Le pere, le nespole, i fichi, le noci, le mandorle, le mele, le pesche e l'uva: a mia memoria, era la frutta che si poteva cogliere, nella stagione giusta, a Carpinone.

Poi arrivava il venditore ambulante che proponeva, kaki, arance e mandarini con voce stridula, anche in cambio di patate.

Si, perché in paese quelle abbondavano.

Ma nella mia famiglia non succedeva mai questo scambio: la mia era una famiglia contadina, con terre, buoi, vacche, capre e un asino.

Tutta l'attività era guidata da mio padre Angelo, che aveva fatto la guerra in Grecia come bersagliere. Forte e robusto armato di mitragliatore, era ora un abile contadino, chiamato ad arare anche i terreni degli altri.

Il bue che preferivo si chiamava Palazzolo.

Mio padre Angelo, mia madre Filomena, mia nonna Angela-detta "la Poeta“ perché con il suo dire era capace di sopraffare tutti-, mia sorella Angelina e io, Gabriele, il primogenito:eravamo la famiglia.

Tutto procedeva in armonia fino al 1951: tutti i campi venivano dissodati e coltivati dal mio forte papà, con mia madre al seguito.

Fatta eccezione per mia nonna, avanti negli anni ma molto attiva, la nostra si poteva definire una famiglia sbocciante dal profumo dinamico della primavera.

Mio padre nel 1951 aveva 36 anni, mia madre 27, io 6 e Angelina 4.

Poi papà, la forte colonna della famiglia, si ammalò di una malattia che allora non era ancora entrata nel gergo comune: il tumore.

Ci fu un consulto di medici e un ricovero in ospedale a Roma.

Dopo qualche mese di apprensione e sbandamento, arrivò il ritorno a casa in ambulanza.

Il mio forte papà era diventato magro, ma era lucidissimo; la mia giovane mamma lo accudiva.

Il 15 agosto la processione della Madonna Assunta e il 16 quella di San Rocco passarono sotto casa.

Mio papà si alzò dal letto e, da dietro i vetri del balcone, muto-perché sapeva-, guardò le statue e, per un po', anche i devoti che cantavamo.

Tutto si aggravò e il 30 agosto disse a mia madre di chiamare me e Angelina, perché voleva rivederci.

Mia madre al centro e io e mia sorella ai suoi lati: gli occhi amorosi di mio padre, malato e sereno, ci salutarono.

Ammutoliti, dopo un po' fummo portati in cucina da nonna Angela.

«Filomena, io me ne vado, ma ti lascio Angelina e un bastone per la tua vita: Gabriele».

Così disse mio padre a mamma, quando tornò da lui.

Il giorno dopo, papà andò nei campi di Dio.

La casa si riempì per la veglia. Io e mia sorella fummo portati, per la notte, da una famiglia amica.

Mia madre, esile ma forte, era affranta ma senza lacrime. Mia nonna Angela, La Poeta, compì un gesto imprevedibile: offrì a tutti i visitatori un bicchierino di liquore in onore mio padre.

Poi ci fu il funerale, partecipatissimo e silenzioso, con una folla oceanica dei carpinonesi.  Io fui tenuto in braccio da Mddiucc, un amico di famiglia.

La notte successiva, mia madre sognò mio padre che le diceva di prendere il suo cappotto nuovo dall'armadio e di darlo ad Antonio.

Mia madre eseguì, e solo più tardi seppe ché ad Antonio, uno dei quattro che avevano portato la bara, si era strappata la giacca sulla spalla.

C'era la famiglia da accudire e i campi da seguire.

La mia esile e giovane mamma sostituì mio padre per tutto ciò che era necessario portare avanti. 

Non l'ho mai vista piangere davanti a me e Angelina.

Mia soella non accettava la dipartita del papà e protestava decisa: «Perché è morto solo papà e non tutti gli altri papà?».

Prima che si ammalasse, Angelina gli correva in braccio mentre era seduto su una sedia; gli afferrava il volto con le sue manine e di rimando, papà faceva lo stesso con lei. Rideva divertita guardando papà che, con voce volutamente autorevole, le intimava: « M'liass o ‘nn t'lass» (Se non mi lasci, non ti lascio); poi papà allentava la presa e lei correva lontano, per poi tornare a ripetere il gioco.

Ora papà era stato costretto a lasciarla, gli altri papà no, e lei, senza piangere ma con voce accusatoria, ne faceva loro una colpa.

Io, che avevo seguito papà nei campi come un'ombra, facevo compagnia a mia madre nei lavori agricoli, sia quelli nuovi sia quelli lasciati incompiuti da papà, e mi sentivo il custodie del suo metodo di lavoro.

Finì l'estate, passò Natale e arrivò l'Epifania.

«Mamma vogliamo la Befana », chiedevamo a mamma Filomena.

E mamma, presa dai pensieri, dai lavori e dagli impegni ci accontentò senza calza della Befana, ci fece trovare su una sedia impagliata, in cucina, due bellissime arance e amorevolmente disse: «Questa è la vostra Befana ».

Poi si girò e pianse.

Noi capimmo.

Tutti i racconti

0
0
6

La Befana del 1952

Memorie di Carpinone

30 August 2026

Le pere, le nespole, i fichi, le noci, le mandorle, le mele, le pesche e l'uva: a mia memoria, era la frutta che si poteva cogliere, nella stagione giusta, a Carpinone. Poi arrivava il venditore ambulante che proponeva, kaki, arance e mandarini con voce stridula, anche in cambio di patate. Si, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

0
0
7

Dalla Bilancia di Themis alla Iustizia

Da Simbolo astronomico ad attributo di un Santo Armato

30 August 2026

La Bilancia di Themis, che fino a quel momento era stata solo un concetto filosofico nel banchetto nuziale dell'Olimpo, trova finalmente il suo corpo fisico in cielo. I Romani prendono lo strumento della Titanide, lo strappano dalle mani della mitologia e lo trasformano nel monumento eterno del [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

7
14
41

Là fuori

Eco
29 August 2026

Anche oggi la stessa storia. Sempre in coda. Una fila interminabile che si snoda attraverso una rete di strade tutte uguali. Accelerazioni, rallentamenti, soste improvvise. Ogni giorno percorro lo stesso tragitto. Il mio lavoro è semplice. Prendo ciò che mi viene affidato, lo consegno dove serve [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
5
28

L’ala bianca di Marozza

29 August 2026

L’ala bianca di Marozza Tanto tempo fa, in un lontano regno della Calabria, viveva una strega cattiva di nome Marozza, che aveva il potere di trasformarsi in un angelo. Questo le permetteva di ingannare tutti, anche i suoi genitori, il Re Pesce e la regina Margherita. Infatti, essi erano convinti [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Maria Merlo: Una favola amara con un finale crudo, sobrio e lineare. Piaciuto.

  • zeroassoluto: Ma quante New Entry su LDM!!!
    Bellissima una famiglia che cresce.
    I [...]

4
8
28

Lo Scorpione Giallo (4/4)

La puntura

28 August 2026

Una spider rossa cabriolet, con il tettuccio arrotolato, frenò bruscamente nello spiazzo alzando una nuvola di polvere sottile che per un momento offuscò ancor di più la vista già provata dell’uomo che era in attesa. Egli pensava erroneamente di avere ancora qualche minuto a disposizione. Dall’auto [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: In pratica questa volta era toccato alla donna con gli occhiali scuri!
    La [...]

  • Luna: Hi! I just finished reading your story and really enjoyed it, especially the [...]

5
8
28

L'imbarazzo che resta - il ricordo (3/3)

Riflessione sui modi di restare "nudo"

28 August 2026

Quando, dopo anni ti tornano in mente quelle situazioni, le confronti. E rifletti che a dieci anni l’imbarazzo venne dalla normalità. Venne dal fatto che nessuno avesse ritenuto necessario chiedere, o anche solo avvertire. Il mio corpo era un argomento da trattare in mia presenza, ma non CON me. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Matteo B: Quando andavo io le visite mediche a scuola non le facevano praticamente più.

  • Solitaria77: Bello Matteo, mi è piaciuto. Fa sorridere ma anche riflettere su cose [...]

3
4
22

Lo Scorpione Giallo (3/4)

La coda

27 August 2026

In cima a una collina, un uomo seduto al volante di un fuoristrada giocherellava con la sua Glock 19 mentre attendeva in silenzio. Un altro, che sembrava al comando, era in piedi sul cassone e osservava con un binocolo la figura lontana muoversi avanti e indietro nello spiazzo. Un terzo uomo, il [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
5
37

L'imbarazzo che resta - il freddo (2/3)

Riflessione sui modi di restare "nudo"

27 August 2026

Mi è tornato in mente tutto qualche tempo fa, entrando in un ambulatorio per una visita di routine. Se il primo episodio è stato caratterizzato dal silenzio, quest'altro è stato una commedia involontaria, con tanto di risate del pubblico. E anche questo ha lasciato il segno. Era un pomeriggio [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Matteo B: Vi garantisco che è tutto vero!

  • lottimista: Sembra di essere lì, nel gelo dell'ambulatorio e nudi di fronte [...]

5
5
28

Lo Scorpione Giallo (2/4)

L'ombra

26 August 2026

Sei minuti … Ormai il dado era tratto. Non poteva tornare indietro, non avrebbe più fatto in tempo. Quasi ne fu sollevato al pensiero. Non avrebbe avuto possibilità di fuga. Ma lui non fuggiva. Nuvole cariche d'acqua cominciavano a formarsi sopra la sua testa. Ma anziché rinfrescare aumentavano [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
9
53

L'imbarazzo che resta - il silenzio (1/3)

Riflessione sui modi di restare "nudo"

26 August 2026

Mi è tornato in mente tutto qualche tempo fa, entrando in un ambulatorio per una visita di routine. Basta poco, a volte, per aprire cassetti della memoria che credevi chiusi. C'è un tipo di imbarazzo che non si scorda mai, perché non è solo un momento di vergogna passeggero, ma un ricordo che [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

5
5
30

Lo Scorpione Giallo (1/4)

La sabbia

25 August 2026

Nove minuti… Nove fottutissimi minuti lo separavano dalla salvezza. O dal baratro. Punti di vista. Stava sudando copiosamente ed il respiro si faceva sempre più affannoso. Il fatto che aspirasse una sigaretta dietro l'altra non lo aiutava certo a calmarsi. Ne aveva fumate una mezza dozzina in [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
10
47

Ritratto di un Ferragosto contro-corrente

25 August 2026

Nel bel mezzo di un’Estate dispensatrice di gradi furiosi, con la giornata odierna inzuppata di umidità padana, mi ritrovo ad imbrattare un’innocente quaderno armata della mia penna rossa, complice un po' logorroica di tante mie pazzie. Di certo, Ferragosto qui in città è uno status da mosca bianca [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Walter Fest: Chichì, riguardo il dialetto, tranquilla non ci sarà nessuna [...]

  • Dax: Racconto simpatico.Like

Torna su