I suoi occhi  brillavano mentre le parlava, tutto il suo volto si accendeva : il sorriso, le guance....ma gli occhi....oh quegli occhi....diventavano stelle …e luccicavano… e riflettevano l Universo intero mentre, tra le parole che inciampavano, cercava di dirle quanto la amava. Sapeva che quando aveva una bella giornata il suo sorriso era più raggiante del sole e i suoi pensieri erano un carosello di fili d' argento e arcobaleni, che a gara  dipingevano parole frizzanti che riempivano l aria della sua voce argentina.  Riconosceva la tristezza nascosta con gentilezza dietro ad un' espressione cortese mai sgarbata e che si intravedeva appena,  proprio lì tra le ciglia umide, nell angolo interno dell occhio, dove il cristallo di una lacrima  impertinente aveva perso la scarpetta....oppure tra quelle dita che si intrecciavano nervosamente,  o tra quelle caramelle dolcissime al limone che mangiava solo quando l amarezza della vita la stava colpendo a morte. E voleva gridare che amava perdutamente ciascuna di queste cose, che ogni cosa di lei era perfetta soprattutto i suoi difetti, che erano solo suoi e per questo così speciali. Può il cuore di un uomo amare così tanto da far male? Non era un fuoco che brucia, ma un oceano, vasto e profondo, davanti al quale ci si siede, abbandonandosi e desiderando solo di  farsi avvolgere dall immensità delle sue acque.  Si sentiva così accanto a lei, in pace, nella sua interezza con il solo desiderio di amarla e di farsi amare.  
Durò un attimo,  un istante di  infinito....una goccia di pioggia sulla gota lo strappò via dai suoi pensieri...era solo, davanti alla finestra aperta della sua camera da letto, mai cosi fredda e vuota, con un ciondolo in mano che Lei andando via aveva dimenticato.  Era troppo tardi per rimediare, l' aveva persa, forse per sempre...ma qualcosa di dimenticato è pur sempre un filo sospeso,  un lieve sospiro che ancora permane nell aria.  Lo baciò, sorrise, lo mise con cura in tasca e lentamente scese le scale, mentre la notte avvolgeva silenziosamente ogni cosa. Avrebbe trovato il modo,  la strada per giungere di nuovo a lei....il sole non era era scomparso, domani sarebbe sorto di nuovo

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08 April 2026

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07 April 2026

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07 April 2026

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06 April 2026

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06 April 2026

L’auto arrivò con qualche minuto di ritardo. Una Panda vecchia, di quelle che sembrano sempre sul punto di spegnersi. Si fermò davanti a me con un leggero strappo del motore, poi silenzio. Dal finestrino uscì un braccio che salutava. «Sei tu quello per Monza?» chiese il conducente. Annuii. Me l’aveva [...]

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05 April 2026

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