Lettera del 3 maggio 19..  

Mia cara Maria, 

scrivo dopo giorni di insonnia e febbrile agitazione. Gli scavi presso il sito di Khor-Amun si sono rivelati ben più strani di quanto potessi immaginare. Ho rinvenuto strutture che non combaciano con alcuna civiltà conosciuta: angoli che non dovrebbero chiudersi, superfici lisce come vetro eppure antiche quanto il deserto stesso. Perfino i miei assistenti si rifiutano ormai di lavorare nelle gallerie più profonde: giurano di sentire un mormorio indistinto, come un’eco senza voce. Non voglio preoccuparla, ma temo che qui vi sia qualcosa che supera la portata della nostra scienza, e forse anche della nostra ragione. 

Suo  E. R. Vascardi 

 

Lettera del 12 maggio 19..  

Mia stimata collega, 

sono costretto a confidarle quanto non avrei mai pensato di mettere per iscritto. Ho trovato prove — sì, tracce tangibili! — di una cultura non umana. Non parlo di miti o artefatti deformati dal tempo, ma di manufatti la cui forma sfida le nostre leggi naturali. Le incisioni sulle loro superfici somigliano a diagrammi matematici, eppure non corrispondono a nessuna simbologia terrestre. 

Ho la sensazione che ciò che sto portando alla luce abbia un’origine remota… forse troppo remota. Mi servirebbe la sua mente lucida, Maria. Senta questo mio appello: venga qui. Ho bisogno del suo giudizio, prima che il deserto stesso inghiotta ogni cosa… compreso me. 

E. R. Vascardi 

 

Lettera non datata — trovata incompleta nei registri degli scavi:

…non avvicin… le formule non sono umane… sono vecchie come le stelle… se dovessi scomparire, prometta che seppellirà ciò che ho trovato… …non deve essere risvegliato… 

 

Alla Miskatonic University nella città di Arkham si raccontava da sempre della fama del professor Vascardi, archeologo di grande prestigio, ma ultimamente qualcosa era cambiato, a questo riguardo. Nei corridoi dell’ateneo circolava la voce che la sua storia fosse stata piuttosto singolare: era stato a capo di importanti e rivoluzionarie scoperte nei siti più celebri dell’antichità, come Ebla e altri ancora, ma a un certo punto aveva abbandonato la carriera accademica per dedicarsi allo studio delle cosiddette civiltà extraterrestri e questo aveva dato adito a supposizioni sulla sua sanità mentale. Si diceva che avesse rinvenuto tracce in alcuni siti dell’America settentrionale, ma quando presentò le sue richieste di finanziamento, l’accademia le respinse perché ritenute improduttive e prive di fondamento. Così si era licenziato dall’Università e, utilizzando le proprie risorse, aveva messo insieme una piccola squadra di ricercatori e aveva iniziato a condurre scavi in autonomia, finanziandoli esclusivamente con le sue sole forze. 

Maria Leviu, archeologa della Miskatonic University, che lo aveva conosciuto all’apice della sua carriera e che era stata sua collaboratrice, non poteva credere che fosse diventato pazzo tutto d’un tratto; non poteva accettare che una mente così geniale potesse spegnersi in quel modo, così come veniva raccontato. Decise quindi di prendere un periodo di aspettativa e di recarsi nel luogo in cui il professore aveva avviato gli scavi, anche perché ogni altro tentativo di mettersi in comunicazione con lui era andato a vuoto. Era anche rimasta turbata dalle ultime e sconclusionate parole del professore. 

Raggiunse così il sito di Khor-Amun, dove sapeva che il professore aveva iniziato quei nuovi scavi. Lì trovò quella che era stata la sua squadra di lavoro. Fece conoscenza con il capo degli scavi e gli chiese notizie del professore. 

«Purtroppo, non sappiamo neppure noi che cosa sia accaduto al professore… l’ultima volta che gli ho parlato è stata la settimana scorsa. Era nel sito della parte meridionale degli scavi ed era con Ghanyi, uno dei nostri operai… da allora però non abbiamo più notizie né dell’uno né dell’altro» raccontò il capo degli operai.»

«Mi indichi dove si trova questo sito.» 

«Ecco qui.»  

Il capo dei lavori indicò sulla mappa l’ubicazione del   luogo. 

«Senta, ho bisogno che raduni una squadra e che mi aiuti nello scavo proprio nel punto dove avete visto il professore per l’ultima volta.» 

«Come vuole, Miss Leviu… ma le dico subito che abbiamo cercato in quel posto da tutte le parti…» 

«Non ha importanza. Faccia come le dico.» 

L’indomani la squadra era già pronta e, agli ordini della nuova archeologa, Maria Leviu, cominciarono subito a lavorare. Fu durante uno degli scavi che si susseguirono nelle settimane successive che un giorno Maria rinvenne un fossile del tutto particolare, diverso da tutto quanto era stato mai scoperto fino ad allora. Un fossile che, in un certo senso, non avrebbe dovuto esistere: una massa pietrificata dalle forme contorte, modellata secondo geometrie che sfuggivano alla logica, come se obbedissero a un principio diverso da quello che regola la materia nella nostra realtà. 

Quando la polvere si staccò dalla sua superficie, rivelò incisioni sottili, fitte, disposte in schemi che ricordavano formule matematiche — non semplici simboli, ma vere e proprie equazioni di una meccanica quantistica impossibile, proiettata ben oltre le conoscenze del nostro tempo. 

Davanti a quelle linee, Maria avvertì un gelo estraneo insinuarsi nella mente: la sensazione che ciò che stava osservando non fosse solo un reperto, ma un brandello di un sapere proveniente da un ordine cosmico inconcepibile. Le equazioni sembravano pulsare di un’intelligenza remota, lasciando intuire verità che nessun essere umano avrebbe potuto comprendere senza avvertire il peso schiacciante della propria irrilevanza. 

In quell’istante, di fronte a quel fossile blasfemo e alla scienza aliena che custodiva, Maria percepì l’immensità del cosmo in tutta la sua indifferenza: uno spazio infinito e muto, in cui l’uomo non è che un granello effimero, un accidente destinato a scomparire senza lasciare traccia. Una consapevolezza tanto vasta quanto terribile — la stessa che aveva consumato le menti di coloro che, prima di lei, avevano osato guardare oltre il velo del reale. 

Maria si fermò, il respiro sospeso, mentre il vento del deserto sembrava portare con sé un mormorio lontano, come un sussurro antico che si insinuava tra le ossa. Le incisioni rimandavano a una scienza remota ma contenevano allo stesso tempo una matematica sofisticata. Fu chiamato un esperto che esaminò quelle incisioni e si disse convinto che fossero parte di una matematica molto più avanzata di quella attuale: anzi, se fosse stata decifrata istantaneamente, avrebbe potuto portare a scoperte rilevanti nella matematica pura. Equazioni matematiche e di fisica quantistica molto più avanzate delle attuali. 

Tutti i racconti

5
5
24

Il colpevole

19 October 2026

A Sokołów, piccolo villaggio della Polonia centrale, il bosco cominciava appena oltre il vecchio mulino. D’inverno tutti ci andavano malvolentieri: i pini fitti creavano un buio impenetrabile anche di giorno e il terreno diventava fango gelato. Ai bambini era vietato spingersi fin là; gli adulti [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Un ragazzo morto per gioco, ma questa volta senza l'influenza dei social [...]

  • petali_di_seta: Si legge tutto d'un fiato e alla fine realizzi cosa succede quando la sete [...]

4
4
28

La mia terapeuta

Attraverso la Via degli Dei

Eco
19 October 2026

Giugno 2014 Era un periodo particolarmente stressante. Nulla sembrava girare per il verso giusto. Ogni volta che pensavo peggio di così non può andare, venivo puntualmente e rigorosamente smentito. A un certo punto capii che qualcosa doveva cambiare. Fu così che conobbi la mia terapeuta. Era affascinante, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Lo Scrittore: ormai è risaputo quello che conta quando ci si mette in viaggio non [...]

  • zeroassoluto: Perché si ha bisogno sempre degli altri, quando si può incontrare [...]

7
9
44

Atomic party

18 October 2026

Paul stava letteralmente squagliandosi al sole, avvolto nel suo completo Armani, in quell’afosa giornata a San Antonio in Texas. «Paul, dimmi la verità, mi stai prendendo per il culo?» chiese Victor sorseggiando il suo drink. «Ti assicuro che è tutto vero, fra poco la notizia sarà su tutti i giornali, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

0
0
30

Falso

Vero

18 October 2026

Tu tutto torvo volgi, giocando, dormienti Ti avvali, limando dolorosi sistemi mistificatori, riscrivendo dolcemente teologie del potere. Tu tutto pretendi diventi tiare regali limpide, delegittimando dovunque questi tipici ciceroni di falsa informazione. Tu tutto torvo volgi, giocando, dormienti [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

3
3
44

Il segreto di Porta Tosa (2/2)

17 October 2026

I giorni che seguirono furono avvolti da una nebbia opaca. Chiara trovò rifugio nel silenzio di un convento poco fuori città, mentre io tornai alla mia vita, anche se la tranquillità non fece più ritorno nella mia anima. Le notti erano diventate un tormento. Continuavo a chiedermi se la distruzione [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: ll'epoca il galvanismo era molto popolare e fonte di dibattito tra gli [...]

  • zeroassoluto: Anche esperimenti di questo tipo sono stari necessari alla scienza...
    Like

4
9
45

Due Firme per Volare

Via le zavorre signori

17 October 2026

DUE FIRME ========= Lei negli occhi di lui Lui negli occhi di lei Sguardo intenso, carico della pesante decisione presa a valle di intere montagne scalate Labbra lievemente increspate, l’idea di poter volare. - Signori, vi chiedo gentilmente di procedere alle firme congiunte- Lieve sobbalzo, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Luca C: @zeroassoluto: La vita è bella quando sei vivo. Poi puoi variarla si, [...]

  • Riccardo: benvenuto Luca 🤗

3
6
35

Io non ho paura

17 October 2026

Era una giornata come le altre. Stavo tornando a casa dal volontariato e, mentre ero in salita, mi si bloccò il bacino destro insieme alla gamba. Mi fermai e cercai un muretto dove appoggiarmi per qualche minuto, aspettando che si sbloccasse. Ci vollero circa 30 minuti prima di riuscire a muovermi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • zeroassoluto: Così si fa... mai darla vinta, in particolare a chi ti bullizza!
    Adesso [...]

  • Solitaria77: caro Paolo io racconterò haj singoli episodi la mia storia

7
6
56

ADAMO ed EVA

16 October 2026

Un incontro al buio. Ecco fu da allora, con un incontro al buio, che iniziò a scorrere il tempo. Quando due sconosciuti si incontrarono all'ombra di un albero di melo carico di frutti ancora sconosciuti, ma già rari e prelibati. Entrambi sulla trentina, nessun passato alle spalle, ma con [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

5
4
37

Il segreto di Porta Tosa (1/2)

16 October 2026

La nebbia delle prime ore del mattino gravava su Porta Tosa come un sudario umido e grigio. L'umidità penetrava attraverso le cuciture dei miei vestiti, bagnandomi la pelle e rendendo ogni respiro pesante. Guardai la strada sterrata che si perdeva tra i pioppi spogli e per un istante mi arrestai. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

7
10
47

Calzini bianchi 3/3

15 October 2026

«La porto io dal medico e...» Elena gli puntò contro l'indice «stasera ne parliamo». Si rivolse alla figlia che teneva in braccio come quando era molto piccola. «Ti va di andare dai nonni stasera?». La bambina non rispose. Dino stava in piedi al centro del corridoio. Tra il raffreddore e gli strilli [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Zio Rubone (Ezio Bruno): Anch'io detesto i fantasmini (ma non i fantasmi). I fantasmi di cui abbiamo [...]

  • Rubrus: "I mostri sono reali, i fantasmi sono reali. Sono dentro di noi. E qualche [...]

7
6
36

Super Milanese, il supereroe che Milano non si merita ma che Milano si può permettere.

15 October 2026

Erano le 9:30 quando un uomo, che stava per entrare nel palazzo di uffici dove lavorava, lì dove via Moscati incontra via Canonica, venne improvvisamente circondato da un gruppo di maranza. Erano chiaramente maranza, perché indossavano tutti una maglietta nera con scritto, in caratteri bianchi: [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: 👋👋👋😂😂😇
    Fantastico! Servizio da proporre subito al Sindaco di Milano [...]

  • petali_di_seta: Mi è piaciuto molto! Ora non vorrei dire, ma non è solo a Milano [...]

5
5
27

Calzini bianchi 2/3

14 October 2026

In attesa della maestra, Dino scorreva i titoli dei libri che componevano la biblioteca scolastica. Volumi portati dai ragazzi, che dovevano scambiarseli aggiungendo una breve recensione. “Piccoli brividi” sillabò con una smorfia di disgusto. Capace che l'idea del mostro dei calzini bianchi venisse [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Dino lo vefo messo molto male... speriamo che se la cavi!
    Sempre super [...]

  • Walter Fest: Rubrus sei un gran paraculaccio a far diventare protagonisti dei banali calzini!

Torna su