“Mamma, mamma, corri, c’è qualcuno che mi spia dalla finestra!”

La giovane donna salì di corsa la lunga scalinata. Fu aggredita da un’improvvisa tachicardia che l’accompagnò per tutto il tragitto fino alla camera del figlio.

È vero, i bambini sono molto creativi e fantasiosi, ma il suo grido d’aiuto fu davvero inquietante.

“Sono in tre, li ho visti chiaramente” sussurrò il piccolo quando sua madre attraversò la porta.

“Ora sei al sicuro, mettiti a letto.”

Avanzò in punta di piedi e si affacciò ad una grossa finestra verde.

Pochi metri sotto era presente un giardino molto esteso con degli imponenti cipressi che ne segnavano il confine.

“Non c’è nessuno” disse mentendo al figlio.

Invece vide espressamente le tre figure, una splendida luna piena evidenziava nettamente le sagome. Avevano scelto sicuramente la sera meno adatta se la loro intenzione era quella di nascondersi nell’ombra.

Bisognava mantenere la calma, se lo avesse spaventato ulteriormente la situazione sarebbe degenerata, ma ovviamente un mucchio di domande la stavano travolgendo.

“Secondo me stiamo solamente perdendo tempo, tra poco me ne vado.”

Simone era il più giovane dei tre.

Aveva accettato l’invito dei due amici per non sembrare un codardo ma in realtà era terrorizzato, quella casa era veramente inquietante.

“Cazzo Simone, cacasotto, così ci rovini la serata” grugnì Michele, il più anziano della compagnia.

Mentre i due discutevano l’altro ragazzo restò immobile a fissare una delle finestre.

Nella mano destra impugnava uno strano dispositivo nero dalla forma allungata, nell’altra invece teneva una piccola telecamera.

“State zitti!”

“Sono convinto di avere visto qualcuno” esclamò eccitato.

“Dici davvero?” sussurrò Michele.

“Si, dietro ai resti di quella finestra verde.”

Anni fa un terribile incendio distrusse gran parte dell’abitazione, la finestra verde ne uscì praticamente intatta.

Una giovane donna e suo figlio invece bruciarono vivi al suo interno.

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