-No- risposi stizzito, per poi cambiare tono. - Ho solo bisogno di un consiglio. Non conosco bene i suoi gusti e non gradirei essere banale, quindi vorrei comprarle qualcosa che la stupisca ed allo stesso tempo non mi costi una fortuna-.
-Un regalo speciale, insomma-.
-Si, esatto- pendevo dalle sue labbra, mentre lei tornò a guardare dalla finestra, pensierosa.
-C'è una cosa che farebbe felice ogni ragazza, una cosa che è difficile da trovare, ma che fa sempre centro: un naso a fragola-.
Ecco, l'aveva detto, mi aveva svelato il dono perfetto. Le sorrisi, non ragionando su quella cosa bizzarra e mi allontanai. Internet di sicuro mi sarebbe venuto in aiuto. Chissà su Amazon quanti ne avrei trovati, di tutte le fogge e i colori. Mi venne l'istinto di abbracciarla, ma mi trattenni, limitandomi ad una pacca sulla spalla. Corsi via euforico, pensando allo stupore che avrei letto sul suo viso una volta aperto il pacco. Sentivo già il sapore delle sue labbra, il calore di un abbraccio. Mi chiusi in bagno e digitai "naso a fragola" su Google. Nessun risultato, le uniche ricerche mi rimandavano a rimedi contro la couperose e i punti neri. Riprovai su Yahoo! e Virgilio, infine pensai a qualcosa di proibito e mi azzardai a navigare il deep web, ma nulla.
Cosa diavolo era questo oggetto misterioso? Eppure avevo capito benissimo e lei sembrava seria quando me lo aveva proposto. Il giorno dopo ero una larva, dopo aver passato buona parte della notte in ricerche. Mi restava solo una possibilità, e cioè chiederlo alle due compagne che mi lanciavano segnali precisi; sapevo di stare agendo male, in vita mia avevo sempre odiato quelli che si approfittano delle occasioni, ma Luana era il sole e tutto era permesso.
Quando lo chiesi loro, in separata sede, ebbi la stessa risposta: risate. Passai dallo stupore alla rabbia, quindi alla frustrazione.
Marco era mio compagno di banco, usciva con una ragazza da quasi un anno, perciò poteva essermi d'aiuto.
-Mi sa che ti ha preso per il culo- fu il suo commento. Forse era vero, ma non potevo pensare di deludere Luana.
-Eppure non scherzava, me ne sarei accorto-.
-Come tutti sanno da una vita che perdi le bave per lei. Sveglia Paolo, un regalo vale l'altro, basta che ti fai avanti-.
Non avevo una sorella, magari sarebbe stato più facile, nemmeno cugine della mia età; l'unica parente era la sorella di papà, una cinquantenne fissata con i film cult degli anni settanta. La scartai prima di subito.
Decisi di soprassedere, in fondo se Luana non si era accorta di me sino ad allora significava che proprio non le interessavo. Ma come avevano fatto gli altri ad uscire con lei?
Provai a chiederlo a Mattia, l'ultimo della lista, che si era visto mettere da parte per colpa dell'esame di maturità. Abitava nel mio stesso palazzo e ci eravamo sempre trovati simpatici. Lo fermai al ritorno a casa.
-Sai cos'è un naso a fragola?- gli domandai a bruciapelo.
-Cazzo stai dicendo?- mi guardò come se fossi un idiota.
-Vuoi dirmi che Luana non te ne ha mai parlato?-.
-Che c'entra lei?- si mise sulla difensiva.
-E' sua opinione che un naso a fragola sia il regalo che fa impazzire ogni ragazza- spiegai. -Me l'ha detto due giorni fa e non riesco a togliermelo dalla testa. Tu che la conosci, magari sai dirmi di più-.
-Luana è strana- ammise, -bella da morire, ma lunatica. Poi ha quel... problema della memoria che le impedisce di dimenticare. Mai cercare di convincerla di qualcosa: se l'ha vissuta se la ricorda, punto. Ti giuro che non ne ho mai sentito parlare, per me hai capito male-.
Anche lui, la solita solfa, possibile che dovevano prendermi per scemo?
-Non avrò la sindrome ipertimesica ma la mia memoria funziona bene. Tu invece, mi sembri diverso da lei: come diavolo hai fatto ad uscirci?- lo guardai dritto negli occhi.
-E' stata lei a chiedermelo, ha detto che aveva voglia di avere un fidanzato- fece spallucce. -E' durata un po', poi mi ha lasciato con un messaggio. Non ha voluto dare spiegazioni, ma penso che quella sua malattia la renda davvero instabile. Non dirmi che ci vuoi provare! Per me non ci sono problemi: non ho più intenzione di frequentarla- e mi lasciò nel portone, sparendo.
Rimuginai a lungo su quelle parole, Luana mi appariva diversa da come la pensavo. Mattia la considerava una squilibrata, ma io che la frequentavo, anche se solo in classe da quasi otto anni, non riuscivo a vederla così. Lei gestiva tutto, sceglieva pure i fidanzati chiedendo loro di uscire. Ma con me non l'aveva mai fatto.
La sera andai a sbirciare su facebook, in fondo avevo la sua amicizia, ma non avevo mai pensato di spiare i post e le foto. Dopo mezz'ora mi resi conto che Luana era una ragazza come tante altre, senza nessun torbido segreto. Digitai naso a fragola, in cerca di gruppi, ma zero su zero. Era esasperante non riuscire a trovare nulla, stava alienandomi l'esistenza e ormai mancavano pochi giorni al compleanno. Decisi che dovevo cadere nel banale per non rischiare di far passare l'ultima possibilità a mani vuote, così indirizzai gli sforzi sulla moda e la cosmesi. La scelta cadde su un cofanetto della Pupa, un regalo banale, lo sapevo bene, ma dettato dalla mancanza totale di idee.
Il giorno prima del compleanno prelevai cinquanta euro dalla cassetta sotto il letto e partii in direzione della profumeria; mi sentivo strano, assolutamente insoddisfatto, e già sapevo che avrebbe accettato, ma nulla più. Non sarei riuscito a stupirla, non le avrei presentato il naso a fragola, non mi avrebbe scelto come fidanzato. Attraversai la strada e salutai la vicina nella lavanderia a gettoni, poi sporsi la testa all'interno della panetteria per salutare Maria, quindi allungai il passo superando il negozio di frutta e verdura. Ma qualcosa mi fece bloccare: in vetrina una cassetta di cestini di grosse fragole troneggiava. Le guardai, trovandole meravigliose, ma la mia non era golosità, solo curiosità.
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