Ero tornata a casa dopo vent’anni di assenza e mi ero recata a casa da mia madre. Mio padre era morto come altri due fratelli. Trovai mamma con la mente assente, non era nel presente ma in un mondo fermo a tanti anni fa. La aiutai a finire di pulire le verdure e mangiammo in silenzio.

Dopo il modesto pranzo, solo verdure e pane, non c’era altro, la portai a letto. Quando la spogliai, ebbi modo di vedere il suo corpo quasi scheletrico. Un mucchietto di ossa e pelle bianca, asciutta e secca come una prugna. Scorsi per la prima volta, molte cicatrici in ogni parte del corpo. Non avendo mai avuto la possibilità di vederla nuda, per me fu uno choc tremendo. Intuivo dove e come si era procurata quelle ferite. Ne sfiorai una con le dita e lei sentendo la mia mano, si rivolse verso di me con un viso triste.

«Sai, - mi disse parlando lentamente - questa me l’ha fatta Domenico, con un coltello da cucina. Un giorno non trovò pronto da mangiare e mi lanciò il coltello da lontano. Mi prese qui, dove vedi la cicatrice, fu di striscio, un taglio lungo, ma non profondo. Ci mise due settimane per rimarginarsi.

Questa – mi mostrò un'altra ferita sulla coscia destra, piccola ma, evidentemente più profonda - questa sulla gamba, invece, capitò quando stavamo mangiando. Tu non c’eri, dissi una cosa che lo fece arrabbiare, impugnò il coltello e me lo piantò nella coscia». 

«Mamma, possibile che tu non abbia mai avuto da ridire su questi episodi, perché non hai mai detto niente?».

Lei non rispose alla mia domanda, continuò a raccontare delle sue cicatrici. Quella sul petto aveva la forma di quattro punti ravvicinati, una forchetta appoggiata con forza, un'altra come una grossa macchia scura, una bastonata sulla schiena che aveva prodotto un'ecchimosi permanente. Il corpo di quella donna era tutta una cicatrice. Stavo cominciando a capire della sua testardaggine a non sorridere e a non parlare. Si era chiusa nel suo mondo, ignorando tutto e tutti, forse solo così poteva aver trovato la forza di tirare avanti.

Finii di rivestirla e la misi a letto, si addormentò subito, la stanchezza doveva essere tanta. La guardavo immersa nel sonno. Una vecchia che dimostrava forse anche più di ottanta anni, mentre, doveva averne nemmeno settanta o forse qualcosa in più. Decisi in quel momento, di stabilirmi lì da lei. L’indomani, avrei chiamato Romeo per farmi portare la valigia. Dovevo stare con lei! Da lì sarebbe partita la mia ribellione, i miei giorni futuri, lo giurai, li avrei dedicati alla vendetta. Non avevo niente da perdere assolutamente niente. Se in gioventù ero scappata per non dover affrontare certe situazioni, ora non c’era più motivo di farlo.

Ero libera da tutto, anche dalla mia stessa vita che, ormai, non mi apparteneva più. Era nelle mani di un male che voleva liberarsi di me ed io di lui. Volevo vedere chi avrebbe vinto. Intanto avrei intrapreso la mia guerra personale contro non so nemmeno io chi. Non era una persona fisica, un nemico tangibile. Era qualcosa che aleggiava da sempre nel mio paese, come in quelli di tutta la zona. Il modo di vivere, le tradizioni maschiliste, l’ignoranza mentale, l’arretra­tezza di un mondo rurale che nonostante i progressi fatti, tardava a morire. Potrei affermare che era quasi "un modus vivendi" geografico. Possibile che, sotto una certa latitudine ci si debba comportare ancora in questo modo? Cos’è che rende la gente di questi posti così diversi da tutti gli altri. Perché a distanza di, se vogliamo, pochi chilometri, si pensa in tutt’altro modo. Io ho avuto la fortuna di andar via da giovane e la mia mente non ha avuto il tempo di essere soggiogata da tutto ciò, ma sono sicura di essere un'eccezione, un caso più unico che raro. Una su mille, e le altre? Le donne di questi paesi cosa fanno, si adeguano, subiscono, non riescono a ribellarsi.

Le ragazze e i giovani di oggi, è mai possibile che seguano tutti la stessa linea di condotta. Eppure, il mondo è entrato nelle case attraverso la televisione. Tutti i giorni fanno vedere come vive la gente in ogni parte del mondo. Con il male e il bene che esiste dappertutto, qui non è questione di male o bene, queste cose da noi sembrano la normalità. Tutto quello che accade, non è un male, è normale, così devono andare le cose. Il maschio è il padrone, quello che comanda, punto; non si discute! La donna…niente! Guai se parla o accenna a ribellarsi.

La determinazione che mi ha preso nel vedere mia madre ridotta così, è così forte da indurmi a spingermi in visioni apocalittiche, dove io, novella Giovanna d’Arco affronto i malvagi e li stermino a colpi di spada. 

Visioni appunto, lontano dalla realtà. La verità è che ho paura. I buoni propositi sono una cosa, la realtà un'altra. So bene le avversità che mi aspettano là fuori, a cominciare dai miei fratelli superstiti, due tipi viscidi e vigliacchi, al soldo di chi veramente ha le palle per fare certe cose. Sono delle pecore nei confronti di questi personaggi e, proprio perché hanno un animo da vigliacchi, sono più pericolosi di altri. Si nascondono, tramano nell’ombra, mentre chi comanda veramente lo fa in piena luce. Anzi, è una rappresentazione di potere, tutti devono sapere chi comanda, si espongono solo per imporre rispetto. Le serpi no! Non amano il sole. Sono una razza che vive nascosta, sotto le pietre, nelle fessure oscure della società. Il compito che mi sono imposta è difficile, ma ormai non avendo niente da perdere posso espormi anch'io, nella speranza di far svegliare, in qualche cuore, la voglia di rinascita.

Tutti i racconti

1
1
16

IL RACCONTO DI DIO

DIO SI FA UN GIRO NEL QUARTIERE

22 August 2026

Erano giorni che si diceva che nel quartiere girasse una macchina sospetta. Un attentatore, forse, ma chi veniva ad attentare alla vita di disperati come noi? Le bombe, se ci vedevano, sarebbero implose da sole. Allora, l’ipotesi più accreditata era che potesse essere un maniaco. Io ascoltavo questi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
1
9

La mia famiglia

22 August 2026

La mia famiglia è sparpagliata. Un pezzo qua e un pezzo là. Amiche lontane e vicine, sorelle nel cuore, ognuna con la sua vita e presenti come anime fluttuanti. Vecchi amori che restano, trasformati, migliorati. È due creature che parlano una lingua diversa dalla mia, fatta di carezze, accudimento [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

5
10
42

Pedicure

… un giorno lontano in autobus…

21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Per prima cosa like, like like.
    La scoperta che non siamo tutti cattivi [...]

  • Ondine: Dax: no non lo sapeva nessuno che fosse un poeta. Dopo la sua morte - succede- [...]

2
9
26

Gabriel

21 August 2026

Uno sguardo di troppo Un incontro forzato Uno sparo nel buio Una giusta condanna Gabriel do Santos anni 25 brasiliano, bianco, capelli biondi, pelle ambrata e corpo da efebo. Gesti gentili, ma occhi freddi e determinati. Ora era in piedi reggendo sulle mani il kit di vestiario che l’Istituto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: LS/ZA oh, ci sta che uno riesca a uccidere rapidamente due persone in quel [...]

  • Rubrus: PS: piaciuto.

6
10
60

La donna volante

20 August 2026

Volava, volava, volava. Le bastava chiudere gli occhi, anche solo per un istante, e in quel buio lei poteva scorgere le nuvole, tutte intorno a sé. E mille giochi di luce le danzavano intorno, quando i raggi del sole si insinuavano in quel manto candido e soffice. Non importava chi ci fosse [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
13
44

Che fare?

20 August 2026

Che condizione strana. Più mi fai felice più sono spaventato. E tu sei come me: sei spaventata. Come faremo a sapere come si concluderà tutto questo? Ci distruggeremo a vicenda, oppure ci salveremo l'un l'altro? Nel frattempo, però, che male. Quanto mi pesava il petto, sapendo che stavo costruendo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Leobiagi: ciao Mary. Non sono sicuro che non soffrire mai nella propria vita possa essere [...]

  • Mary: Magari esseri di luce, non so...comunque anche essere innamorati della sofferenza [...]

4
4
41

SOGNO ALCHEMICO

19 August 2026

Nigredo Era calata una notte scura senza luna. Lui stava percorrendo il sentiero nel bosco con l'istinto di un animale selvatico. Il maestro gli aveva appoggiato la mano sulla fronte ed era rimasto in silenzio ad occhi chiusi a pregare. Alla luce di una candela gli aveva indicato la porta e lo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: carino....ma c'è un continuo?Like

  • zeroassoluto: Mi piace capire, like!.. da wikipedia:
    Magnum Opus (alchimia) - Wikipedia [...]

6
9
52

Zia Evelina

19 August 2026

Pomeriggio inoltrato di metà luglio. Squilla il telefono. «Pronto?» «Buongiorno, lei è il signor Gustavo Fiorito?» «Sì, sono io.» «La chiamo dallo studio del notaio Velasco. Dovrebbe venire venerdì prossimo alle 18 per comunicazioni riguardo alla signora Evelina Santorelli, deceduta un mese fa.» [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Ognuno ha il diritto di vivere come vuole: basta non far male a nessuno. PEr [...]

  • Riccardo: molto molto dolce! Un plauso ad Evelina, donna che non si è piegata [...]

7
7
61

Finché non verifichi

Anatomia di un'attesa

18 August 2026

La luce del frigorifero si accende. Fuori è buio. Resti con lo sportello spalancato senza prendere niente. Una bottiglia d’acqua, mezzo limone e un contenitore sigillato con la pellicola. Lo sposti di un centimetro. Richiudi. Sul tavolo il telefono si illumina. Lo raggiungi pensando sia lei. Non [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Ondine: Hai descritto perfettamente l'attesa di un amore perfetto distante e idealizzato [...]

  • zeroassoluto: Amore malato lontano dagli occhi, a senso unico.
    Amore sbagliato di chi [...]

5
10
41

I tempi della mia infanzia

Quando la famiglia e la comunicazione erano valori inestimabili

18 August 2026

Bei tempi quelli della mia infanzia: un mondo sospeso tra semplicità e calore umano, un’epoca in cui il senso di appartenenza al nucleo familiare e alla comunità era il vero tessuto connettivo della vita quotidiana. Ricordo come tutto ruotasse attorno all’amore genuino, al rispetto reciproco e [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Tempi passati purtroppo. Allora di giocava in cortile con tutti i ragazzini [...]

  • Gennarino: zeroassoluto: Grazie per aver letto e commentato. Buona serata.

3
4
39

Diario di una Mangiuomini – 17 Luglio 2XXX

17 August 2026

Caro Diario, sono un po’ di giorni che non ti scrivo. Sono stata... via. Ma finalmente ho raggiunto l’undicesima posizione! Certo quel mezz’uomo e mezzo piccione mi ha quasi messo alle strette con tutto quel... guano... Bleah. Mi si era pure appiccicato tra i capelli... Una delle battaglie più [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Le bambine devono essere addestrate al combattimento dalla nascita.
    Like

  • Anderwritten: Grazie a tutti del feedback!

    Rispondendo a Paolo: Più che "votata" [...]

6
7
51

Senza la logica della volpe

17 August 2026

Stamattina, appena alzata, ho subito realizzato che il piede sinistro non mi doleva più, dopo mesi di tormenti. Inoltre mi sono sentita piena di energia, un fatto estremamente raro per me. Ho cominciato addirittura a rassettare la casa, ancor prima di far colazione. Fatti oggettivamente mai registrati [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Carino ma ora?Senz'anima cosa farà la protagonista?Like

  • Rosa rosa: Grazie a tutti. Scrivo di getto in seguito ad un pensiero o lavorando su qualcosa [...]

Torna su