Vado matta per i ravioli. Mi piacciono quelli di magro, quelli di carne, ai funghi, al gorgonzola, in brodo, con il sugo, al burro e salvia, ma anche semplicemente con un filo d'olio. Quando vado al supermercato mi perdo davanti al banco frigo dedicato e ammiro quante varietà posso trovare.

Eppure, per quanti ravioli possa aver assaggiato e possa continuare ad assaggiare, e che mi piacciano, ci mancherebbe, penso che quelli di zia Rosetta siano stati tutta un'altra cosa.

Di quei ravioli mi è rimasto impresso non solo il gusto con una punta di aroma di agrume nella pasta sfoglia, dato dalla scorza di limone, ma soprattutto la preparazione.

Per un paio di giorni il tavolo del soggiorno veniva occupato dall'attrezzatura: piano di lavoro, dove si faceva la fontana di farina, sulla cui cima si mettevano le uova, il mattarello per lavorare la sfoglia, la mitica macchinetta a manovella per renderla sottile, la rondella tagliapasta, lo stampo con la forma dei ravioli e, ovviamente, la bacinella del ripieno. Io bambina, assistevo ammirata, giocando con qualche scampolo di pasta e rubacchiando ditate di ripieno.

Finito il lavoro, i ravioli ottenuti, tutti della medesima grandezza e forma, ma ognuno leggermente diverso dall'altro, venivano adagiati su uno strofinaccio appoggiato su un tavolo in camera da letto sotto ad una finestra, spolverizzati con la farina e di nuovo coperti con un strofinaccio.

Ogni tanto andavo di soppiatto a sbirciare, sollevando il telo e contemplando in silenzio, pregustando il giorno di festa in cui li avremmo mangiati tutti insieme.

Oggi invece i ravioli non sono una prerogativa delle feste, ma sono a nostra disposizione tutti i giorni e questa è anche una buona cosa, ma così ci siamo un po' persi il gusto di preparare qualcosa di particolare, destinato ad un'occasione speciale, di nostro e da fare con calma, coinvolgendo tutta la famiglia per contribuire a creare quel clima di coesione familiare tipico della festa, fosse anche solo per il pranzo della domenica.

Guardo in alto in cucina... in quella scatola forse c'è la macchinetta della pasta, e in effetti eccola; frugo tra gli attrezzi e trovo il mattarello e il taglia pasta...

quasi quasi mi metto all'opera...

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