Nello scompartimento dell’area comune, creando nervosismo agli altri passeggeri, due ragazzini si stavano rincorrendo. Facevano parte di una allegra e chiassosa scolaresca in gita. Si trovavano sul trenino folcloristico chiamato Alpi e Nubi, che attraversa per circa trecento chilometri le montagne della Provenza, dando così il brivido di viaggiare ad alta quota, appunto tra le nubi, su uno strapiombo di quasi tremila metri. Il treno è ormai moderno, ma riprende nell’arredamento e nei costumi dell’equipaggio, lo stile di quelli a vapore che trasportavano i minatori circa centocinquanta anni prima. Oggi frotte di turisti pagano un biglietto diverse centinaia di euro per vivere l’esperienza unica di tre giorni e due notti. Stando a quello che il dottor Suarez aveva letto, le stazioni, su tutta la rete, erano state ristrutturate e davano lavoro a molti abitanti di quei paesi che, dopo la chiusura della miniera, erano caduti nella povertà più assoluta ed in alcuni casi erano stati abbandonati. Per questo il governo aveva riscosso grande successo. L’articolo andava avanti e spiegava che grazie ad un’intelligente strategia pubblicitaria, con poca spesa di rifacimento e manutenzione, era riuscito a mettere in piedi una vera industria del denaro. Così, famiglie intere, sposini in viaggio di nozze, studenti e viaggiatori comuni, provavano l’emozione di un tuffo nel passato. La linea era attiva dalla primavera all’autunno, visto che durante l’inverno, la neve bloccava grandi tratti di ferrovia.
All’interno il dottor Martin Suarez, speleologo spagnolo, viaggiava con i suoi colleghi, sulle tracce di alcune spedizioni che in passato avevano percorso quella stessa rotta senza però aver mai registrato nessuna segnalazione. Era proprio curiosa la coincidenza delle precedenti spedizioni. Nessuna aveva divulgato la minima informazione.  Non permettendo quindi, agli studiosi contemporanei, di conoscere la conformazione ed il clima di quei territori.

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Antropologia del Potere (3/3)

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22 February 2026

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L'acchiappasogni - 1/2

22 February 2026

Spesso ho il sospetto che, mentre di notte dormo beatamente, un altro me si dia da fare in avventure che io non vivrei. L’espressione “cose che non sognerei mai di fare” è poco indicata nel mio caso. Purtroppo, per quanti sforzi faccia al risveglio, raramente riesco a ricordare cosa ho sognato; [...]

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Antropologia del Potere (2/3)

21 February 2026

Al mattino l’uomo si svegliò solo. Nulla era cambiato nella stanza. Eppure, da quel giorno, nessuna decisione importante fu presa senza passare — in qualche modo — attraverso il suo giudizio. Egli non imponeva il comando, ma tutti consideravano il suo giudizio importante; dalle decisioni più semplici [...]

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Messaggio dalla Morte

21 February 2026

Nessuna pietà né giustizia per il nemico. Solo paura. Solo dolore. Poiché sono bestie a cui poco o nulla importa della vita altrui. Io sono La Morte, vengo a pareggiare i conti con voi che la decretate quasi fosse niente. Mi abbatterò su di voi. Oppure entrerò dalla porta principale bussando [...]

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    vorrei dire basta... ma poi mi accorgo che anche le mie ultime piccole [...]

  • Riccardo: sono la Morte e porto corona, io son di tutti voi signora e padrona (cit) ⚖

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Dove finiscono le paure 1/2

21 February 2026

Era stanco, davvero tanto stanco; era vecchio si diceva, e sì lo era. Ormai solo da anni, non si era mai abituato a quella solitudine; non gli piaceva sentirsi solo. Eppure eccolo lì, a guardare il soffitto di quella camera che non gli piaceva, troppo asettica, ma d'altronde che ci poteva fare: [...]

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Antropologia del Potere (1/3)

20 February 2026

Vi racconterò la storia di un uomo. Non vi dirò il suo nome, né la sua età, né il lavoro che svolgeva. Non importa nemmeno se fosse nato in questo paese o altrove. Tutto ciò che serve sapere è il suo stato: una nevrosi avanzata, forse già pazzia, certamente una forma di degenerazione morale che [...]

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Il Potere della Coccinella

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L'ordine abituale delle cose

20 February 2026

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