Morgana mostra un pianeta tutto ricoperto d’acqua.
MORGANA: Guarda il loro pianeta natale, quei banchi luminescenti in fondo all’oceano. C’è bellezza in questo spettacolo di luci. Sono solo cellule, batteri di appena dieci micron di diametro, connessioni sinaptiche, ridondanza… hanno cominciato a manipolare il genoma prima ancora di acquisire una coscienza… Guarda le loro “Mani”…

Morgana indica una miriade di creature che si muovono tra i banchi luminescenti, alcune nuotano nell’acqua, altre raggiungono la superficie e si librano in volo.
MORGANA: Dall’inizio della loro storia i Drake ne hanno conquistato le menti, li hanno asserviti ai loro scopi.


Morgana mostra una protuberanza più luminosa che cresce e poi si distacca dal fondo, come un polipo che si trasforma in medusa e lentamente risale verso la superficie del mare.
MORGANA: Così nascono le loro navi spaziali. E appena nate sono già pronte per il volo spaziale.
MERLIN: Non posso negare che ci sia del meraviglioso in tutto questo… Occupano tutto lo spazio che trovano: come le molecole di un gas riempiono ogni contenitore. Per questo sono fin troppo prevedibili, troppo perfetti…

MERLIN: E la Terra? Sono lì da millenni, ma non sembra abbiano fatto grandi progressi…
Merlin indica adesso il pianeta azzurro. Sul fondo di un oceano un grande ammasso bioluminescente. Alcune Mani che si aggirano intorno.

MORGANA: La specie dominante ha una struttura mentale troppo complicata per essere controllata. Ma continuano a lavorarci, hanno decodificato il loro linguaggio e studiano la loro civiltà.
MERLIN: Finora sono soltanto riusciti a evitare di essere scoperti dagli uomini oltre che a impadronirsi della mente di persone che gli umani considerano invasati. Le menti complesse e strutturate sono invalicabili per i Drake, proprio come il gravidisguise dei Radu. 
MORGANA: Io penso che, prima o poi, ce la faranno…
MERLIN: Io non credo…

 

L'universo è una foresta oscura. Ogni civiltà è un cacciatore armato che si muove furtivo tra gli alberi come un fantasma, spingendo appena da parte i rami che gli impediscono il passaggio e cercando di non fare il minimo rumore. Anche il respiro viene trattenuto. Il cacciatore deve essere prudente, perché ovunque nella foresta ci sono cacciatori furtivi come lui. Se incontra un'altra vita—un altro cacciatore, un angelo o un demone, un neonato gracile o un vecchio rugoso, una fata o un semidio—l'unica cosa che può fare è eliminarla. In questa foresta gli altri sono inferno eterno. Sono una minaccia eterna. Qualsiasi essere che riveli la propria esistenza diventa la preda che presto verrà eliminata. Questa è la visione dell'universo della civiltà nella fase della foresta oscura.

Liu Cixin, 

Il Bosco Oscuro

Il presente racconto è il quarto e ultimo della tetralogia “La Selva Oscura”. 
Il primo racconto “La Selva Oscura: lo strano caso dell'Ovivorus montanae" può essere trovato al link:
https://www.letturedametropolitana.it/racconti/16143
Il secondo racconto, “La Selva Oscura: L'armata silenziosa” (due parti) può essere trovato ai link:
https://www.letturedametropolitana.it/?storyId=16357
https://www.letturedametropolitana.it/?storyId=16358

Il terzo racconto “La Selva Oscura: La Fuga” può essere trovata ai link:
https://www.letturedametropolitana.it/?storyId=16360
https://www.letturedametropolitana.it/racconti/16361
La prima parte del presente racconto può essere trovata al link:

 

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