Poi arrivò lei.
All’inizio era solo “una collega”. Così disse il padre.
«Si chiama Elena.»
Luca alzò le spalle.
«E quindi?»
«Niente. Solo… volevo dirtelo.»
Elena cominciò a comparire a casa sempre più spesso. Luca la osservava con un nodo allo stomaco.
Un giorno il padre disse:
«Ci frequentiamo.»
«Non sono cieco, papà.»
«Luca…»
«Non importa.»
Quella sera la rabbia prese il sopravvento.
«Hai già dimenticato mamma!» gridò Luca. «L’hai fatta sparire come se non fosse mai esistita!»
Il padre sbiancò. «Non dire così.»
«È la verità! Io non l’ho dimenticata. La penso ogni giorno.»
Il padre abbassò lo sguardo. «La ricordo anch’io.»
«Non è vero,» replicò Luca.
«Se fosse così, non ti comporteresti in questo modo.»
«Domani te la presento. Viene qui.»
«Non voglio conoscerla.»
«Luca, dovresti uscire, vedere amici. So che soffri per la mancanza della mamma, ma dopo tre anni dobbiamo andare avanti. Anch’io sono ancora giovane. Capisco come ti senti, ma Elena potrebbe essere una buona presenza anche per te. La mamma resterà sempre nei nostri cuori.»
Il mattino seguente Elena arrivò, ma Luca non si presentò a colazione. Trascorse la giornata senza farsi vedere, restando rinchiuso nella sua stanza.
Lui si mise alla finestra ad osservare il fiume che si scorgeva in lontananza. Le curve del corso d’acqua gli trasmettevano una sensazione di tranquillità, anche se non riusciva a spiegarne il motivo.
Il fiume scorreva lentamente, ampio e denso. Luca vide un grande uccello sorvolare le sue anse, seguendo il corso in cerchi lenti, poi risalire lungo l’argine, salire verso il cielo per poi tornare in picchiata a seguire il fiume.
Il ragazzo rimaneva incantato da quei voli liberi nel cielo: erano così belli, avevano qualcosa di artistico, quasi come se non fossero opera di un uccello, ma scaturissero direttamente dalla fantasia di un uomo. Sembrava a Luca che lo strano animale seguisse qualcosa che era sul fiume, ma da quella distanza non poteva distinguere nulla che si muovesse sopra o sotto la superficie mobile dell’acqua.
Luca vide l’uccello virare verso di lui, avvicinarsi e colpire il vetro della finestra. Luca aprì, lasciandolo entrare. L’uccello si posò sulla sedia accanto al letto.
Poi cominciò a parlare.
«Sono Ghion e sono il tuo mentore. So quello che ti è capitato e faccio parte del popolo delle Chiatte. Adesso non puoi capire, ma ti racconterò la storia. Ora vieni con me e ti porterò nel regno del Mondo delle Chiatte e ti sarà spiegato tutto.»
Luca rimase impietrito a quelle parole. Non sapeva cosa pensare di un uccello che solo qualche minuto prima aveva visto volare sul fiume e che ora si era messo a parlare.
«Ma chi sei tu? Non capisco cosa vuoi da me.» 

«Non ti spaventare, ti spiegherò tutto durante il viaggio. Noi sappiamo che non vai più d’accordo con tuo padre e che hai perso tua madre… Lo sappiamo quanto soffri. Ma tua madre può essere salvata.»
«Ma cosa dici, uccellaccio! Mia madre è morta!» Esclamò Luca, piangendo.
Ghion si avvicinò al ragazzo e, con le sue mani che erano degli artigli di uccello, lo accarezzò piano.
«Stai calmo, figliolo. C’è speranza.»
«Ma speranza di cosa, se mia madre è morta?»
«Lo scoprirai se verrai con me. Ti sarà spiegato tutto durante il viaggio.»
«No, vattene. Non vengo con te.»
«Come preferisci.»
L’uccello si posò sul davanzale della finestra, pronto a spiccare il volo.
«Se cambi idea, sai dove trovarmi. Basta che tu mi faccia un cenno dalla finestra e io verrò.»
Il padre bussò leggermente alla porta della camera.
«Ehi, Luca… stasera pensavo di andare a cena fuori, solo noi due. Che ne dici?»
Lui, sdraiato sul letto, girò la testa verso il muro.
«Non ho fame.»
«Dai, potrebbe essere divertente. Magari più tardi vediamo un film.»
Dopo un attimo di silenzio, Luca si alzò, si infilò una felpa e seguì suo padre in cucina. Lì vide che la macchina era pronta, con i giubbotti adagiati sul sedile posteriore. L’aria fuori era fredda, e il vento formava lievi mulinelli di polvere sulla strada vuota.
«Dove andiamo?» chiese Luca, cercando di mascherare la tensione.
«Niente di speciale,» rispose il padre, con un sorriso che Luca non seppe decifrare. «Solo una cena tranquilla.»
Viaggiarono per qualche minuto, in silenzio. Poi il padre accostò davanti a un piccolo ristorante. Il padre gli presentò Elena, la sua nuova fidanzata. Lei era fuori dal ristorante e li stava aspettando per entrare.
Ma Luca non riuscì. Qualcosa dentro di lui si chiuse. Il ricordo di sua madre, la rabbia ancora viva, il dolore mai sopito: tutto insieme lo spinse a un impulso improvviso.
Senza dire una parola, corse via. La fredda aria della sera gli graffiava il viso. Corse fino all’angolo della strada, con il respiro affannoso, e le gambe che sembravano volerlo trascinare più lontano possibile.
Dietro di lui, sentì il padre chiamarlo:
«Luca! Aspetta! Torna qui!»
Ma Luca non si voltò. Ogni passo lo allontanava da quella scena, da quella donna che lui non voleva conoscere, da quella normalità che ancora gli sembrava impossibile.
Guardò la strada davanti a sé: silenziosa e fredda.
E decise che, almeno per ora, non era pronto.

Tutti i racconti

5
12
31

Vi racconto la storia della sfogliatella Riccia

un viaggio tra monasteri, vicoli e tradizione napoletana

23 September 2026

La sfogliatella riccia è molto più di un dolce. È una piccola architettura di pasta e ripieno, un intreccio di sfoglie sottilissime che racchiude profumi, consistenze e memoria. Quando arriva sul bancone di una pasticceria napoletana, ancora tiepida e spolverata di zucchero, sembra quasi custodire [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Gennarino: Ondine: Grazie per acer letto e commentato. Buona serata.

  • Gennarino: zeroassoluto: e come si fa a rinunciare? Grazie per il like. Buona serata.

6
7
35

Ho trovato il modo

23 September 2026

Ho trovato il modo di rendermi felice. Ora è inutile che mormoriate come avessi trovato chissà cosa. Animando discussioni e invidie. Non potrete neanche rubarmi eventuali copyright. Non agitate anime con teste che al tocco risultano vuote. Lancerete anatemi sui social, che di sociale hanno ben [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Ondine: Amare se stessi non è un lavoro facile, siamo sulla fune a volte ma [...]

  • zeroassoluto: Quoto lo scrittore (Lorenxo mi pare).
    Star bene con se stessi e FOTTERSENE [...]

6
7
53

Un’altra vita

Spin-off retroscena del racconto "Pedicure"

22 September 2026

Nota per i lettori: Questo racconto approfondisce le motivazioni e le origini della protagonista già incontrata in "Pedicure". «Giacomo è partito?» mi chiese uno dei ragazzini che giocavano a calcio nel cortile del condominio. «Avete di nuovo tirato il pallone contro la sua saracinesca?» «Sì, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Mi associo ai complimenti e all'idea di riprendere la storia con un antefatto.
    Giacomo [...]

  • Ondine: Vada per l'antefatto! :))
    Grazie

3
5
34

Ho incontrato il bambino che ero

22 September 2026

Non lo so. Capita, a volte, di sentire che nell’aria deve succedere qualcosa. Forse non sarà niente di speciale, ma sarà quella cosa che, in qualche modo, ti cambierà la vita. E lo sai e lo senti e quella sensazione è più forte di qualunque altra cosa. Un giorno presi la bicicletta e feci un giro, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Andare in bicicletta lungo l'argine di un fiume, mi ricorda le mie pedalate [...]

  • Amelia: Like. Bel racconto. Molto dolce la fine

5
6
34

Lo scalino bagnato

22 September 2026

Sono passati sedici anni da quando, dopo che si seppe che mio fratello aveva scelto di collaborare con la giustizia, rimasi sola e cominciai a subire diverse forme di prepotenza. Sono una donna diversamente abile e ho sempre voluto vivere liberamente. Venivo insultata, mi trovavo il portone di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Solitaria77: vi ringrazio a tutti dal profondo del cuore

  • MaricaR: Ciao Solitaria, mi dispiace per la tua situazione e per quello che hai dovuto [...]

3
3
31

Destino Clandestino

22 September 2026

L’unico vero libero arbitrio che abbiamo a disposizione nella vita terrena è scegliere se opporre o meno resistenza agli impulsi egocentrici. Penso che la sorte ci condizioni ineterno, con due sole eccezioni: non ha potere sulla nostra libertà di scelta e non ci può mentire. In quel lontano periodo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • zeroassoluto: Giustamente tu no, perché lo hai venduto!
    Ma poi del ricavato della [...]

  • U1785: evidentemente il poco libero arbitrio conservato nel tuo destino ha permesso [...]

3
16
61

Franceschieglie 'ru stagnarieglie

21 September 2026

C’era una volta il mio paese, quello del dopoguerra: tanto diverso da oggi che, a parlarne ora, sembra di raccontare una favola. Io, bambino, al calar della sera, obbediente al richiamo dei genitori, lasciavo il gioco a nascondino — che la penombra rendeva ancora più avvincente — e rientravo a [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
10
48

Hai già mangiato? (2/2)

21 September 2026

«Credevo che non mangiavate il maiale» disse Emma guardando il pezzo di carne. «Quelli sono musulmani. In Cina ci sono un sacco di ricette per il maiale». «Ricette della nonna, eh? E magari vuoi che ti faccia usare la mia cucina». «Altrimenti non mi credi». Emma appoggiò la mano sul mattarello. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Ondine: Molto denso per così poche battute, ho come l'impressione che gli [...]

  • Rubrus: To all, grazie. Ero consapevole del problema dei tanti personaggi, ma siccome [...]

5
4
62

Hai già mangiato? (1/2)

20 September 2026

La vecchia Emma aveva fatto scappare cinque badanti. La prima era durata più a lungo, ma, all’epoca, Emma riusciva ancora a tirare la sfoglia. Un velo sottile, attraverso cui, in controluce, si scorgeva la sua mano che conservava i calli da contadina. Poi, però, un ictus; leggero, ma il braccio [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
6
37

Damiano (2/2)

20 September 2026

Cominciò a sentirsi in trappola. Sembrava che nessuno in famiglia potesse fare a meno del suo aiuto. si chiedeva finora come avessero fatto a tirare avanti, lui non c'era stato per quaranta anni. Non era certo questo che aveva sognato. Un sabato mattina, il figlio era a casa, la moglie non aveva [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Ennesima bella prova di un autore in stato di grazia...
    Il [...]

  • Dax: Bello. però mi spiace per il protagonista..Poteva usare l'esperienza [...]

5
14
43

Estati d'altri tempi

20 September 2026

Da ragazzina abitavo vicino al mare, in un luogo allora sperduto, dove il silenzio veniva rotto soltanto dalla risacca delle onde. Le uniche “anime” che si vedevano erano quelle dei pescatori e delle loro donne che, quasi ogni mattina, ripetevano l’atavico rito: gli uomini lasciavano le barche [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • MaricaR: Ciao Rubrus, allora... Premesso che ciò che dici è pienamente [...]

  • Rubrus: Ah be' mi madre era tua coetanea. Ai tempi faceva il bagno nelle rogge [...]

5
7
31

L'etrusco: otto piccole uova (2/2)

Dalle indagini di Sebastian Hood

19 September 2026

Cerveteri, Italia, 610 a.C. Il sole ormai alto nel cielo accompagnava il frinire ininterrotto delle cicale e un corvo gracchiò. Con infinito amore Vail offrì a Theflia il vino preparato da Zenia e bevve con lei, avidamente, da un mestolo colmo fino all'orlo. La sorte sembrò favorirli. Theflia [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su