Si erano dati appuntamento sul lungomare e Bruna aveva trovato libera la stessa panca sulla quale si erano seduti due sere prima. La giornata era bellissima, il traffico piuttosto intenso. Un forte odore saliva dal basso. Un misto di olio, morchia e salsedine.
Stefano era in ritardo. Ripensò al loro casuale incontro sul treno. Un lungo viaggio che aveva favorito la loro conoscenza, trasformatasi nel corso delle ore in qualcosa di più di un’amicizia, una sorta di alleanza di mutuo soccorso. Entrambi abbandonati dal coniuge traditore, entrambi alla ricerca di un perché, si erano scambiati sostegno e consigli, sapendo che aiutando l’altro ognuno aiutava se stesso.
Bruna non riusciva a dimenticare il marito. Lo immaginò seduto alla scrivania, intento a scrivere una delle tante relazioni, fumando il suo inseparabile Montecristo. Provò una piccola scossa. Si sentì sua. Come quel sigaro. Cercami ancora… cercami, cercami…, disse, o solo pensò. Lottò per un momento contro quel pensiero, che si scontrò con il ricordo delle parole di Stefano: “Perdere un’illusione rende più saggi che trovare una verità”. Ma era una lotta senza speranza o convinzione.
Stefano la raggiunse, le sedette accanto, le posò un bacio delicato sulla guancia ma non fece in tempo a chiedere scusa per il ritardo. Bruna si strinse a lui e prese a singhiozzare.
«Un momento di sconforto. Passerà» la confortò lui.
«Non riesco a dimenticarlo».
«Non devi dimenticarlo. Devi riconquistarlo».
I singhiozzi si fecero più violenti, poi si calmarono. Lo guardò fissamente per alcuni secondi.
«Grazie, Stefano».
«Perché mi ringrazi?».
«Tanti altri uomini avrebbero approfittato della mia vulnerabilità».
«Ma io sono nella tua stessa situazione, anche io amo mia moglie e vorrei riconquistarla. Non cerco surrogati».
Uno squillo di telefono profanò quel momento. Lei frugò con agitazione nella borsa, prese il cellulare, lo guardò quasi a chiedersi cosa fare perché la chiamata proveniva da un utente sconosciuto. Poi attivò il collegamento.
«Pronto».
Stefano ebbe l’impressione che lei impallidisse, imbarazzata. Bruna si allontanò di qualche passo. La sua fu una telefonata muta. Ascoltava più che parlare. Ogni tanto assentiva con un breve cenno del capo, come se l’altra persona potesse vederla. Passarono diversi minuti, poi chiuse la comunicazione. Sembrava spaesata, stordita, forse incredula. Stefano la raggiunse e, senza una parola, le toccò con delicata premura il braccio. Lei abbassò gli occhi e le lacrime arrivarono ancora una volta, calde e liberatorie.
«Era lui. Mi ha detto che non vuole vivere di rimpianti e di foto ingiallite, che ha capito che doveva scegliere e ha scelto me. E mi ha chiesto di farlo ritornare».
«Si è pentito. Per te è passata la notte».
«Non so se è così facile. Lui si è pentito, ma io mi chiedo perché mi ha accoltellata».
«Ti chiedi “Perché mi ha tradita”? ma non perché ti ha amata. Questa è una domanda che nessuno si pone».
«Io ho voglia di continuare a stare con lui, ma ho paura, Stefano. Ho paura».
«Cosa ti spaventa di più?».
«Ho paura di non riuscire a sotterrare ciò che è successo».
«Non dovete tappare la falla, ma impegnarvi a rifare lo scafo. E per farlo, bisogna essere in due».
Lei gli strinse il braccio e lo guardò con gratitudine, quasi con devozione. Stefano l’accarezzò con tenerezza e liberò un capello che era rimasto imprigionato fra le sue labbra.
«Accidenti!» disse lei stizzita.
«Cosa c’è?» chiese lui incuriosito.
«Dovevo dirgli…».
«Richiamalo».
«Non mi chiamava dal suo cellulare. Credo mi chiamasse dalla casa di lei».
«Il numero è rimasto memorizzato. Per leggerlo, devi…».
«Fallo tu, per favore. Non ho una grande familiarità con le tecnologie e rischio di cancellarlo. Tieni». E gli porse il cellulare.
Stefano le sorrise, prese a navigare fra le memorie, trovò ciò che cercava e cominciò a dettare. Una, due, tre, quattro, cinque cifre, si fermò un istante per riprendere fiato o forse per darle tempo di scrivere, poi riprese a dettare, più piano, sempre più piano.
«Me lo rileggi, per favore… con questo traffico… non vorrei aver sentito male».
Lui ricominciò a dettare le cifre, con lentezza, una, due, tre… senza guardare il telefono, che stringeva nella mano, con il braccio penzolante lungo i fianchi.
«Complimenti, hai una memoria di ferro» osservò Bruna sollevando lo sguardo dal foglietto e puntandolo, ammirata, verso di lui.
Stefano sorrise e lei si sentì gelare. Il suo sorriso era triste in modo strano, inverosimile, assurdo quasi, più dei suoi occhi diventati infelici. Rimase impietrita, senza parole. Non capiva cosa fosse successo. Pensò che il motivo potesse essere che per lei si era aperta la porta della speranza mentre per lui rimaneva chiusa e questo lo faceva sentire più solo. Un sano egoismo, pensò lei, comprensibile, umano.
«Cosa è successo, Stefano? Cosa c’è che non va?».
La guardò e Bruna in quegli occhi non vide solo tristezza ma anche smarrimento. Gli prese una mano e la strinse forte fra le sue.
«Cosa c’è?» chiese ancora.
«Conosco quel numero…, è quello di casa mia».
 

Tutti i racconti

1
1
14

IL RACCONTO DI DIO

DIO SI FA UN GIRO NEL QUARTIERE

22 August 2026

Erano giorni che si diceva che nel quartiere girasse una macchina sospetta. Un attentatore, forse, ma chi veniva ad attentare alla vita di disperati come noi? Le bombe, se ci vedevano, sarebbero implose da sole. Allora, l’ipotesi più accreditata era che potesse essere un maniaco. Io ascoltavo questi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
1
9

La mia famiglia

22 August 2026

La mia famiglia è sparpagliata. Un pezzo qua e un pezzo là. Amiche lontane e vicine, sorelle nel cuore, ognuna con la sua vita e presenti come anime fluttuanti. Vecchi amori che restano, trasformati, migliorati. È due creature che parlano una lingua diversa dalla mia, fatta di carezze, accudimento [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

5
10
40

Pedicure

… un giorno lontano in autobus…

21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Per prima cosa like, like like.
    La scoperta che non siamo tutti cattivi [...]

  • Ondine: Dax: no non lo sapeva nessuno che fosse un poeta. Dopo la sua morte - succede- [...]

2
9
25

Gabriel

21 August 2026

Uno sguardo di troppo Un incontro forzato Uno sparo nel buio Una giusta condanna Gabriel do Santos anni 25 brasiliano, bianco, capelli biondi, pelle ambrata e corpo da efebo. Gesti gentili, ma occhi freddi e determinati. Ora era in piedi reggendo sulle mani il kit di vestiario che l’Istituto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: LS/ZA oh, ci sta che uno riesca a uccidere rapidamente due persone in quel [...]

  • Rubrus: PS: piaciuto.

6
10
60

La donna volante

20 August 2026

Volava, volava, volava. Le bastava chiudere gli occhi, anche solo per un istante, e in quel buio lei poteva scorgere le nuvole, tutte intorno a sé. E mille giochi di luce le danzavano intorno, quando i raggi del sole si insinuavano in quel manto candido e soffice. Non importava chi ci fosse [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
13
44

Che fare?

20 August 2026

Che condizione strana. Più mi fai felice più sono spaventato. E tu sei come me: sei spaventata. Come faremo a sapere come si concluderà tutto questo? Ci distruggeremo a vicenda, oppure ci salveremo l'un l'altro? Nel frattempo, però, che male. Quanto mi pesava il petto, sapendo che stavo costruendo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Leobiagi: ciao Mary. Non sono sicuro che non soffrire mai nella propria vita possa essere [...]

  • Mary: Magari esseri di luce, non so...comunque anche essere innamorati della sofferenza [...]

4
4
41

SOGNO ALCHEMICO

19 August 2026

Nigredo Era calata una notte scura senza luna. Lui stava percorrendo il sentiero nel bosco con l'istinto di un animale selvatico. Il maestro gli aveva appoggiato la mano sulla fronte ed era rimasto in silenzio ad occhi chiusi a pregare. Alla luce di una candela gli aveva indicato la porta e lo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: carino....ma c'è un continuo?Like

  • zeroassoluto: Mi piace capire, like!.. da wikipedia:
    Magnum Opus (alchimia) - Wikipedia [...]

6
9
52

Zia Evelina

19 August 2026

Pomeriggio inoltrato di metà luglio. Squilla il telefono. «Pronto?» «Buongiorno, lei è il signor Gustavo Fiorito?» «Sì, sono io.» «La chiamo dallo studio del notaio Velasco. Dovrebbe venire venerdì prossimo alle 18 per comunicazioni riguardo alla signora Evelina Santorelli, deceduta un mese fa.» [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Ognuno ha il diritto di vivere come vuole: basta non far male a nessuno. PEr [...]

  • Riccardo: molto molto dolce! Un plauso ad Evelina, donna che non si è piegata [...]

7
7
61

Finché non verifichi

Anatomia di un'attesa

18 August 2026

La luce del frigorifero si accende. Fuori è buio. Resti con lo sportello spalancato senza prendere niente. Una bottiglia d’acqua, mezzo limone e un contenitore sigillato con la pellicola. Lo sposti di un centimetro. Richiudi. Sul tavolo il telefono si illumina. Lo raggiungi pensando sia lei. Non [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Ondine: Hai descritto perfettamente l'attesa di un amore perfetto distante e idealizzato [...]

  • zeroassoluto: Amore malato lontano dagli occhi, a senso unico.
    Amore sbagliato di chi [...]

5
10
41

I tempi della mia infanzia

Quando la famiglia e la comunicazione erano valori inestimabili

18 August 2026

Bei tempi quelli della mia infanzia: un mondo sospeso tra semplicità e calore umano, un’epoca in cui il senso di appartenenza al nucleo familiare e alla comunità era il vero tessuto connettivo della vita quotidiana. Ricordo come tutto ruotasse attorno all’amore genuino, al rispetto reciproco e [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Tempi passati purtroppo. Allora di giocava in cortile con tutti i ragazzini [...]

  • Gennarino: zeroassoluto: Grazie per aver letto e commentato. Buona serata.

3
4
39

Diario di una Mangiuomini – 17 Luglio 2XXX

17 August 2026

Caro Diario, sono un po’ di giorni che non ti scrivo. Sono stata... via. Ma finalmente ho raggiunto l’undicesima posizione! Certo quel mezz’uomo e mezzo piccione mi ha quasi messo alle strette con tutto quel... guano... Bleah. Mi si era pure appiccicato tra i capelli... Una delle battaglie più [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Le bambine devono essere addestrate al combattimento dalla nascita.
    Like

  • Anderwritten: Grazie a tutti del feedback!

    Rispondendo a Paolo: Più che "votata" [...]

6
7
51

Senza la logica della volpe

17 August 2026

Stamattina, appena alzata, ho subito realizzato che il piede sinistro non mi doleva più, dopo mesi di tormenti. Inoltre mi sono sentita piena di energia, un fatto estremamente raro per me. Ho cominciato addirittura a rassettare la casa, ancor prima di far colazione. Fatti oggettivamente mai registrati [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Carino ma ora?Senz'anima cosa farà la protagonista?Like

  • Rosa rosa: Grazie a tutti. Scrivo di getto in seguito ad un pensiero o lavorando su qualcosa [...]

Torna su