Le luci al neon del Venom disegnano riflessi irregolari sul bicchiere, mentre Saffron lo rigira pigramente tra le mani. Poi lo posa sul bancone con un colpo secco, più deciso di quanto intendesse.

Il barista si volta, richiamato dal suono, e le lancia uno sguardo interrogativo.

La matricola è alla sua terza piña colada: il mondo pende leggermente di lato e quella lieve vertigine la rende loquace. Forse troppo.

Si sporge sul bancone, cospiratoria, e gli fa cenno di avvicinarsi.

— Facciamo finta che tu e un tuo conoscente, ogni volta che vi incrociate, vi irritiate a morte. Anzi no: lui irrita te. —

La voce le esce strascicata, quasi cantilenante.

Il barista prende il bicchiere vuoto e alza gli occhi al soffitto. Non serve aggiungere altro: ha già capito tutto.

Kaherdin è a meno di quattro metri. Felpa, jeans slavati e, comunque, sembra appena uscito da una pubblicità di lusso. Postura perfetta, capelli impomatati: trasuda sicurezza con quell’aria da “so esattamente cosa sto facendo”.

Troppo, forse. Come se fosse tutto leggermente studiato.

Ride con altri compagni dell’Accademia, birra alla mano.

— Ha sempre quell’aria da uno che ha già deciso tutto anche per te. Vincente. Strafottente. Cammina come se il mondo avesse senso solo perché lui esiste. —

Kaherdin smette di ridere. Solo per un istante.

— E ovviamente è ricchissimo. E ovviamente è pure bello da far male. Biondo, occhi chiari, uniforme scolpita addosso… —

Fa un gesto vago, come se le parole non bastassero.

— E più cerchi di evitarlo, più lui compare. Amici. Lezioni. Corridoi. Ovunque! —

Alza appena la voce.

— E poi quel sorriso che… uuuh… e la voce che… —

Sospira. Sorride. Troppo. Si ricompone con uno scatto rigido, piantando le mani sul bancone per fermare il senso di mal di mare.

Il barista non si volta nemmeno più a guardare Kaherdin. Non ce n’è bisogno.

Lo sguardo di Saffron si perde per un attimo nel vuoto, alle spalle del barista, come se il filo del discorso le fosse sfuggito.

Lui spera sinceramente che sia finita lì.

Speranza vana.

Il barista scuote la testa. Sta per rifilarle una perla di saggezza da manuale — qualcosa tipo “Trattalo come un rumore di fondo, ignoralo”, di quelle che funzionano sempre — quando Saffron chiude gli occhi e crolla sul bancone.

Addormentata.

Si sistema le braccia sotto la testa, trovando persino il modo di mettersi comoda.

Il barista sospira e si gira verso il tavolo degli allievi dell’Accademia.

— Ehi, tutor — chiama, indicando Saffron, addormentata come un sasso. — C’è una tua matricola fuori gioco. Ci pensi tu? —

Kaherdin si alza subito.

Troppo in fretta.

I suoi amici fanno per seguirlo, puro istinto di branco, ma lui li blocca con un gesto.

— Ci penso io. —

Troppo deciso.

Gli altri si scambiano un’occhiata, poi ridacchiano.

Quando c’è di mezzo Saffron, Kaherdin perde ogni dignità; devia percorsi, anticipa orari, compare “casualmente” nei corridoi. Diventa un cane da guardia scodinzolante e lei nemmeno se ne accorge.

Il tutor si limita a fulminarli con lo sguardo. Ottiene solo risate più soffocate e un paio di imitazioni mal riuscite.

Perfetto. Maledetti.

Li ignora. Faranno i conti in dormitorio.

Si avvicina a Saffron proprio mentre lei emette un suono a metà tra un sospiro e… un ronzio.

Fantastico.

Le scosta una ciocca di ricci dalla fronte e scuote appena la testa. Non solo dorme: russa pure.

Si trattiene a stento dal sorridere.

— Coraggio. Pessimo posto per una pennichella. —

Le sfiora la spalla.

Errore.

Saffron borbotta qualcosa di incomprensibile e gli si aggrappa al braccio, usandolo come cuscino improvvisato.

Kaherdin si immobilizza.

Non subito. Un attimo dopo.

Come se il cervello avesse bisogno di recuperare quel gesto.

Dietro di lui, il silenzio dura esattamente mezzo secondo.

Poi qualcuno tossisce per coprire una risata. Qualcun altro mormora un «oooh».

Kaherdin chiude gli occhi un istante e si preme due dita sulla tempia.

Lunga. Sarà una notte lunga.

Maledetto lui. E maledetta l’idea brillante di venire al Venom, guarda caso proprio la sera in cui c’era anche Saffron.

Con delicatezza, sfrutta la presa della ragazza per tirarla su. Lei collabora poco, ma abbastanza.

— Dai. Ti riporto al dormitorio — borbotta, già rassegnato. — E domani faremo finta che non sia successo nulla. —

Bugia.

Domani sarà un inferno.

E lo sa benissimo.

Tutti i racconti

5
6
25

Io boomer

21 July 2026

I mancini si sono visti legare la sinistra alla sedia e hanno dovuto imparare a scrivere con la mano destra senza che i genitori si sognassero di rivolgersi al giudice per cacciare la maestra, ma col vantaggio che crescevano ambidestri e ti potevano menare con entrambe le mani a richiesta. Siamo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: nostalgia pura....like a 1000...wild boys

  • An Old Luca: Vespa!
    Non vedo l'ora di COSTRINGERE i miei figli a leggerlo...😄

6
7
28

Le B-Roll Girls, il parcheggio occupato e il digiuno intermittente

La storia è vera, parola per parola. Solo i nomi, per ovvi motivi, sono stati modificati.

Miu
21 July 2026

Prima dell’era Furio, prima di Skyfall, prima del secondo dito e delle prove trasformate in addestramento psicomotorio, per le B-Roll Girls ci fu l’era Pia, la precedente maestra con il suo digiuno intermittente. La maestra Pia, una quarantacinquenne riccia, rossa di capelli, secca, perfettina, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

7
7
42

La commessa

Un giorno di ordinaria routine

20 July 2026

Il mio superpotere non è volare. È guardare in basso. Dal Martedì alla domenica, dietro la cassa del negozio di souvenir nel centro storico di Alghero, io radiografo i piedi del mondo. Con il sole di agosto che spacca le pietre e l’aria condizionata a palla, il mio copione è sempre lo stesso: schiena [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: ci ho messo 1/2 racconto per capire che la protagonista fosse una ragazza/donna. [...]

  • An Old Luca: Bell'inizio del PremioChinotto!
    like.

3
5
20

IL SUONO DELL'ACQUA

IN DIALETTO PIEMONTESE

20 July 2026

Tema: Traduzione in dialetto piemontese LA VÒS DËL L’AIGA A scòta, për piasì, la vòs dë l’aiga, ch’a sussùra segreti ant ël mormòri pian, tra ròche veje e foje che a balla, a porta stòrie ëd mond ch’a son an scondù al còr ch’a crèd. A scòr neta, frèida, com’un arfóm, n canzòn d’etërn ch’a [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
5
79

Murales 3/3

19 July 2026

Quando Elisa ebbe finito di esporre la sua idea, il padre rimase senza parole. Quella che lui riteneva ancora, una bambina scriteriata gli stava offrendo su un piatto d’argento un progetto unico e fattibilissimo. L’immagine delle strade tappezzate di testi musicali lo attraeva, forse si poteva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Conosco un paio di borghi affrescati. In realtà le difficoltà [...]

  • Rubrus: PS: Sono andato a fare una ricerca, senza pretesa di esaustività: si [...]

25
27
179

AKUM Saga

Microstriscia sci-fi in tre episodi

19 July 2026

Episodio I: Akum Z Dopo due anni di guerra, il governo terrestre si è arreso ai Miken. Il Progetto Z non è bastato. Ci temevano, ci chiamavano "mietitori", ma alla fine la tecnologia aliena e le enormi risorse del nemico hanno prevalso. Mi cercano. Devo salvare Akum, fuggire. * Episodio II: [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Lawrence Dryvalley: Grazie del like Dax! Ma... bho in che senso? 😅

  • Dax: Bho perché mi pare il riassunto di un racconto che non ho letto...😊

3
2
73

Murales 2/3

18 July 2026

Terminate le lezioni, i giovani si dispersero nella piazza in cui stazionavano i vari autobus che li avrebbero condotti ai rispettivi paesi. Elisa e Vincenzo rimasero in attesa di altri compagni del loro stesso borgo. Il loro autobus sarebbe partito fra venti minuti. Nell’attesa erano seduti ai [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
1
28

Sull'eros in fiore

18 July 2026

Occhi non avevo che per quel golfino rigonfio suo nero e la bocca pensavo mia sul turgido seno. A lei dintorno che sull'amàca stava scia lasciavo io là come lumaca. Tu mi garbi mi conturbi e con te farei assai tardi la notte tutta a consolarti per averti poi sotto ulivi sempreverdi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: Bello. mi è garbata tanto l'ultimo poema. Like

3
5
92

La foresta

17 July 2026

L’oasi era quasi vuota. Qualche auto nel parcheggio sterrato, una bicicletta appoggiata vicino alla staccionata e un cartello della LIPU mezzo scolorito dal sole e dalla pioggia. Di quelli che cercano di spiegarti quali uccelli potresti vedere, anche se poi, alla fine, non ne riconosci quasi mai [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
3
80

Murales 1/3

17 July 2026

La seduta del consiglio comunale prevista per le ore 16 del 25 settembre era in pieno svolgimento. Erano arrivati, dopo tre ore di dibattiti, a una situazione di stallo. Il sindaco e i suoi assessori erano fermi su una linea di condotta, mentre l’opposizione ribadiva la sua contrarietà alla proposta [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
4
58

Notte Che Divora

Poesia D'amore

16 July 2026

L’alba cela nel suo grembo scuro raggi di sole che filtrano rancori. Stanco è il mio sorriso senza sale, e assaporo colori che scrivono fuochi a cancellare ogni stella esaudita. La battigia, confessore fedele, raccoglie ancora le mie speranze senza veli che nascondono lacrime. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Miu: C'è un verso, in questa poesia, che vale da solo tutto il resto: [...]

  • Dax: Like

7
7
35

Sala preoperatoria

Un mondo tra parentesi

16 July 2026

Nell'ultimo anno per tre volte mi sono ritrovata come paziente in tre diverse sale preoperatorie. Ė un mondo a parte. Ė un regno dove si gioca con regole diverse. Il personale che ti accompagna fino al varco ti saluta sulla soglia. Non la oltrepassa con te: lì non sono ammessi. Il tuo corpo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Condivido tutto e un grazie a tutti gli operatori sanitari e alla loro empatia... [...]

  • Dax: Già.... è sempre un'incognita il risveglio.Like

Torna su