Io stavo mangiando un dolcetto, Bart beveva caffè e Mitch guardava il telefono. Mitch legge il messaggio di sua moglie ed il viso gli si fa più sereno: «Mio figlio oggi ha giocato con la squadretta del rione. Hanno vinto, pare». Sorrido: avrebbe preferito essere lì, lo so. Invece è con noi a tagliare e modellare metalli e lo fa anche per il suo piccolo.

Chiedo: «Quanti anni ha?» Mitch risponde: «Undici appena compiuti. Ha sofferto a lasciare Londra, ma ora va meglio. Si è fatto degli amici, col calcio mette il naso fuori di casa. E soprattutto si diverte, a noi basta vederlo più sereno».

Fu in quel momento che vedemmo Paul correre come un pazzo. Urlava con tutta la voce che aveva: «Arriva, cazzo! Gettatevi giù». Si lanciò dalla collina piuttosto ripida, piena di fango e foglie. Il treno gli sfiorò la schiena.

Mitch si buttò subito all'indietro. Io vidi Bart immobile sulla sua sedia da pescatore: sessantasei anni, sovrappeso, nessuna agilità e completamente terrorizzato, non potevo permettere finisse così la sua vita. In una frazione di secondo mi gettai su di lui e rotolammo giù insieme.

Ruggì, spaventato o forse con qualche costola rotta. Amen: meglio una costola che la vita. Quel maledetto treno passò senza che nessuno se ne accorgesse. Noi eravamo nel fango, zuppi dalla testa ai piedi e pieni di foglie che si erano attaccate ovunque, ma vivi.

Mi alzai: Mitch si era già rimesso in piedi, aveva il viso pieno di fango, mentre Bart era sdraiato per terra e si agitava convulsamente, sembrava quasi un bacarozzo. Eravamo tutti e tre sconvolti. La vita ci era passata davanti e avevamo avuto una fortuna del diavolo.

Bart dice: «Il fianco mi fa un male del diavolo, ma quanto diamine pesi? Sei un finto magro, accidenti a te». Il tono non nascondeva una certa gratitudine, gli avevo di fatto salvato la vita.

Mi girai per cercare Paul. Il sangue mi si gelò: di lui nessuna traccia. Lo avevo visto cadere, trenta metri più indietro. Io e Mitch corremmo disperati, urlando, cercando ovunque. Per un attimo pensai che il treno lo avesse colpito di striscio e sbalzato lontano.

Poi sentimmo un lamento: «Sono qua, accidenti a voi! Credo di essermi rotto un piede… ho la caviglia grossa come un pallone». Scoppiai a ridere. Quella voce era inconfondibile.

Lo trovammo qualche decina di metri più in là, dolorante ma intero. Dico: «Meno male che, anche se sei giovane, hai la prostata che ti fa pisciare ogni due ore, Paul… se no, questa non la raccontavamo».

Paul rise, nonostante tutto: «Vaffanculo, boss. E quel vecchio caprone di Bart? Non lo vedo qua». Dico: «Bart è rimasto indietro. L’ho buttato giù a forza dalla collina, ha rotolato come un sacco di patate, ma sta bene».

Paul esplose in una risata fragorosa: «Mannaggia, me la sono persa! Ma ero un po’ occupato a evitare che un treno mi tagliasse in due».

Da quel giorno siamo semplicemente «i quattro miracolati di Horsforth». Il che ha contribuito a creare un po’ di mito e leggende intorno alla nostra piccola storia. Ma non importa.

La cosa davvero importante è che nonostante tutto, quella sera ho rivisto mia moglie e i miei figli, Bart i suoi nipotini, Mitch il suo undicenne con la passione per il pallone e Paul non ha lasciato sole le sue numerose fan.

La nostra resta solo una storia comune di quattro operai che stavolta la pelle l’hanno portata a casa. Per colpa di qualcuno che ha fatto male il proprio lavoro poteva finire davvero malissimo, ma anche stavolta è andata. I quattro di Horsforth hanno ancora qualcosa da dire.

Tutti i racconti

4
4
29

IL RACCONTO DI DIO

DIO SI FA UN GIRO NEL QUARTIERE

22 August 2026

Erano giorni che si diceva che nel quartiere girasse una macchina sospetta. Un attentatore, forse, ma chi veniva ad attentare alla vita di disperati come noi? Le bombe, se ci vedevano, sarebbero implose da sole. Allora, l’ipotesi più accreditata era che potesse essere un maniaco. Io ascoltavo questi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • MaricaR: 😃Il racconto incuriosisce, dall'inizio alla fine. Un Dio che viaggia usando [...]

  • Dax: Un racconto davvero originale...like

3
2
20

La mia famiglia

22 August 2026

La mia famiglia è sparpagliata. Un pezzo qua e un pezzo là. Amiche lontane e vicine, sorelle nel cuore, ognuna con la sua vita e presenti come anime fluttuanti. Vecchi amori che restano, trasformati, migliorati. È due creature che parlano una lingua diversa dalla mia, fatta di carezze, accudimento [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

7
11
48

Pedicure

… un giorno lontano in autobus…

21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Ondine: Dax: no non lo sapeva nessuno che fosse un poeta. Dopo la sua morte - succede- [...]

  • Teo Bo: Scritta con la penna e col cuore. Mi hai trasportato in una realtà dove [...]

4
11
29

Gabriel

21 August 2026

Uno sguardo di troppo Un incontro forzato Uno sparo nel buio Una giusta condanna Gabriel do Santos anni 25 brasiliano, bianco, capelli biondi, pelle ambrata e corpo da efebo. Gesti gentili, ma occhi freddi e determinati. Ora era in piedi reggendo sulle mani il kit di vestiario che l’Istituto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Un racconto che sa fi vento gelido. like

  • Teo Bo: Urka! Momento giallo vissuto con intensità. Grazie per la gratificazione [...]

6
10
61

La donna volante

20 August 2026

Volava, volava, volava. Le bastava chiudere gli occhi, anche solo per un istante, e in quel buio lei poteva scorgere le nuvole, tutte intorno a sé. E mille giochi di luce le danzavano intorno, quando i raggi del sole si insinuavano in quel manto candido e soffice. Non importava chi ci fosse [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
13
44

Che fare?

20 August 2026

Che condizione strana. Più mi fai felice più sono spaventato. E tu sei come me: sei spaventata. Come faremo a sapere come si concluderà tutto questo? Ci distruggeremo a vicenda, oppure ci salveremo l'un l'altro? Nel frattempo, però, che male. Quanto mi pesava il petto, sapendo che stavo costruendo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Leobiagi: ciao Mary. Non sono sicuro che non soffrire mai nella propria vita possa essere [...]

  • Mary: Magari esseri di luce, non so...comunque anche essere innamorati della sofferenza [...]

4
4
41

SOGNO ALCHEMICO

19 August 2026

Nigredo Era calata una notte scura senza luna. Lui stava percorrendo il sentiero nel bosco con l'istinto di un animale selvatico. Il maestro gli aveva appoggiato la mano sulla fronte ed era rimasto in silenzio ad occhi chiusi a pregare. Alla luce di una candela gli aveva indicato la porta e lo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: carino....ma c'è un continuo?Like

  • zeroassoluto: Mi piace capire, like!.. da wikipedia:
    Magnum Opus (alchimia) - Wikipedia [...]

6
9
53

Zia Evelina

19 August 2026

Pomeriggio inoltrato di metà luglio. Squilla il telefono. «Pronto?» «Buongiorno, lei è il signor Gustavo Fiorito?» «Sì, sono io.» «La chiamo dallo studio del notaio Velasco. Dovrebbe venire venerdì prossimo alle 18 per comunicazioni riguardo alla signora Evelina Santorelli, deceduta un mese fa.» [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Ognuno ha il diritto di vivere come vuole: basta non far male a nessuno. PEr [...]

  • Riccardo: molto molto dolce! Un plauso ad Evelina, donna che non si è piegata [...]

7
7
61

Finché non verifichi

Anatomia di un'attesa

18 August 2026

La luce del frigorifero si accende. Fuori è buio. Resti con lo sportello spalancato senza prendere niente. Una bottiglia d’acqua, mezzo limone e un contenitore sigillato con la pellicola. Lo sposti di un centimetro. Richiudi. Sul tavolo il telefono si illumina. Lo raggiungi pensando sia lei. Non [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Ondine: Hai descritto perfettamente l'attesa di un amore perfetto distante e idealizzato [...]

  • zeroassoluto: Amore malato lontano dagli occhi, a senso unico.
    Amore sbagliato di chi [...]

5
10
41

I tempi della mia infanzia

Quando la famiglia e la comunicazione erano valori inestimabili

18 August 2026

Bei tempi quelli della mia infanzia: un mondo sospeso tra semplicità e calore umano, un’epoca in cui il senso di appartenenza al nucleo familiare e alla comunità era il vero tessuto connettivo della vita quotidiana. Ricordo come tutto ruotasse attorno all’amore genuino, al rispetto reciproco e [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Tempi passati purtroppo. Allora di giocava in cortile con tutti i ragazzini [...]

  • Gennarino: zeroassoluto: Grazie per aver letto e commentato. Buona serata.

3
4
40

Diario di una Mangiuomini – 17 Luglio 2XXX

17 August 2026

Caro Diario, sono un po’ di giorni che non ti scrivo. Sono stata... via. Ma finalmente ho raggiunto l’undicesima posizione! Certo quel mezz’uomo e mezzo piccione mi ha quasi messo alle strette con tutto quel... guano... Bleah. Mi si era pure appiccicato tra i capelli... Una delle battaglie più [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Le bambine devono essere addestrate al combattimento dalla nascita.
    Like

  • Anderwritten: Grazie a tutti del feedback!

    Rispondendo a Paolo: Più che "votata" [...]

6
7
51

Senza la logica della volpe

17 August 2026

Stamattina, appena alzata, ho subito realizzato che il piede sinistro non mi doleva più, dopo mesi di tormenti. Inoltre mi sono sentita piena di energia, un fatto estremamente raro per me. Ho cominciato addirittura a rassettare la casa, ancor prima di far colazione. Fatti oggettivamente mai registrati [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Carino ma ora?Senz'anima cosa farà la protagonista?Like

  • Rosa rosa: Grazie a tutti. Scrivo di getto in seguito ad un pensiero o lavorando su qualcosa [...]

Torna su