Ognuno di noi vive o vivrà la propria morte, io vivo ogni giorno la morte degli altri.

Sai nonno, il primo morto che ho visto eri tu, avevo sedici anni, ti ricordi?

Ti avevano sistemato in una bara-frigo nella tua stanza al piano terreno dove impagliavi le sedie, era il tuo laboratorio.

In quella stanza lavoravi tutto il giorno, facendo quel lavoro con perizia e anche fatica.

In quella stanza fumavi qualcosa come una trentina di sigarette al giorno senza mai fermarti.

“Ah, si avess finì prima!” ci ripetevi in quegli ultimi mesi.

Ricordo che proprio in quella stanza tu lavoravi all'impagliatura delle sedie, con quelle tue mani operose. Quelle mani lente e sapienti intrecciavano quel filo su e giù in un'inestricabile trama che era come il tappeto persiano del mio salotto. Quelle sedie erano delle vere e proprie opere d'arte. Cercavo di memorizzare i passaggi del processo di impagliatura per imprimerli bene a mente, certo che prima o poi mi sarebbero stati utili nella vita e sicuro di affrontare le prove che mi aspettavano con una riserva di sapere infinito.

“Andrea ve’ chi... statenti!... al fil al va prima chi col martel ferma’ acse... la’... acsi te capi!”

Prendevi un telaio nudo e ponevi un capo, poi ripassavi il filo sulla testa del chiodo e col martello lo fissavi. Poi iniziavi a passare da una parte all’altra sul telaio, poi ripassandolo dall’altra parte e intrecciando con perizia un motivo che poi fioriva in un disegno particolare e bellissimo. Arrivavo a invidiare chi ci sarebbe seduto.

A volte mi fermavo da te nel primo pomeriggio dopo la scuola e ti presentavo le invenzioni che avevo progettato. E le sottoponevo al tuo giudizio.

“Nonno guarda qui... che ne pensi? Pensi possa volare?”

Avevo costruito con dei rimasugli di legno, qualche cornice rifilata da cui avevo ricavato la struttura in asticelle di un aliante, avevo assemblato con del Bostik e rifinito con proiettili di gomma della mia pistola ad aria compressa.

“Fa veder... damal che!”

Sapeva già che quel piccolo e improbabile aliante non avrebbe mai volato.

“Beh l’he minga mal... senti, aghè da far incora qualche modifica... ma l’idea la ghè!”

Poi non disse più nulla e mi congedò. Riprese a fumare e a impagliare sedie. Quel giudizio mi incoraggiò e mi incoraggia tuttora. Non ho più ricevuto consigli sinceri come quelli che mi parlavano attraverso i tuoi occhi azzurri.

I tuoi occhi quel giorno erano chiusi e io ti spiavo dalla calotta di vetro della bara: eri morto il giorno di Pasqua del 1987 e per i funerali dovemmo attendere due giorni.

Ti osservavo e mi pareva che da un momento all'altro avresti ammiccato dicendomi che era tutto uno scherzo, così come quel tubicino che avevi ai lati del naso nel tuo letto e quel tuo sguardo velato. Ma c'era quel vetro, io lo sapevo, quel vetro che ti impediva di parlare e di svelarmi che era tutto parte di una scenata.

Ero certo che avrei dovuto solo aspettare che gli altri se ne andassero e tu avresti riaperto quegli occhi pieni di sincerità. Rimasi tutta la giornata a spiare il minimo movimento delle palpebre.

Quando finalmente fui solo con te mi avvicinai al vetro e sussurrai: "Nonno dai lo scherzo è stato fin troppo lungo… su alzati!"

Ma tu rimanesti immobile, come una pietra che non sentiva le ragioni di un ragazzo e della sua accesa immaginazione.

A distanza di trent'anni, il ricordo del funerale sfuma in una nebbia indistinta, ricordo solo la tua bara di vetro sigillata e quelle quinte pesanti di velluto nero. A me non facevi paura da morto, eri mio nonno e non potevi farmi del male. Mia sorella, invece, scappò da casa e andò a dormire da un'amica fino a quando non si svolsero i funerali.

Non voleva assolutamente vedere morti, gli facevano molta paura. E anche oggi che è sposata con un imprenditore che opera nelle pompe funebri non viene mai in ufficio, in azienda. Teme sempre di vedere qualche cadavere che sto sistemando con mani lente e sapienti, come quelle di nonno, e sorprendermi mentre gli sussurro all'orecchio: 

“Beh, l’he minga mal... senti aghe da far incora qualche modifica... ma l’idea la ghe!”

Tutti i racconti

0
0
2

Nel Vento Di Fiele

06 June 2026

La via dai lampioni accesi stringe un patto con la mia fuga, che penetra i lenti passi senza mappa, e un addio annodato nel suo grembo. Codardo è il mio respiro nel pianto, senza alito che dispieghi ragioni ai tuoi occhi, mentre scavo il tuo duolo nella radice amara, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

0
0
2

Le B-Roll Girls in concerto a Prato di Neve

Sembrerà assurdo, ma è tutto vero, è andata proprio così

Miu
06 June 2026

L’appuntamento era alle diciotto, ma noi eravamo già lì alle cinque e mezza. Non si sa mai: è una regola non scritta dei cori amatoriali che più l’evento è modesto, più l’anticipo deve essere incompatibile con la vita civile, come se un cataclisma potesse cancellare tutto da un momento all’altro. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
6
25

Il ritorno del Premio Chinotto

... e se potete aderite numerosi

05 June 2026

Amici lettori siamo in piena Primavera, l'Estate è alle porte, intorno a noi tutto va male ma noi che a voi lettori vogliam un gran ben siam qui a richiedere la vostra attenzione per strapparvi sorrisi con i ns/fatidici 30 secondi, 1 max 5 minuti di gioiosa lettura, quindi in questo momento veniamo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: ciao Walteru' ce se prova...l estro é appannato, magari va via col [...]

  • Teo Bo: Sto già lavorando al Chinotto. Non so se riuscirò a massacrarti [...]

15
8
77

Motel

un professionista

05 June 2026

Semplice. Avrebbe voluto che tutto fosse stato più semplice… Comunque, anche quella volta ce l'aveva fatta a finire il lavoro. Era uno che curava ossessivamente ogni dettaglio, ma si era stancato di esser chiamato solo per le faccende più complicate. Si buttò sul letto. Un intenso odore di lavanda [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Teo Bo: Quando la classe dei grandi cala sulla carta NON CE N'E' PER NESSUNO [...]

  • Settebellezze: ...come al solito scuoti l'anima. Inutile dire che "I like it"...o [...]

0
3
26

Il dolore di una figlia 2/2

04 June 2026

Ma Gerard continua a tenere fissi gli occhi sul soffitto; il sonno è lontano dalla sua anima angosciata. Vorrebbe chiamare ancora la figlia, ma non sa bene con quale pretesto: sa che anche oggi ha già fatto tanto per lui. È lei a tornare nella sua camera a notte inoltrata, quando il temporale è [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
5
55

Il piatto volante

04 June 2026

Pioveva da ore, di quella pioggia che insiste, borbotta e sembra voler partecipare alle discussioni di famiglia. L’appartamento era invaso da un odore di aglio, mare e intingolo d’orgoglio domestico, il genere di profumo capace di far confessare i peccati ai vicini. In una casa normale sarebbe [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • U2199: All'inizio il protegonista è antipatico, poi, con la visita del [...]

  • Andromeda: Carino! Mi è piaciuto il vecchietto che si è quasi autoinvitato [...]

1
2
32

Il dolore di una figlia 1/2

03 June 2026

A volte il mare a Lampedusa non restituisce alla spiaggia solo arbusti e alghe, ma anche resti umani. Gerard lo sa bene, ecco perché sente il suo debole respiro addirittura spezzarsi quando vede, dalla grande vetrata della sua camera, giungere la bufera. Quella sera, al tramonto, osserva con ansia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

9
6
50

Un euro d'onore

03 June 2026

Lo chiamavano John Wayne perché sul motorino (che poi era di suo fratello) aveva la decalcomania di un cowboy impegnato in un rodeo. Soprattutto, lo chiamavano così perché lui, Davide, John Wayne non lo poteva soffrire. Diventammo amici quando, a scuola, il preside ebbe l'idea di proporre un regolamento [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
6
57

Facciamo finta che...

02 June 2026

Le luci al neon del Venom disegnano riflessi irregolari sul bicchiere, mentre Saffron lo rigira pigramente tra le mani. Poi lo posa sul bancone con un colpo secco, più deciso di quanto intendesse. Il barista si volta, richiamato dal suono, e le lancia uno sguardo interrogativo. La matricola è alla [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: in effetti l'amore tende tutti in po' più distratti e sensibili....

  • Rubrus: Piaciuto. Che Saffron fosse una lui o una lei è secondaio, ma una cosa [...]

4
5
37

Il ditale d'oro

02 June 2026

È notte. Fuori c’è una bufera di neve che dura già da tempo. A terra, la coltre bianca sembra molto profonda. Alberi e vegetazione fitta. Null’altro. Ma dove mi trovo? Perché sono qui? Dentro è tutto freddo. La luce è andata via. Solo due candelabri emanano una luce fioca nell’enorme salone di [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
47

Poesie

01 June 2026

Credemmo essere noi predestinati unici e invincibili facciamo i conti oggi con quel vissuto questo presente e un solo domani certo. 1983 Ci saremmo iniettati in vena dosi di calore sintetico illudendoci avrebbero quel gelo potuto alleviare che a noi era intrinseco. Lisergica [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

12
13
69

La zia Elvira

01 June 2026

In ogni famiglia esiste, più o meno, un parente folcloristico, un personaggio pronto a comparire solo nelle feste comandate — Natale e Pasqua — per poi sparire nel nulla per tutto il resto dell’anno, compleanni compresi. La nostra era la zia Elvira: zitella per vocazione, devota alla tragedia, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • U2199: La mia "zia Elvira" ha compiuto 100 anni, Sarà veramente un [...]

  • Dario Mazzolini: grazie a tutti voi che avete avuto la pazienza e la bontà di leggermi [...]

Torna su