Segue da “Tempo”

 

Non era stata lei a sparare e, mentre si allontanava con passo svelto, si chiedeva perché  avesse raccolto quella pistola. Affannosamente tentava di fare ordine nei suoi pensieri che , intanto, avevano preso  il ritmo dell'arma che le batteva sul fianco. Era  fredda e pesante. Non aveva mai pensato a quanto potessero esserlo, fredde e pesanti.

Comunque, più  rifletteva più si rendeva conto che le  era bastato un attimo: era stato sufficiente incontrare lo sguardo di quel ragazzo, i suoi occhi  spaventati  e dolenti. Una frazione di secondo e aveva deciso. Non aveva ucciso per vendetta, ma per mettere fine alla sua sofferenza. Lei  aveva sentito che erano simili. Era come se qualcun' altro avesse dato forma e sostanza al suo dolore ed avesse agìto per entrambi. 

Ma che ne avrebbe fatto di quell'arma? che senso aveva tenerla con sé?  

Non si era  accorta che qualcuno la stava seguendo. Venne raggiunta all'ingresso del suo ufficio: “Salve!” disse il tizio, “Salve” rispose lei guardandolo sottecchi. “E' andata via di corsa , non sono riuscito a fermarla. Dovrei farle delle domande, la sto rincorrendo da un bel po'. Passo svelto , eh!” concluse passandosi la mano sulla fronte “Posso sapere lei chi è ?” domandò la ragazza che, all'improvviso, sentì tutto il peso della pistola nella sua borsa di tela.

“Vice ispettore B* del commissariato Tor di *. Il suo nome? Lei lavora qui?“. ”Emilia L. e sì, lavoro qui. Anche se, oggi, lavorare sarà impossibile" Si morse le labbra: perché non poteva limitarsi a dare delle risposte semplici?  Lo guardò in viso e  si sentì persa.

Sembrava le scavasse in fondo agli occhi, che l'annusasse per sentire la sua paura. Cominciò a chiedersi se fosse in grado di raccontare quello che aveva visto e  spiegare quello che aveva fatto. Come poteva? se non riusciva a farsene una ragione lei stessa.

Ma lui, il vice ispettore, aveva deciso di darle tregua, d'interrogarla dopo il lavoro e lei sentì di aver guadagnato tempo per pensare, per riprendere il filo, per ripercorrere la sua storia. In assenza dell'altra storia: quella del ragazzo.

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