare tutto da un momento all’altro. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
6
25

Il ritorno del Premio Chinotto

... e se potete aderite numerosi

05 June 2026

Amici lettori siamo in piena Primavera, l'Estate è alle porte, intorno a noi tutto va male ma noi che a voi lettori vogliam un gran ben siam qui a richiedere la vostra attenzione per strapparvi sorrisi con i ns/fatidici 30 secondi, 1 max 5 minuti di gioiosa lettura, quindi in questo momento veniamo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: ciao Walteru' ce se prova...l estro é appannato, magari va via col [...]

  • Teo Bo: Sto già lavorando al Chinotto. Non so se riuscirò a massacrarti [...]

15
8
78

Motel

un professionista

05 June 2026

Semplice. Avrebbe voluto che tutto fosse stato più semplice… Comunque, anche quella volta ce l'aveva fatta a finire il lavoro. Era uno che curava ossessivamente ogni dettaglio, ma si era stancato di esser chiamato solo per le faccende più complicate. Si buttò sul letto. Un intenso odore di lavanda [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Teo Bo: Quando la classe dei grandi cala sulla carta NON CE N'E' PER NESSUNO [...]

  • Settebellezze: ...come al solito scuoti l'anima. Inutile dire che "I like it"...o [...]

0
3
26

Il dolore di una figlia 2/2

04 June 2026

Ma Gerard continua a tenere fissi gli occhi sul soffitto; il sonno è lontano dalla sua anima angosciata. Vorrebbe chiamare ancora la figlia, ma non sa bene con quale pretesto: sa che anche oggi ha già fatto tanto per lui. È lei a tornare nella sua camera a notte inoltrata, quando il temporale è [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
5
55

Il piatto volante

04 June 2026

Pioveva da ore, di quella pioggia che insiste, borbotta e sembra voler partecipare alle discussioni di famiglia. L’appartamento era invaso da un odore di aglio, mare e intingolo d’orgoglio domestico, il genere di profumo capace di far confessare i peccati ai vicini. In una casa normale sarebbe [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • U2199: All'inizio il protegonista è antipatico, poi, con la visita del [...]

  • Andromeda: Carino! Mi è piaciuto il vecchietto che si è quasi autoinvitato [...]

1
2
32

Il dolore di una figlia 1/2

03 June 2026

A volte il mare a Lampedusa non restituisce alla spiaggia solo arbusti e alghe, ma anche resti umani. Gerard lo sa bene, ecco perché sente il suo debole respiro addirittura spezzarsi quando vede, dalla grande vetrata della sua camera, giungere la bufera. Quella sera, al tramonto, osserva con ansia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

9
6
50

Un euro d'onore

03 June 2026

Lo chiamavano John Wayne perché sul motorino (che poi era di suo fratello) aveva la decalcomania di un cowboy impegnato in un rodeo. Soprattutto, lo chiamavano così perché lui, Davide, John Wayne non lo poteva soffrire. Diventammo amici quando, a scuola, il preside ebbe l'idea di proporre un regolamento [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
6
57

Facciamo finta che...

02 June 2026

Le luci al neon del Venom disegnano riflessi irregolari sul bicchiere, mentre Saffron lo rigira pigramente tra le mani. Poi lo posa sul bancone con un colpo secco, più deciso di quanto intendesse. Il barista si volta, richiamato dal suono, e le lancia uno sguardo interrogativo. La matricola è alla [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: in effetti l'amore tende tutti in po' più distratti e sensibili....

  • Rubrus: Piaciuto. Che Saffron fosse una lui o una lei è secondaio, ma una cosa [...]

4
5
37

Il ditale d'oro

02 June 2026

È notte. Fuori c’è una bufera di neve che dura già da tempo. A terra, la coltre bianca sembra molto profonda. Alberi e vegetazione fitta. Null’altro. Ma dove mi trovo? Perché sono qui? Dentro è tutto freddo. La luce è andata via. Solo due candelabri emanano una luce fioca nell’enorme salone di [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
47

Poesie

01 June 2026

Credemmo essere noi predestinati unici e invincibili facciamo i conti oggi con quel vissuto questo presente e un solo domani certo. 1983 Ci saremmo iniettati in vena dosi di calore sintetico illudendoci avrebbero quel gelo potuto alleviare che a noi era intrinseco. Lisergica [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

12
13
69

La zia Elvira

01 June 2026

In ogni famiglia esiste, più o meno, un parente folcloristico, un personaggio pronto a comparire solo nelle feste comandate — Natale e Pasqua — per poi sparire nel nulla per tutto il resto dell’anno, compleanni compresi. La nostra era la zia Elvira: zitella per vocazione, devota alla tragedia, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • U2199: La mia "zia Elvira" ha compiuto 100 anni, Sarà veramente un [...]

  • Dario Mazzolini: grazie a tutti voi che avete avuto la pazienza e la bontà di leggermi [...]

Torna su