Parte I – Il gioco nel giardino

Era una limpida giornata di primavera quando Marta decise di dedicarsi alle grandi pulizie. Le finestre aperte lasciavano entrare l’aria fresca e il profumo dell’erba tagliata. In sottofondo, la sua playlist preferita scorreva tranquilla.

Dal giardino arrivava la voce della piccola Emma, sua figlia, intenta a giocare con la faccia appoggiata al tronco della vecchia quercia.

«A cosa stai giocando, tesoro?» chiese Marta, affacciandosi alla finestra.

«A nascondino, mamma!» rispose la bambina. «Con il mio amico Marco».

Marta sorrise. «Attenta a non farti male.»

Poi tornò a pulire. Dopo un po’, passando davanti alla stanza della figlia, notò qualcosa di strano. Un bambino, accovacciato dietro l’armadio, fermo e silenzioso. Aveva il viso girato.

«E tu chi sei?» chiese Marta.

Il bambino parlò senza voltarsi: «Mi chiamo Marco Mouser. Ma... psss... non fare rumore.»

Marta sorrise, convinta fosse uno dei piccoli amici del quartiere, e tornò alle sue faccende.

Parte II – Le settimane invisibili

Nel tardo pomeriggio, Marta si concesse una pausa sul divano. Stanca, scrollava video su Instagram quando la porta si aprì.

Emma entrò, imbronciata.
«Mamma… dov’è Marco? È più di un’ora che lo cerco, è sparito.»

Marta si irrigidì. «Pensavo fosse in casa... cerchiamolo.»

Divisero i compiti: Emma controllava la sua stanza, Marta il resto. Ogni stanza, ogni angolo, persino la cantina. Ma nessuna traccia del bambino.

Fu lì, in cantina, che il telefono vibrò.

"Bambino scomparso da un mese. Si chiama Marco Mouser."

Il viso del bambino nella foto era lo stesso dietro l’armadio.

Il cuore le batteva in gola. Corse di sopra. Emma era seduta di spalle.

«Emma… da quanto tempo stai cercando Marco?»

La bambina rispose con voce bassa:
«Da mesi, mamma», la voce della bambina era rotta come dal pianto.

Una seconda notifica illuminò lo schermo:

“Ritrovato il corpo del piccolo Marco Mouser. Era morto da mesi.”

Marta, sbiancata, si avvicinò:
«Con chi stavi giocando oggi...?»

Prima che Emma potesse rispondere, due mani pallide uscirono dall’armadio, l’afferrarono e la trascinarono nel buio.

Marta urlò, cercò di salvarla, ma fu tutto inutile.

Dal buio, spuntò un volto: un sorriso larghissimo, occhi spalancati e fissi su di lei.

Era Marco.

Parte III – Nessuna uscita

Giorni dopo, la casa rimase vuota e silenziosa. Nessuna Marta. Nessuna Emma.

Fu la nonna a chiamare la polizia.

Gli agenti trovarono tutto in ordine, tranne una cosa: la porta dell’armadio, spalancata, buia come una voragine. Dentro, nessun vestito. Solo ombra.

Il telefono di Marta era sul divano, ancora acceso. Sullo schermo, la notifica dell’articolo su Marco Mouser.

Uno degli agenti si affacciò alla finestra. Nel giardino, per un attimo, vide Emma. Di spalle. La fronte poggiata all’albero. Accanto a lei, rannicchiato, un bambino con la maglietta a righe.

«Ehi!» gridò l’agente.

Ma quando gli altri si affacciarono, non c’era più nessuno.

Solo la quercia.

E il vento...
Che sembrava contare.

Uno... Due... Tre...

Sto arrivando.

Fine.

Tutti i racconti

0
0
2

La nave degli uomini perduti (2/4)

02 November 2026

Giorgio era sempre stato un sognatore, un carattere mite ma determinato nelle azioni. Quando decideva di fare una cosa nessuno poteva fermarlo o farlo ragionare, questo specialmente in età giovanile, la sua tranquillità era lo scudo della sua volontà. Le auto erano la sua passione, i motori mondi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
2

La terrazza

02 November 2026

Amavo molto le terrazze di sera. Mi ci rifugiavo spesso quando dovevo pensare, perché da lì contemplavo la città illuminata che era per me una continua fonte di ispirazione e di ricordi. Quante luci, quante storie si ammiravano dall’alto. Era incredibile quel brulicare di vicende e di racconti, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
2

Il Cantico Dell'Alba D'Ottone

02 November 2026

Fra le zaffate di rose e i marmi silenti, l’amor si cela, maestà di torbide correnti. È la gemma preziosa sulla conchiglia antica, raro soliloquio di luce, propizia e amica. Come vetro increspato in specchi di mercurio, vibra nel petto l’anima in una danza siderale. È il fosforo nascosto in cremisi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

5
4
21

Perdonami per non aver capito

01 November 2026

Sono qui, seduto su questa vecchia sedia di paglia. In questa cucina ormai priva di odori del cibo che cucinavi. Dentro questa casa che ha raccolto grida di gioia e pianti senza fine. Guardo il mestolo di rame piegato. Lo avevi conservato a memoria di una testa che lo aveva saggiato. E la vecchia [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • MaricaR: Si sente il sentimento, cosa che una macchina non potrebbe mai scrivere. Al [...]

  • Riccardo: grazie a tutti 🤗

1
1
10

La nave degli uomini perduti (1/4)

01 November 2026

Il mare del Nord, le nubi grigie che imprigionavano la luce del sole, uno stormo di gabbiani che seguiva quel grande scafo di metallo che fendeva le onde, erano come un quadro dipinto dentro le sue pupille che guardavano l’orizzonte. Una sigaretta tra le dita della sua mano andava e veniva dalla [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
2
25

Mai

La crudeltà dell’invisibile

01 November 2026

Il mio lutto non aveva un defunto, eppure non c’era più nessuno da salvare. Avevo costruito un futuro con la materia fragile dei desideri: stanze, stagioni, una luce accesa al tramonto. Avevo abitato quel domani così a lungo da dimenticare che non mi apparteneva. Poi, senza preavviso, il futuro [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Passato, futuro, immaginato oppure vissuto i vecchi amori non finiscono [...]

  • Lo Scrittore: il peso delle speranze perdute, dei sogni infranti, dei desideri non esauditi, [...]

7
6
31

Nessuna risposta

31 October 2026

Questa è una storia di fantasmi e inizia nel solito, trito, dozzinale modo, con la Strega, la Morte e il Diavolo che mi affiancano mentre torno a casa in una sera d'ottobre. «Ma quello come si è conciato? Mi sa che ha sbagliato festa» grida uno di loro. Aguzzo la vista e intravedo, in fondo al [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: In realtà detesto i racconti in prima presente: su più di duecento [...]

  • MaricaR: Senza fare troppe analisi a me il racconto è piaciuto. Bello anche il [...]

1
6
26

Atlanto

Un tramonto più arancione e scuro del solito

31 October 2026

«Secondo me, Debora, la tua impressione non è casuale. C’è un motivo storico per cui Capo Verde può suonare caraibico, pur trovandosi dall’altra parte dell’Atlantico. È un luogo africano, portoghese e atlantico allo stesso tempo». «Mi stai dicendo, Estevão, che ci troviamo su un’isola nel mezzo [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: Mi sembrava un aneddoto carino da riportare per evidenziare come queste isole [...]

  • Andrä: Si, è un aneddoto che non sapevo.
    Complimenti per le tue opere Rubrus.
    Alla [...]

2
3
21

Vi narro della Musa Talia

La musa dal sorriso contagioso

31 October 2026

Tra le alte vette dell’Olimpo, dove le nuvole si tingevano d’oro al tramonto e gli dèi trascorrevano il tempo tra banchetti, discussioni e melodie celesti, viveva una figura dal sorriso contagioso. Il suo nome era Talia, una delle nove Muse, figlie di Zeus e di Mnemosine, la dea della memoria. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Gennarino: Paolo Ferazzoli PRFF: Carissimo Paolo grazie per il tuo commento. Oggi in Italia [...]

  • Rubrus: Il nome "Italia" viene da "vitulia" ossia terra dei vitelli [...]

3
3
12

Vola!

31 October 2026

Vola con il tuo ramoscello di olivo. In cerca di un posto dove riposare ma senza trovare un appoggio. Muri non ne esistono più, solo pietre sparse, le spine del filo lasciano solo spazio che ti ferisce profondamente. Vola. Non perdere la speranza di trovare un approdo. Qualcuno ti tenderà [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

5
8
36

L'uomo che dorme 2/2

30 October 2026

«…Adesso e nell'ora della nostra morte…». Ancora il finale dell’Ave Maria. Il battito del monitor cessò di essere un rumore esterno per divenire la pulsazione stessa del suo pensiero: un metronomo di metallo che misurava non più le ore del giorno, ma la distanza tra ciò che era stato e l’abisso.… [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dario Mazzolini: Grazie per aver apprezzato il mio racconto. Alla prossima, amici.

  • Rubrus: Magari un po' convenzionale nella morale - mi chiedo se, coi tempi che [...]

4
5
46

La galleria

Storie in 280 caratteri

30 October 2026

Il treno entra a gran velocità in galleria. Dopo un'ora siamo ancora dentro! Il nervosismo si diffonde tra i passeggeri. Ad un tratto la luce del giorno. Un sospiro di sollievo generale seguito però subito da tante grida isteriche. Mi guardo le mani, sono quelle di un vecchio

Tempo di lettura: 30 secondi

Torna su