Amici lettori appassionati dell'Arte e dei buon artisti, sono qui a presentarvi una persona attiva e super esperta del mondo dell'arte alla quale ho voluto rivolgergli le mie nove domande e mezza quindi inizierò a raccontarvi un po' di lei.

Maria Daolio figlia d'arte aveva solo 2 anni quando seguiva i suoi genitori in tutte le loro mostre.

All'epoca suo padre oltre che collega era maggiormente amico del grande pittore Alessandro Caloi padre del critico, curatore d'arte e gallerista Federico, a quel tempo contatti e frequentazioni erano con gente del calibro di Migneco, Cassinari, Schifano, Brindisi, Salvador Dalì, Lodola, Burri ecc. ecc. 

Mentre sua madre lavorava come storica specializzata in Alto Antiquariato, il papà naturalmente continuava a occuparsi del contemporaneo, Maria Daolio ad un certo punto della sua vita, essendo dotata di un carattere esuberante ed incuriosita nel cercare nuove e diverse esperienze artistiche iniziò a occuparsi di abbigliamento collaborando con importanti aziende di settore per le quali, grazie alla sua esperienza in campo creativo, sceglieva i campionari di moda di alta classe. All'età di 40 anni l'amore per la famiglia è talmente forte che ritornerà nel mondo dell'arte per continuare il percorso dei propri genitori, erano gli anni '70/'80 e a livello professionale Milano diventò un consueto appuntamento quotidiano perché suo padre era spesso invitato e presente in TV.

In quegli anni l'atmosfera era vivace ed esaltante, andavano tutti a mangiare alla Barcaccia una taverna frequentata dagli Artisti che affettuosamente più volte dedicavano a Maria disegni o scritti. Intanto a fine anni '80 suo zio Mario Daolio pittore, ritrattista del Po, valido e apprezzato corniciaio, battezzata dal critico Nevio Iori aprirà la galleria "Piccola Margutta" una calda bottega d'arte che sarà frequentata da tutti i pittori del luogo come Udo Toniato, Giovanni Miglioli, Elena Guastalla, Afro Daolio, Vandino Daolio, Andrea Mozzali, Moscardini, nonno Pasqualini Eo e inoltre grandi collezionisti come l'onorevole Giuseppe Amadei, l'avvocato Bruno Rovesti, il pretore Giovanni Strozzi, l'industriale Pietro Montanari...

D: Maria, mettiamo che puoi fare un salto nel 2126, come vedresti il mondo dell'arte tra 100 anni?

R: Prima di entrare nella macchina del tempo e arrivare al 2126 ti dico che deve essere fatta una grande pulizia generale, ci sono in giro troppi sporcatori di tele e troppe persone non individuabili, per me si definisce Artista quando colui è riconoscibile e lascia decisamente una traccia in mezzo a tanti. Ma per risponderti sul come sarà l'arte tra 100 anni, ti dico che per quell'epoca saremo ritornati all'arte come mamma l'ha fatta, ecco perché per tanti sporcatori di tele è meglio che si mettano a lavorare seriamente.

D: Sei nata a pane e arte, nelle vene ti scorre sangue con numerose tracce di colore materico e la tua mente è uno sconfinato hard disk pienissimo di smisurata creatività, insomma quanto resisteresti a passare le tue giornate a fare altro che in vita tua non hai mai fatto? Torneresti di corsa a fare il tuo mantra artistico?

R: Impossibile da considerare perché sarebbe come togliermi il respiro, potrei fare un eccezione solo per stare vicina agli animali che adoro e anche in quel caso avrei occhi per loro (gli animali) con la mente e il cuore sempre aperto sul mondo dell'arte.

D: Da talent scout, quali sono stati gli artisti che ti hanno dato grandi soddisfazioni?

R: La lista è lunga te ne nomino qualcuno al volo, mi perdoneranno tutti gli altri che non ho menzionato ma che sono sempre nel mio cuore, tra gli artisti di attualità te ne cito alcuni che sicuramente faranno strada e sai perché? Perché sanno come muoversi e perché sono riconoscibili ad esempio pittori come Deandreis, Cristian Lasagni, Albino Pitti, Porrari, Adriana Montali, scultori come Eros Mariani e Carlo Zoli, comunque ne amo anche altri che non fanno parte del mio gruppo, invece tra i "grandi" di sempre Giorgione, Correggio, Michelangelo, Rembrandt, Cezanne, Matisse, Degas.

D: Di notte non hai incubi, ma se li avessi quale sarebbe quello artisticamente più pauroso?

R: Incubi di notte? Si spesso ma riguardano la mia malattia e la paura di non lasciare ricordi.

D: Come è andata in Fiera a Parma ?

R: Molto bene perché a Parma sono stata selettiva la fiera è un palco molto critico nel quale si esce vincitori o sconfitti e noi siamo andati naturalmente per fare bella figura e giocarci bene le nostre carte, tanto pubblico, tanta arte di ottimo livello, tanto colore e ottimismo in reazione all'attuale momento storico.

D: La tua mostra perfetta è stata?

R: Una delle nostre più definite e significative è stata quella di Mantova al Museo Diocesano dove si sono incrociati Scultori e Pittori, gran bella esperienza.

D: Ancora sulla recente Fiera di Parma... chi sono i tuoi artisti presenti nello stand della tua Associazione e cosa hai fatto per vincere paure e incoraggiarli?

R: Gli artisti citandoli in ordine sparso sono stati: Giovanna Leoni, Emilio Paola, William Tosi, Nicola Cici, Melissa Barbanti, Pierluigi Vidoni, Massimo Ragionieri, Roberto Gamberoni, Christian Lasagni, Lucia Sardagna, Carlo Zoli, Teresa Delaiti, Adriano Valerio Deandreis, Adriana Montali, Gianfranco Campana, Francesco Vidic, Lino Porrari. Cosa ho fatto per incoraggiarli? A parte il fatto che avendoli selezionati sono già stati coraggiosi di loro, comunque il nostro grido di battaglia in fiera a Parma che tu mentecatto mi hai suggerito doveva essere "Chi si estrania dalla lotta è un gran figlio di mignotta!" slogan che chiaramente non ho citato ma l'ho pensato, vale lo stesso?

D: Beh! No, ma lo puoi fare la prossima volta? Invece un tuo aneddoto con un artista importante

R: Fammi venire ancora una volta con te a Roma nel tuo prossimo articolo e lo vivremo insieme.

D: Lo sappiamo che preferisci lavorare a fari spenti senza "Apparire" ma, mettiamo che per 20 minuti sali su un piedistallo e cominci a urlare "Sòrbòle e mò vè lò dico io come si fa arte!!" e inizi a spiegare...

R: Eh! Sì, comincio a spiegare che l'arte è una cosa seria e che bisogna lavorare, mica siamo a Hollywood!

D: Sei a cena con Banksy cosa gli chiedi?
Giochiamo a Briscola?

E con una partita impossibile a briscola con Banksy termina qui la nostra intervista con l'esperta dell'arte Maria Daolio che salutiamo e ringraziamo. Con voi amici lettori appassionati ci rivediamo alla prossima storia e ricordatevi anche voi che, chi si estrania dalla lotta é un gran figlio di… (grande omaggio a Monicelli). Ciao a tutti. Finché ci sará arte ci sará speranza per tutti.

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