Ramsete per la ginocchiata inferta a Xian Ba aveva un'articolazione gravemente deteriorata.

Dai box avevano corretto l'andatura per tenere in equilibrio il loro campione che però perdeva costantemente terreno a causa di una stabilità precaria.

Il peso spostato sull'articolazione indenne costringeva ad un superlavoro il chip preposto a correggere la postura che, stressato, smise di funzionare.

Le ginocchia si piegarono e l'umanoide continuò la sua corsa genuflesso, avanzando simile ad un fedele che offre un voto al suo santo. Lo sfregamento con il terreno provocò l'immediato sbriciolamento delle rotule e le parti inferiori delle gambe abbandonarono quasi simultaneamente un corpo ormai mutilato per giacere inerti sull'anello.

Quel che rimaneva di Ramsete si afflosciò prono sulla pista.

 

Ne rimanevano quattro.

 

Ben Hur aveva un buon vantaggio sugli avversari ma Phenomeno aveva recuperato terreno. E non poco.

 

Anche Kociss, progettato per resistere alle distanze lunghe manteneva un’andatura costante con un grado di usura molto contenuto.

 

Dorando a metà percorso stava per essere doppiato dagli avversari: un'acquazzone aveva raffreddato l'aria e l'abbassamento della temperatura aveva aumentato la viscosità del fluido sinoviale pompato tra le giunture. Il coefficiente d'attrito troppo elevato costringeva così l'umanoide ad avanzare più lentamente per evitare il surriscaldamento delle parti meccaniche in movimento.

Passato l'acquazzone la temperatura si alzò nuovamente di qualche grado e la potenza erogata poteva aumentare. Le gambe si mossero più agilmente e Dorando poteva finalmente riavvicinarsi ai concorrenti.

 

Phenomeno nel frattempo aveva raggiunto Ben Hur e i due lottavano affiancati.

La scuderia di Ben Hur per resistere all’assalto forniva sempre più energia destinata agli attuatori elettronici per velocizzare i movimenti del robot. Rischiava però di fondere i circuiti ormai prossimi ad uno shock termico e di prosciugare le riserve di una batteria ormai prossima all’esaurimento.

 

La folla eccitata dal duello tra Phenomeno e Ben Hur urlava per incitare chi non poteva reagire, aizzava chi non provava emozioni, spronava un manufatto tecnologico comunque privo di ogni sentimento.

 

Le pile sfruttate oltre ogni limite e ormai esauste garantirono a Ben Hur ancora pochi minuti di autonomia poi il robot si bloccò, simile a una statua di sale che predica il nulla al vento. Rimase in posizione eretta per un attimo prima di accasciarsi al suolo, immobile, statuario.

 

Ne rimanevano tre.

 

Phenomeno che in vista del traguardo doveva risparmiare energia.

 

Kociss che di energia ne aveva parecchia e tentava una rimonta non impossibile.

 

Dorando che aveva dato l'impressione di recuperare. Ma l'attrito alle articolazioni aveva logorato le bielle e i pistoni che spingevano le gambe. Le ginocchia si abbassavano più del dovuto, il baricentro si spostava verso terra e l'andatura si faceva più lenta ad ogni passo.

 

Quando Kociss affiancò Phenomeno a gara quasi conclusa tornò a piovere. Un temporale attraversò la città scagliando saette a destra e a manca.

 

Dai box di Kociss arrivò alla giuria una perentoria richiesta di sospensione: dopo l'ennesimo tuono i collegamenti erano saltati e Kociss continuava la corsa privato dell'assistenza di scuderia: lo guidava un generico software di intelligenza artificiale precaricato e collegato in rete, battezzato dai suoi creatori con il nome di 'Perfect Brain'.

 

La giuria respinse l'esposto. Kociss proseguì la gara affidato obtorto collo alle reti neurali di un intelletto sintetico che doveva imparare in fretta, troppo in fretta, gli algoritmi utili a battere Phenomeno senza conoscere nulla del contesto in cui operava, simile ad un apprendista stregone privo di esperienza.

 

Perfetc Brain processò in pochi millisecondi il leggendario duello tra Kociss e il rivale Geronimo per aggiudicarsi il comando dell’eroico popolo degli Apaches. La sfida era descritta minuziosamente in una porzione infinitesimale del cloud universale.

Phenomeno diventò così il novello e redivivo Geronimo. L'antico duello poteva riproporsi in tutta la sua virulenza.

 

Perfect Brain guidò la mano di Kociss per colpire Phenomeno con un pugno brutale in pieno viso. La testa dell'umanoide percosso ruotò di novanta gradi bloccandosi nella direzione degli spalti. Poi un tallone di Kociss atterrato pesantemente sopra il malleolo dell'avversario fracassò la tibia dell'antropomorfo riconosciuto ormai da Kociss come l'Apaches da eliminare. Con il piede maciullato Phenomeno cadde rovinosamente a terra trascinando Kociss in un domino fatale ad entrambi.

Come due innamorati abbracciati in un amplesso amoroso i due robot, incastrati l'uno tra le gambe e le braccia dell'altro, si divincolarono ancora per attimi interminabili come mosche nella tela del ragno. Poi ogni movimento cessò.

 

Ne rimaneva uno solo.

 

Dorando aveva movimenti rallentati dovuti a un lubrificante esausto, con le giunture deteriorate oltre ogni limite. Il bacino rasentava ormai il suolo e più che un umano Dorando sembrava uno scimpanzé ubriaco in procinto di addormentarsi in posizione eretta.

A pochi metri dall'arrivo, quasi paralizzato dall'usura, avanzava a grandissima fatica sollecitato dagli impulsi elettrici sempre più blandi e rarefatti.

Una fascetta di plastica logora cadde da una giuntura del gomito per atterrare davanti ai suoi piedi. Tanto bastò per bloccare l'andatura dell'umanoide che con un piede sdrucciolava sulla fascetta e con l'altro sfiorava il terreno senza avanzare.

 

Dopo alcuni, lunghissimi secondi la mano di uno spazzino di pista tolse di mezzo l'ostacolo di plastica e Dorando, più lento di un lombrico, depose finalmente un piede oltre il traguardo.

La giuria però non ritenne corretto il gesto dello spazzino interpretandolo come un aiuto assolutamente vietato dal regolamento.

Dorando fu squalificato e la vittoria andò a Phenomeno poiché anche Kociss era stato estromesso dalla classifica per comportamento violento e antisportivo.

 

Dorando ormai immobile poggiava la schiena al muro dei box, in posizione dignitosamente eretta, in attesa di un saldatore e di tutti i pezzi di ricambio indispensabili per riemergere dalle sue ferraglie.

 

Quando l'altoparlante pronunciò il verdetto un ultimo sussulto mosse quel corpo di latta ridotto a rottame.

il robot scivolò con la schiena incollata alla parete fino a terra. La testa ciondolò verso le ginocchia e dalle orbite una goccia d'olio lubrificante si staccò, simile a una improbabile lacrima.

Tutti i racconti

1
2
24

Il linguaggio delle pentole

06 October 2026

Alzatasi all’alba, Maria ha sfacchinato tutta la mattina per preparare un’enorme teglia di lasagne, con la sfoglia tirata ancora a mano. Eccole lì, profumate e invitanti, pronte a sfamare le quindici persone che compongono la sua numerosa famiglia, generi e nipotini compresi. Ha sempre avuto una [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    La cucina è da sempre il cuore di una casa. In cucina ci [...]

  • Luca C: Processo che ho vissuto in questi ultimi dieci anni. Mia mamma era colei che [...]

2
2
22

Bruno

06 October 2026

Sono le due di notte, Bruno è sul balcone di casa in cerca di fresco. Davanti ha un piccolo spazio con una manciata di alberi mezzi bruciati, quelli del posto lo chiamano parco. Alla sua sinistra una sequenza di palazzine popolari. Bruno è un settantenne ex operaio telefonico, pensionato da poco, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    il racconto è di così piacevole lettura che vorremmo [...]

  • Rubrus: Ritratto di un microcosmo e di pensionato annoiato. Piaciuto. Ovviamente rimane [...]

3
5
99

L'infermiera (2/2)

05 October 2026

I due agenti mi guardarono con chiaro risentimento, ma probabilmente avevano intuito quale terribile paura avessi provato, così evitarono di farmi la tipica ramanzina che meritavo per averli disturbati inutilmente. D'altronde, pensavo, le tasse le pago anch’io e ho il diritto di chiedere il servizio [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • MaricaR: Ciao Giampaolo, onestamente ho letto con più emozione la prima parte. [...]

  • Dax: bella...Un finale veloce ma tenero.Like

2
2
59

Il buio

05 October 2026

La finestra sul mondo Da qui Da sola Osservo Gente che corre Gente che parla Gente che ride Io resto immobile Attenta Silenziosa Solamente gli occhi si muovono Il resto del mio corpo è fermo Inerme Il vento soffia forte Che voglia urlare? Le chiome degli alberi si piegano al suo volere Resistergli [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
4
90

Diario di una Mangiuomini – 11 Agosto 20XX

04 October 2026

Ah... Caro Diario. Ti sto scrivendo sempre meno... Ma ce l’ho fatta, sai? Sono successe un bel po’ di cose... ora ho un dojo tutto mio. Sono la quinta in classifica e mi sono ufficialmente ritirata dalle battaglie. Judy dice che per il momento è meglio così: unendo le forze impediamo ad altri [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
9
58

L'infermiera (1/2)

04 October 2026

Ormai ne ero assolutamente convinta: qualcuno da diversi giorni mi stava pedinando. Qualcuno molto furbo, capace di celarsi nell’ombra quando rientravo dal turno di notte, o tra la folla durante le passeggiate pomeridiane nelle strade cittadine. Ne avvertivo distintamente la presenza, anche se [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Andrea Castellini: Per Giampaolo: certo che si capisce ma è insolito, anche "un esercito [...]

  • Giampaolo: Andrea, è probabile che tu abbia ragione, ma se è così [...]

5
7
69

Manuale per riccanza

03 October 2026

Ognuno di noi ne ha uno per amico che ci preserva dalla rovina finanziaria: il risparmiatore compulsivo. Il risparmiatore compulsivo non è oculato per bisogno, ma per vocazione; è l’unto del Signore mandato fra gli uomini per insegnare loro l’arte dell’accumulo, al godimento del quale rinuncia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Andrea Castellini: 👍Se i taccagni non fossero mai esistiti credo che a nessuno sarebbe venuto [...]

  • Dax: forte, gli Pandau macché 😂.Like

6
7
122

Quello che non combacia

Una storia sull'insoddisfazione, l'abitudine e le cose che smettiamo di dirci

03 October 2026

Da bambino passavo i pomeriggi ad aspettare mia madre tra le panche di una chiesa di periferia. Non pregavo; passavo il tempo a guardare l'abside e a farmi la mia personale teoria sul mondo. Quella parete era un mosaico di scarti di cantiere, fatto di pietre spaccate a martellina. Tessere storte, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • An Old Luca: Complimenti. Ben scritto. Raffinato ma leggibilissimo.
    Like

  • MaricaR: L'abitudine è nemica di un rapporto vivo. Troppe volte si rinuncia [...]

5
7
35

Daredevil: a Parigi

02 October 2026

Parigi, sabato sera. Due giorni di convegno possono stancare anche Matt Murdock. La sala dell'università, le relazioni, le domande del pubblico, le cene istituzionali. Quando finalmente esce, l'aria della sera gli restituisce una città diversa. Parigi smette di essere un'aula e torna a essere [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Ben scritto!
    La domanda "come si fa a difendere un assassino" [...]

  • Dax: Bello. l'idea che la parola cambia la realtà è accattivante, [...]

4
9
303

Cinquanta palleggi

02 October 2026

"Papà, guardami!". Il padre, in piedi poco distante, stava fissando il telefono mentre strisciava il pollice sullo schermo con insistenza. Il bambino stava palleggiando con entrambe le mani. "Guardami, papà!". L’uomo non si mosse se non per passare il dispositivo sull'altra mano e per picchiettare [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Sono dell'opinione di MaricaR con la differenza che non mi aspettavo accadesse [...]

  • Dax: Povero picvolo.Concordo che sapere perché i genitori erano incollati [...]

12
9
120

Dentro il materasso

La Donna

01 October 2026

Ada aveva imparato che il mondo ha un odore. Non quello del pane caldo o dei tigli d’estate. Il mondo odorava di cemento bagnato, ferro, ascensori chiusi, ospedali, cappotti umidi. Odorava di corpi che si sfiorano senza vedersi. Di paura. La paura, Ada la percepiva prima delle parole. Forse per [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: Chi, mangari un lunedì mattina, svegliandosi, non ha avuto la tentazione [...]

  • Ondine: Un incipit efficace per entrare subito nel cuore del disagio. Nel mondo c'è [...]

3
2
79

Fredda Lama

01 October 2026

Nel silenzio grave di un’alba oscura, si ode il gelo d’un cuore tradito, come vento che frantuma fiori innocenti nel giardino d’un mito. L’ombra del rispetto, tra veli di nebbia, si dissolve nell’ira, e l’eco d’onore si perde nelle spire d’un’alma che sospira. Come stelle cadute in un cielo tradito, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

Torna su