Mi confesso: ho vissuto. 

A modo mio ma ho vissuto tra gioie, amarezze dolori e delusioni.

Ho vissuto nel senso che nulla mi è sfuggito e tutto ricordo con lucidità.

Tutte le mie passioni, i miei hobby, li ho curati e coltivati con amore e rispetto, perchè mi facevano e, mi fanno, stare bene.

Ho sempre preferito il reale, il vero, sia negli scatti fotografici che nella scrittura. A me piace raccontare ciò che si è visto e vissuto perchè è ciò che lascia tracce di emozioni ed insegna la quotidianità.

Da molti anni non mangiavo gli spaghetti alla puttanesca e precisamente da quando avevo 19 anni. Non ne ho più voluto sentirne parlare nè tanto meno sentirne l'odore. Tutto nacque quando lavorando da ragazzo in un bar in via Toledo, spesso portavo del caffè o altre bevande in un basso ai quartieri Spagnoli. In questo basso vi erano delle prostitute. Di una di esse divenni amico il suo nome era Maddalena di anni 23. Un giorno che chiamarono il bar per delle bibite, arrivato al basso trovai Maddalena che aveva cucinato degli spaghetti alla puttanesca.

Mi chiese di assaggiarne qualche forchettata ed io accettai.

Si intensificò talmente la nostra amicizia che spesso mi invitava a casa sua in via Pontecorvo. Un piccolo appartamento dove abitava da sola. Io portavo il vino e lei cucinava gli Spaghetti alla puttanesca e spesso ci rideva sopra pensando che avessero dedicato un piatto alla sua professione. Un piatto dal gusto eccellente. Eccellente come le loro prestazioni fatte di esperienza e conoscenza delle esigenze degli uomini. (Io ho avuto da sempre una predilezione per le prostitute. Ricordo che quando frequentavo le medie al Casanova in piazza Cavour all'uscita di scuola si andava in villa comunale dalle puttane che costavano, all'epoca, 500lire.

Nacque un bel rapporto tra di noi che durò fino a quando sfortunatamente Maddalena seppe di essere ammalata e che non aveva molto da vivere. Quando poi la sua vita finì, all'ospedale Cardarelli, rimasi di ghiaccio, gelato. Non capivo più nulla e da quel momento in poi non ho più mangiato gli Spaghetti alla puttanesca in quanto solo il profumo mi ricordava lei, il suo sorriso, la sua gioia, la sua vivacità, le sue battute riguardanti il lavoro che svolgeva mentre preparava il piatto.

Questa in sintesi la storia. Oggi ho ripreso il coraggio e li ho cucinati come mi aveva insegnato lei. E' stato come una rivelazione. Sentivo che dovevo prepararli e li ho preparati e gustati.

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