Si interruppe un attimo per prendere il più piccolo dei nipoti, metterlo a sedere sulle sue ginocchia e accarezzargli i capelli.

«Tanto, tantissimo tempo fa, dove oggi ci sono le vecchie pietre del nuraghe di Palmavera, viveva un popolo felice. Nessuno conosce il nome dell'uomo che lo guidava, ma era un capo buono, saggio e coraggioso. Immaginatevi un piccolo villaggio con tante capanne di paglia e legno, tutte calde, costruite in cerchio intorno a una grande torre di pietra che sembrava toccare il cielo. Gli uomini andavano a pescare nella baia, i bambini correvano dietro al bestiame nei prati e la sera ci si riuniva tutti insieme. Era una vita di pace. Ma la natura, bimbi miei, a volte fa i capricci. Toglie quello che dona, proprio come un bimbo dispettoso», disse pizzicando la guancia del piccolo che teneva vicino.

«Un brutto giorno, dal mare iniziò a soffiare un vento fortissimo. Un vento freddo, arrabbiato, che urlava tra le capanne. Passavano i giorni, passavano le settimane, e la tempesta non voleva proprio saperne di calmarsi. La gente, spaventata, andò a bussare alla porta del capovillaggio: "Aiutaci, ti preghiamo! Chiedi agli dei di darci tregua!" Allora il capo, con il cuore pieno di preoccupazione, riunì tutto il popolo nella capanna più grande, quella delle riunioni. Si misero in cerchio attorno a un grande bacile di pietra pieno d'acqua. Pregarono insieme, con gli occhi rivolti alla luna che si specchiava in quell'acqua tremolante. Il capo chiuse gli occhi, alzò le mani al cielo e invocò le divinità. E sapete una cosa? Nel soffio del vento, gli dei risposero».

I bambini prestavano la massima attenzione, nonostante conoscessero già la storia.

«La mattina dopo, mentre il villaggio ancora dormiva nel buio, il capo uscì da solo. Il vento era diventato un mostro terribile, sradicava gli alberi e sollevava la sabbia, ma lui, passo dopo passo, camminò verso nord, seguendo la luce delle stelle. Arrivato sulla spiaggia, stanco e infreddolito, sentì di nuovo le voci degli dei. "Cosa sei disposto a fare per salvare la tua gente?", chiesero dal cielo», disse la nonna alzando di un'ottava il tono della voce. «E lui, senza un briciolo di paura, rispose: "Sarei pronto a dare la mia stessa vita". Dovete sapere, tesori miei, che gli dei sono un po' come noi umani: ce ne sono di buoni e ce ne sono di cattivi. Un dio malvagio e geloso, sentendo quelle parole, volle metterlo alla prova: "Se dici la verità, gettati tra le onde. Lasciati trasportare dalla corrente e annega nel mare. Solo allora salverai il tuo popolo". Il buon capo non ci pensò nemmeno un secondo. Pensò ai suoi bambini, alle mamme, ai suoi pescatori. Camminò lungo il ciglio della scogliera alta, guardò il vuoto e... splash! Si tuffò nel mare in tempesta, lasciandosi cullare dalle onde che lo portarono lontano. Ma proprio quando il suo corpo stava per sparire per sempre nel blu profondo, una dea dal cuore d'oro provò una grandissima compassione per quel gesto così nobile. Non poteva lasciarlo morire così! Allora, per magia, fece galleggiare di nuovo il suo corpo e lo trasformò in una roccia calcarea candida e maestosa. Il capo divenne un enorme gigante di pietra, innamorato persino del mare che lo aveva accolto. Se guardate verso l'orizzonte, lo vedete ancora oggi: ha la testa che si sporge audace nel vuoto per farsi baciare dalle onde, scogliere altissime che sfidano il cielo e i piedi immersi in un'acqua color smeraldo. E tutt'intorno, profuma di mirto selvatico. La dea, però, voleva fargli un altro regalo. Nel cuore di questo gigante di pietra creò una grotta immensa, una stanza segreta e meravigliosa. Lì dentro, le sue lacrime d'amore si sono trasformate col tempo in gioielli di roccia. Goccia dopo goccia, in migliaia di anni, hanno creato ricami d'avorio, stalattiti e stalagmiti splendide che sembrano sfidare la gravità nel silenzio della terra. Da quel giorno magico, il popolo di Palmavera non ebbe più paura. Quel promontorio gigante, che oggi chiamiamo Capo Caccia, rimase lì a dominare la baia. E ancora oggi, come un vecchio papà protettivo, ferma il forte vento di maestrale e protegge tutta la nostra terra».

 

I bambini, appagati dalla merenda e dal racconto, si godevano la quiete di quella pausa estiva, sotto il pergolato dove maturavano lentamente i meravigliosi grappoli d'uva.

 

 

 

 

NdA
Capo Caccia è un imponente promontorio di roccia calcarea situato nell'estremità nord-occidentale della Sardegna, a nord di Alghero. Da Alghero è possibile vederne l'intera estensione del lato est, che fa da cornice ai tramonti della Riviera del Corallo.

La Grotta di Nettuno si trova al suo interno ed è uno dei gioielli della natura più affascinanti del Mediterraneo. Al suo interno si alternano sale, gallerie, cunicoli e maestose concrezioni stalagmitiche e stalattitiche, cinte dalle limpide acque del Lago Lamarmora che, per le sue dimensioni, è uno dei laghi salati interni più grandi d'Europa.

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