Ieri, una giornata al mare, al seguito degli "habitué".


Ho fatto questo fioretto per evitare rappresaglie; fortuna che c'era un bel venticello. Ho messo gli occhiali polarizzati, il cappellaccio blu anti-UV a falde larghe ben pressato fino alla fronte (comprato alla Decathlon e certificato), e sono partito con la mia "dolce metà" alla volta del consueto lido Due Mori, vicino Otranto — una quarantina di chilometri solo andata!


Partiti a mezzogiorno e arrivati verso l'una, con tappa a Pasta d'elite per ritirare ben 120 euro di Parmigiana ripiena: due teglie (da noi si chiamano stanati) con quattro strati di melanzane fritte, farciti con mortadella, uova sode, polpettine, mozzarella e abbondante sugo di pomodoro. Una roba enorme, alta circa otto centimetri.


La tradizione della “Palma” vuole che a Ferragosto si mangi la parmigiana coinvolgendo anche alcuni vicini di postazione, ovviamente esclusivamente VIP (gli abitanti degli ombrelloni gialli vicini non sono presi in considerazione). La “Palma” è una postazione che la mia "dolce metà" si ostina da oltre trent’anni ad affittare per tutta la stagione con altre due coppie di ottantenni, per la modica cifra di seimila euro, con sei lettini e due sedie.


Ogni santo giorno si parte alle 11:30 per arrivare dopo circa un’ora all’agognato lido. "Si parte" è un po’ generico... partono loro: sono in cinque, perché io da tre anni mi sono rifiutato di fare quaranta chilometri per arrivare al mare dopo mezzogiorno e di farne altrettanti per rientrare a casa la sera dopo il tramonto.


Rigorosamente vestito con pantaloncini e maglietta, sono stato tutto il tempo all’ombra, con i miei occhiali polarizzati e il cappellaccio anti-UV.


«Fatti almeno il bagno!»


«Assolutamente no! Non voglio diventare un peperone per un solo giorno.»


«Ma l’acqua è caldissima: una ciotta!»


La "dolce metà" non ha insistito più di tanto e si è limitata a scuotere la testa; mi conosce da sessant’anni ormai. Ma gli altri quattro ottantenni hanno insistito più volte, senza risultato.


Ed è venuto il momento del rito dove io, in qualità di “invitato”, sono rimasto seduto sulla mia sedia da regista mentre gli altri organizzavano tutto intorno: le teglie prese dal bagagliaio dell’auto, uno dei lettini adibito a tavolo da pranzo con la sua bella tovaglia marroncina, posate, bicchieri, vino Negramaro riserva e piatti di carta resistenti.


La "dolce metà", armata di cazza (da noi si chiama così la paletta per lasagne e non ho trovato un termine equivalente in italiano), ha iniziato a preparare le porzioni: mattoni di bontà 12 x 9 x 8 centimetri, con il sugo e il ripieno che trasbordavano da tutte le parti. Devo dire che la parmigiana era effettivamente una meraviglia, un po’ difficoltosa da tagliare tenendo il piatto con la sinistra e la forchetta con la destra: era molto alta e non si riusciva a dividerla per bene.


Alla fine, pasticciotti per tutti, anche questi obbligatori per tradizione.


Non ho messo nemmeno i piedi in acqua, mantenendoli rigorosamente nei sandali blu. Perché, direte voi? Visto che sei al mare avresti potuto bagnarti almeno i piedi! E invece no: bagnarsi i piedi significherebbe riempirli di sabbia fine con il rischio di portarla dentro casa.


«Ti sei lavato i piedi?» domanda di rito della "dolce metà".


«Assolutamente no, niente lavaggio! Non sono sporchi di sabbia e, se lo avessi fatto, lo sterrato per arrivare all’auto si sarebbe appiccicato alle suole dei sandali e avrei sporcato casa!»


«Tutte tu le sai...» con grande scuotimento di testa.


Ovviamente a casa, in giardino, lavaggio anti-brontolio di piedi e sandali, e ciabatte pronte sulla soglia per evitare inutili rappresaglie.
 

Morale: ognuno ha la "dolce metà" che si merita!

 

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