Il bar di Renato era un bar di periferia molto frequentato. Renato, un omone amante della birra, accoglieva musicisti e cantanti di strada. Innamorato della musica di qualunque genere, invitava ogni sera qualcuno a esibirsi; dopo aver offerto loro una buona birra d'addio, accompagnava alla porta gli stonati, gli inutili rumorosi, come li chiamava lui. Per quelli che riteneva talentuosi arrivava addirittura a mettere a disposizione un alloggio e a cercare contatti per qualche ingaggio più serio.
Era successo così che aveva conosciuto Nicole, una sassofonista di venticinque anni. Una ragazza non particolarmente bella, un tipo ombroso con occhi scuri e sguardo profondo. A contrastare con il suo aspetto, che decisamente teneva a distanza parecchi, la voce del suo sax graffiava l'anima.
Quando Nicole suonava, nel locale calava un religioso silenzio. Lei, che normalmente passava inosservata, improvvisamente diveniva di una singolare bellezza; i suoi lunghi capelli fluttuavano seguendo le note del sax, al ritmo dello strumento il suo corpo appariva snello e sensuale. Si creava un'atmosfera sospesa tra sogno e realtà, si veniva ipnotizzati dalle note, ogni pensiero sembrava cessare.
Renato era affascinato da Nicole, la guardava ogni volta esibirsi rimanendo immobile dietro al bancone col fiato sospeso. Quando la musica finiva, Nicole tornava a essere una donna scostante e solitaria, ma non per Renato. Renato si era innamorato sia di Nicole che della sua musica. 
Il locale ormai attirava moltissimi clienti, che si affollavano all'ingresso per ascoltare il suo sax. 
Nicole attendeva che Renato la guardasse e le facesse cenno di iniziare. Quando lo vedeva alzare lo sguardo verso di lei e sorriderle, Nicole sentiva tutto il suo amore fondersi nel sax e la musica diffondersi pian piano sino a divenire prorompente.
Renato si sentiva leggero e per una volta amato; sì, perché per quante donne avesse avuto, nessuna era rimasta al suo fianco. Loro due avevano amore e tanta musica l'uno per l'altro. Quando il locale chiudeva, tornavano a casa a piedi prendendosi per mano; lei con il sax a tracolla, lui con la borsa della spesa in mano. Passavano le notti abbracciati sognando note e canzoni d'amore. Si sentirono in paradiso per giorni, settimane, mesi.
Poi una sera, venne nel locale il proprietario di una piccola casa discografica e Renato capì che il tempo della sua musica era finito e mise a tacere il suo cuore. Quell'uomo si portò via la sua donna in nome del successo e lui non fece nulla per impedirlo. L'amore, così come era arrivato, se ne era andato.
Oggi, se entri nel locale, puoi ancora trovare Renato che serve buona birra e accoglie musicisti di strada, ma non riuscirai più ad ascoltare la musica del suo cuore.

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