...Ah, una lettera! Da quanto non ne scrivo una?! Me lo chiedo proprio io, quella che asfissia con biglietti e bigliettini, lettere, frasi, poesie, ogni genere di pensiero fatto con le mani… E con la supervisione del cuore.

Quindi, eccomi qui, per una ragione non troppo chiara tutt’ora neanche a me.

 

 

Devo scrivere a te o devo scriverti di me?!

 

 

Penso sia corretto omettere quel senso di dovere e lasciarmi andare. A tuo rischio e pericolo! Metterò a repentaglio la tua pazienza… E la tua sanità mentale!

 

 

Spesso ciò che scrivo mi libera l’anima, ma ciò che non scrivo, invece? E ciò che non scrivo e tantomeno dico? Chissà dove vanno a finire tutte le parole mai dette, le urla duramente taciute in un cuscino schiacciato sul cuore, le lacrime tirate su, rewind negli occhi, come quando gocciola il naso, tiri su, cerchi di nascondere… Che brutta immagine.

 

 

E vabbè, ora non prendertela con me, bella donna, se degenero e non rimproverarmi di non averti avvisato!

 

 

Dicevamo?!

 

 

Ah sì, dunque, io sono solitamente negativa, molto negativa, profondamente negativa! Sempre una benda sugl’occhi  e un laccio intorno al cuore, in modo che non ci sia spazio per altro, all’infuori di chi già c’è, di chi ha sgomitato per entrarci, di chi ha faticato per trovarne la chiave, di quei pochissimi che l’hanno fortemente desiderato. Serve determinazione nella vita. E io sono fatta così, umore perennemente indefinito e lacrima facile, pelle d’oca nell’ascoltare una canzone, pesantezza e unghie infilzate nella terra, cocciuta più di un mulo, comprensibile molto di rado, strana nel 99% dei casi, sola nel 100%.

Affidabile, troppo, per cui quando conviene, quando è necessario, la DiDi c’è sempre, ma sì, chiediamo a DiDi, che tanto quella sa come fare, chiediamo a lei tanto non si lamenta, e chissenefrega. Ah, se tutti sapessero quanto male mi hanno fatto negli anni, uno alla volta, lentamente scavando un pochino più a fondo dentro… E’ rimasto il vuoto, ‘a black hole’ mi salta in testa, resta l’anima scolorita e sottile, come le magliette preferite, quelle usate spesso che dopo mille lavaggi al mese le guardi, ormai logore e prive della brillantezza originale, ci pensi, ti vengono gli occhi lucidi e, come fosse un film, ecco in rassegna tutte le avventure insieme, pelle a pelle; poi decidi di conservarle ancora, perché ‘magari non la metto più, ma non voglio darla via, e la si dimentica in fondo ad un cassetto troppo pieno di altre, nuovissime, magliette modaiole, che svolgeranno la loro funzione fino a quando non verranno rimpiazzate, ma non saranno mai come quella lì, aggrinzita e sola in un angolino buio di un qualsiasi cassetto disordinato.

 

 

Beh, questa lettera l’avevo immaginata in una maniera del tutto diversa, organizzata e precisa come sono, avevo un principio e un finale, un corpo abbastanza banale, ma cosa sarebbe stato? Forse una schifezza, ma sai, ultimamente sto eseguendo un arduo lavoro su me stessa, sto cercando di superare limiti e tabù in diverse circostanze e sto cercando di essere diversa dalla personcina che sono stata finora. Migliore? Peggiore? Non credo di saperlo dire, ma almeno ci sto provando.

 

 

E’ che nel mio cammino incontro gente bella, anche troppo, come te. Io, invece, mi sento sempre come quella maglietta: sola, logora, diversa, vecchia, passata di moda. Ecco, concludendo, io sono questa: una maglietta a cui qualcuno si è affezionato, ma che i più neanche guarderebbero.

 

 

Con affetto e profonda stima,

 

DiDi

Tutti i racconti

0
0
1

Las de la Minciunaria

Acetosella ( Serie miti e leggende sarde)

09 June 2026

Sotto il cielo plumbeo dell’inverno algherese, un tappeto di fiori gialli sembrava ridere della fatica umana. Erano le distese della minciunaria, l’erba che i vecchi dicevano fosse stata seminata dai Gesuiti per punire l'avidità degli uomini. Ma tra quei petali acidi non si nascondeva solo il freddo: [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

1
3
22

Doppia infedeltà

08 June 2026

"Devo raccontarti una cosa, ma non so, magari ti arrabbi, sei così sensibile e geloso!" Se sono così sensibile e geloso, e se posso arrabbiarmi, perché me lo devi raccontare? Cosa devo fare, assecondarti perché ti sia più facile proseguire? Non ci penso neanche. Trova tu il modo, io taccio. "Ieri [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Dovrebbe lasciarla a Luigi, fare un ",giro" con Laura e poi mollare [...]

  • Albatros: bellissimo

1
1
47

Ruggine

07 June 2026

Quando il mio terapista mi vede ha un sussulto. Io e un altro paziente siamo seduti, più lontani possibile nella sala d’attesa, io con Cesare legato al guinzaglio. Qualcosa è andato storto. Non troppo, ma abbastanza. Non so ancora cosa, ma ho imparato che se resto ferma è più facile che la cosa [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
3
26

Nel Vento Di Fiele

06 June 2026

La via dai lampioni accesi stringe un patto con la mia fuga, che penetra i lenti passi senza mappa, e un addio annodato nel suo grembo. Codardo è il mio respiro nel pianto, senza alito che dispieghi ragioni ai tuoi occhi, mentre scavo il tuo duolo nella radice amara, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

9
12
37

Le B-Roll Girls in concerto a Prato di Neve

Sembrerà assurdo, ma è tutto vero, è andata proprio così

Miu
06 June 2026

L’appuntamento era alle diciotto, ma noi eravamo già lì alle cinque e mezza. Non si sa mai: è una regola non scritta dei cori amatoriali che più l’evento è modesto, più l’anticipo deve essere incompatibile con la vita civile, come se un cataclisma potesse cancellare tutto da un momento all’altro. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • BennyArum: chissà perchè sempre vestiti di nero. anni fa facemmo la rivoluzione [...]

  • Miu: Benny, Furio dice che è piu "fine" 😂😂😂

6
11
61

Il ritorno del Premio Chinotto

... e se potete aderite numerosi

05 June 2026

Amici lettori siamo in piena Primavera, l'Estate è alle porte, intorno a noi tutto va male ma noi che a voi lettori vogliam un gran ben siam qui a richiedere la vostra attenzione per strapparvi sorrisi con i ns/fatidici 30 secondi, 1 max 5 minuti di gioiosa lettura, quindi in questo momento veniamo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

18
9
126

Motel

un professionista

05 June 2026

Semplice. Avrebbe voluto che tutto fosse stato più semplice… Comunque, anche quella volta ce l'aveva fatta a finire il lavoro. Era uno che curava ossessivamente ogni dettaglio, ma si era stancato di esser chiamato solo per le faccende più complicate. Si buttò sul letto. Un intenso odore di lavanda [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Settebellezze: ...come al solito scuoti l'anima. Inutile dire che "I like it"...o [...]

  • LauP: Ho immaginato perfettamente l'aria in
    quella stanza. Bello Paolo. 🙏

1
4
30

Il dolore di una figlia 2/2

04 June 2026

Ma Gerard continua a tenere fissi gli occhi sul soffitto; il sonno è lontano dalla sua anima angosciata. Vorrebbe chiamare ancora la figlia, ma non sa bene con quale pretesto: sa che anche oggi ha già fatto tanto per lui. È lei a tornare nella sua camera a notte inoltrata, quando il temporale è [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Giampaolo: Grazie dell'ottimo commento Dario

  • Dax: mah...un suicidio troppo veloce. Aveva pianificato tutto, la ragazza, da tempo. [...]

5
6
61

Il piatto volante

04 June 2026

Pioveva da ore, di quella pioggia che insiste, borbotta e sembra voler partecipare alle discussioni di famiglia. L’appartamento era invaso da un odore di aglio, mare e intingolo d’orgoglio domestico, il genere di profumo capace di far confessare i peccati ai vicini. In una casa normale sarebbe [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Andromeda: Carino! Mi è piaciuto il vecchietto che si è quasi autoinvitato [...]

  • Dax: Forte.Like

1
2
34

Il dolore di una figlia 1/2

03 June 2026

A volte il mare a Lampedusa non restituisce alla spiaggia solo arbusti e alghe, ma anche resti umani. Gerard lo sa bene, ecco perché sente il suo debole respiro addirittura spezzarsi quando vede, dalla grande vetrata della sua camera, giungere la bufera. Quella sera, al tramonto, osserva con ansia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

10
7
54

Un euro d'onore

03 June 2026

Lo chiamavano John Wayne perché sul motorino (che poi era di suo fratello) aveva la decalcomania di un cowboy impegnato in un rodeo. Soprattutto, lo chiamavano così perché lui, Davide, John Wayne non lo poteva soffrire. Diventammo amici quando, a scuola, il preside ebbe l'idea di proporre un regolamento [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dario Mazzolini: Gentile Rubrus questo racconto descrive con delicatezza e ironia un'amicizia [...]

  • Rubrus: Sì, il senso è quello (tra l'altro, "Rio Bravo" [...]

3
7
58

Facciamo finta che...

02 June 2026

Le luci al neon del Venom disegnano riflessi irregolari sul bicchiere, mentre Saffron lo rigira pigramente tra le mani. Poi lo posa sul bancone con un colpo secco, più deciso di quanto intendesse. Il barista si volta, richiamato dal suono, e le lancia uno sguardo interrogativo. La matricola è alla [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Piaciuto. Che Saffron fosse una lui o una lei è secondaio, ma una cosa [...]

  • Smoki: (io ho chiaramente un problema con lo stare online, ora che fa caldo. Scusate!)

    Ciao [...]

Torna su