In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, ci troviamo a vivere una situazione inquietante: la cultura, in tutte le sue forme, sembra essere stata relegata a un ruolo marginale. 

Assistiamo a un fenomeno preoccupante:  i giovani sono “educati alla superficialità”, anche tramite l'utilizzo smodato di cellulari che diventa una vera e propria loro appendice. Le influenze esterne quali TV e social media possono intaccare la loro capacità di pensare in modo critico, relegando la cultura in qualcosa di vuoto e superfluo.

Ma questo dove li condurrà?

I ragazzi vengono esposti a espressioni carenti di valore educativo che possono allontanarli dal cercarne una individuale, artistica e culturale. I social network in particolare, creano vere e proprie bolle informatiche nelle quali si viene bombardati da stimoli fugaci privi di sostanza e spesso anche di realtà. L'intrattenimento è diventato un flusso costante di immagini e suoni che depauperano da una concreta analisi oggettiva e soggettiva.

I programmi televisivi sono spesso privi di contenuti significativi. I cosiddetti spettacoli per futuri talenti non solo mancano di profondità, ma promuovono comportamenti discutibili. Diventano quindi modelli negativi per i giovani che, proprio in quanto giovani, li seguono perché attratti da leggerezza e divertimento.

Anche nel campo editoriale assistiamo a un fenomeno simile. Alcuni autori diventano famosi con opere di scarso valore letterario. Nonostante ciò i loro libri diventano best sellers a causa della loro notorietà nel mondo dello spettacolo. È un circolo vizioso che danneggia il panorama culturale. Un libro senza valore si trasforma in oro puro grazie alla fama di chi lo scrive, mentre scrittori di talento che dedicano la vita alla letteratura vengono messi in ombra.

Famiglia, chiesa, istituzioni scolastiche e politiche sembrano aver abdicato dal ruolo di educatori. Non ci sono più modelli di riferimento, è raro trovare una figura carismatica intellettuale ricca di valori morali che possa ispirare i giovani. Ciò che resta è un individualismo esasperato che alimenta un clima di malaffare e corruzione. Le figure che dovrebbero guidarci verso un futuro migliore sono spesso coinvolte in scandali e pratiche discutibili. La politica è ridotta a una guerra tra bande, dove l'unico obiettivo è il potere. Questo crea profonda disillusione soprattutto nelle nuove generazioni, che si sentono così abbandonate e prive di riferimenti. Questa carenza di valori ha alimentato la corruzione in ogni settore. Le pratiche illecite si sono radicate nella quotidianità e ciò che una volta era considerato inaccettabile è diventato un comportamento abituale. La violenza fisica e psicologica è all'ordine del giorno. Le notizie di cronaca che dovrebbero motivarci alla riflessione, diventano solo un’altra forma di intrattenimento.

Le conseguenze di questo “marasma culturale” hanno anche un impatto concreto sulla vita delle persone. Le comunità diventano luoghi di isolamento e paura, invece di essere spazi comuni di crescita e apprendimento. Alcuni giovani, privati di sana esplorazione culturale, finiscono per abbandonarsi a un futuro grigio e senza prospettive. Di fronte a quest'oscurità come possono e possiamo auspicare in un cambiamento? 

C’è ancora speranza. 

È necessario agire, mobilitare la società affinché si possa riemergere dalla melma in cui, più o meno consapevoli, siamo immersi. Educatori, genitori e comunità devono unirsi per fornire ai giovani una nuova visione del mondo.

La creazione di spazi di confronto e di crescita culturale potrebbe rappresentare un punto di partenza. Promuovere eventi letterari, incontri di scrittura, attività artistiche e ricreative che invitino i giovani a esprimersi in modo spontaneo e autentico, può dar vita a una nuova generazione di pensatori critici. Il dialogo intergenerazionale è fondamentale, il futuro è anche dato da unione di passato e presente, ogni età è e deve venirne coinvolta. Solo così potremo sperare di aprire varchi in un presente stagnante.

In una società in cui la cultura sembra essere un concetto obsoleto, non possiamo permettere che l'apatia regni sovrana. È fondamentale riscoprire il valore dell'impegno civico. Così facendo possiamo migliorare la qualità dell'esistenza e ben sperare in un futuro luminoso ricco di opportunità. Siamo noi, oggi, a dover smuovere queste acque torbide per trasformarle in una fonte limpida di conoscenza. Se falliamo in questo compito, corriamo il rischio di lasciare alle future generazioni un'eredità di rassegnazione e mediocrità.

Non possiamo più ignorare il potere che abbiamo: ogni azione, ogni parola, può contribuire a un cambiamento. Dobbiamo abbracciare il nostro ruolo di custodi della cultura e dei valori umani, altrimenti il rischio è quello di perdere le nostre identità, lasciando che il futuro resti privo di fondamenta. Ogni crisi porta con sé un’opportunità di rinascita. La storia ci insegna che dal caos nascono sempre opportunità, Nietzsche scriveva che bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante. 

Il caos c'è già, ora sta a noi avere il coraggio di far brillare questo cielo ricco di stelle destinate a danzare.

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