Amici lettori, oggi vi porterò in un luogo speciale, un luogo posto in alto su una collina dalla quale si vede il mare, un luogo affascinante con una storia, anzi con più storie, un luogo da favola e come una vera favola questo racconto breve lo inizierò così.
C'era una volta un artista nordico, Asger Oluf Jørgensen in arte Asger Jorn, nato nel lontano 3 Marzo del 1914 a Vejrum in Danimarca. Si nasce aviatori, autisti di bus, medici, insegnanti, muratori, elettricisti e pure artisti, ecco in arte Asger Jorn era nato artista e la sua favola, possiamo dire iniziò nel 1936, lui poco più che ventenne si trasferì a Parigi per iscriversi all'accademia d'arte di Fernand Léger (per chi non lo conosce è un tipetto che ha scritto belle pagine della storia dell'arte moderna). 
Parigi in quegli anni per l'arte è frizzante ma la guerra è alle porte e poi finito il dramma bellico Jorn inizia una vita da giramondo, è alto, dinoccolato, fuma la pipa e soprattutto è artista, un artista che negli anni precedenti ha visto l'arte fiammante più moderna da rimanerne influenzato, gira per la Lapponia per poi tornare subito a Parigi, fa un salto al volo nella calda Tunisia giusto il tempo di assaporarne i colori abbaglianti, nel 1948 a Parigi la prima personale, arrivano i contatti tra artisti con i quali fare squadra e formare un gruppo, i CoBrA, con l'obiettivo di esprimere concetti nuovi, con la voglia di fare un'arte diversa, accade così per tutti.

Nel 1951 ritorna in Danimarca, il suo fisico ha intanto nel tempo preso una bella botta, l'artista giramondo insieme all'esperienza maturata, ora deve fare i conti con un corpo affaticato, all'epoca mica c'erano i rimedi attuali, comunque è di forte tempra e ricomincia a lavorare, nel 1953 è tra i fondatori di un nuovo movimento, un nuovo Bauhaus ma adesso amici lettori, nonostante la storia di questo grande artista sia interessante, vorrei fare un salto e continuare con la sua favola a quando Enrico Baj e Sergio Dangelo sapendo del suo stato di salute lo invitarono a recarsi in Liguria sicuri che l'aria di mare, quella giusta, gli avrebbe fatto bene.
“Ignoro a quanti chilometri si trovi Albissola da Milano. Ma credo sia proprio quello che ci serve, purché non ci siano troppi turisti, che non si tratti di un contesto mondano, e infine se sia possibile trovare una dimora a buon mercato”. (Estratto di una lettera di Asger Jorn a Enrico Baj, 1954.)
E così che ricominciando da capo Asger Jorn si recò in Liguria per iniziare una nuova vita, quella più importante? Forse sì, forse no ma di sicuro gli anni ad Albissola Marina sono stati eterni e tremendamente sentimentali, credetemi amici lettori della vita dell'artista questa storia è quella che mi piace di più.
Il " Vikingo", così era stato soprannominato dagli amici artisti, si ambientò subito, la gente vedeva in lui una persona onesta e laboriosa, la sua stazza non incuteva timore ma simpatia, inizialmente come un nomade dormì sotto una tenda, poi Lucio Fontana che di lui conosceva la storia artistica lo ospitò a Pozzo Garitta dove il profumo del mare si mescolava con la terra della manualità artigianale. Tutto è vivo, tutto è vita, è tutto quello che regala entusiasmo e fa brillare la fantasia che poi fa rima con allegria e già il Vikingo aveva portato con se un violino che amava strimpellare in buona compagnia, c'era sempre qualcuno che portava qualcosa da mangiare, il vino era quello del luogo da pestare nel tino con i piedi, l'atmosfera era famigliare per la mente, il cuore, il clima mite e il calore del sole eccezionale.

E poi la fortuna per fortuna esiste e così con la vendita di alcuni quadri il Vikingo acquistò a rate nel '57 una casa sulla collina, da lì si vedeva il mare, da lì si respirava aria di serenità, da lì poteva sognare il suo ideale di architettura a propria dimensione, ma l'impresa era ardua, non poteva fare tutto da solo e così grazie all'aiuto di Berto Gambetta, un mastro Albisolese divenendone suo fraterno e fedele amico insieme a lui Jorn iniziò una rivoluzione artistico/architettonica di trasformazione di un vecchio rudere in un Paradiso da vivere e toccare con i piedi a terra, la casa era studiata per vivere non nel confort di lusso ma nella umana praticità, dove abitare, lavorare e godere della natura per poter fermare il tempo che scorre veloce. In quella casa tutto era lento, solare, amorevole, ecco quello che contava di più. Jorn aveva al piano di sopra lo studio da lavoro e di fianco la stanza da letto che utilizzava stremato dopo giorni e giorni di lavoro intenso e dalle finestre che davano sul mare ammirando l'orizzonte l'artista riprendeva fiato.

Una architettura semplice, viottoli alberati, pareti di roccia di un colore affettuoso, scalinate da scendere e salire irradiati da una luce eccezionale che saliva dal mare e dal cielo di fronte e poi uno sguardo e via per il Vikingo a spiccare il volo andando a creare arte da assaporare insieme all'aria che respirava nella grande immensità nel silenzio delle giornate di sole o delle notti d'estate. Berto e sua moglie avevano al piano terra la loro collocazione abitativa e la casa di Jorn era diventata come una calamita che attirava positività, umanità e benessere, intanto negli anni a seguire l'arte del Vikingo girava il mondo in mostre macinando chilometri su chilometri ma il cuore di sicuro era sempre ad Albissola Marina nella sua casa in collina che affacciava sul mare e uno stupendo orizzonte e anche se la propria è stata una gran bella favola, purtroppo la tappa finale della sua vita terminò in Danimarca il 1 Maggio del 1973 e per contraccambiare la fraterna ospitalità ricevuta in Liguria aveva già deciso alla sua dipartita di donare la sua casa artistica al comune di Albissola Marina ma a condizione che Berto Gambetta e sua moglie Teresa rimanessero a vivere fino all'ultimo dei loro giorni, in quel luogo che avevano così generosamente collaborato a realizzarsi, nel 1999 alla scomparsa di quest'ultima la casa di Jorn con una serie di ristrutturazioni e adattamenti è arrivata sino ai giorni nostri divenendo un centro artistico importante che ha aperto le proprie stanze ospitando le opere di artisti che hanno voluto contribuire nel rispetto della filosofia dell'artista Danese.

Attualmente la casa è gestita dall'Associazione amici di Casa Jorn che pertanto con grande impegno ed entusiasmo come patrimonio culturale importantissimo ne cura la conservazione, la promozione e la conoscenza del luogo. 

C'era una volta un artista nato in Danimarca che si innamorò di Albissola e del Mar Ligure, la favola continua, amici lettori non vi rimane che appassionarvi anche voi a questa storia d'arte, fate un salto qui, fatelo quando volete e poi chi sa se anche voi come per magia lungo il percorso della casa museo sentirete un violino strimpellare e un odore di fumo di pipa per sognare.

 

https://www.amicidicasajorn.it/


P.S. Ho scritto senza utilizzare un'intelligenza artificiale, sicuro che finché c'è arte ci sarà speranza.

Tutti i racconti

2
6
30

Il linguaggio delle pentole

06 October 2026

Alzatasi all’alba, Maria ha sfacchinato tutta la mattina per preparare un’enorme teglia di lasagne, con la sfoglia tirata ancora a mano. Eccole lì, profumate e invitanti, pronte a sfamare le quindici persone che compongono la sua numerosa famiglia, generi e nipotini compresi. Ha sempre avuto una [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • MaricaR: Grazie Lo Scrittore, le mamme di una volta lo fanno ma la generazione di oggi [...]

  • Rubrus: Mobili e suppellettili consentono un'analisi sociologica molto puntuali [...]

2
4
29

Bruno

06 October 2026

Sono le due di notte, Bruno è sul balcone di casa in cerca di fresco. Davanti ha un piccolo spazio con una manciata di alberi mezzi bruciati, quelli del posto lo chiamano parco. Alla sua sinistra una sequenza di palazzine popolari. Bruno è un settantenne ex operaio telefonico, pensionato da poco, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • MaricaR: Molto bello questo racconto e sono sicura che continuerà con un altro [...]

  • Lo Scrittore: La vita ci pone sempre delle domande ma difficilmente riesce a dare delle risposte. [...]

4
6
106

L'infermiera (2/2)

05 October 2026

I due agenti mi guardarono con chiaro risentimento, ma probabilmente avevano intuito quale terribile paura avessi provato, così evitarono di farmi la tipica ramanzina che meritavo per averli disturbati inutilmente. D'altronde, pensavo, le tasse le pago anch’io e ho il diritto di chiedere il servizio [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: bella...Un finale veloce ma tenero.Like

  • zeroassoluto: Un po' spiazzante... le aspettative di una fine cruenta causata da vendetta [...]

3
6
63

Il buio

05 October 2026

La finestra sul mondo Da qui Da sola Osservo Gente che corre Gente che parla Gente che ride Io resto immobile Attenta Silenziosa Solamente gli occhi si muovono Il resto del mio corpo è fermo Inerme Il vento soffia forte Che voglia urlare? Le chiome degli alberi si piegano al suo volere Resistergli [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
4
90

Diario di una Mangiuomini – 11 Agosto 20XX

04 October 2026

Ah... Caro Diario. Ti sto scrivendo sempre meno... Ma ce l’ho fatta, sai? Sono successe un bel po’ di cose... ora ho un dojo tutto mio. Sono la quinta in classifica e mi sono ufficialmente ritirata dalle battaglie. Judy dice che per il momento è meglio così: unendo le forze impediamo ad altri [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
9
59

L'infermiera (1/2)

04 October 2026

Ormai ne ero assolutamente convinta: qualcuno da diversi giorni mi stava pedinando. Qualcuno molto furbo, capace di celarsi nell’ombra quando rientravo dal turno di notte, o tra la folla durante le passeggiate pomeridiane nelle strade cittadine. Ne avvertivo distintamente la presenza, anche se [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Andrea Castellini: Per Giampaolo: certo che si capisce ma è insolito, anche "un esercito [...]

  • Giampaolo: Andrea, è probabile che tu abbia ragione, ma se è così [...]

5
7
69

Manuale per riccanza

03 October 2026

Ognuno di noi ne ha uno per amico che ci preserva dalla rovina finanziaria: il risparmiatore compulsivo. Il risparmiatore compulsivo non è oculato per bisogno, ma per vocazione; è l’unto del Signore mandato fra gli uomini per insegnare loro l’arte dell’accumulo, al godimento del quale rinuncia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Andrea Castellini: 👍Se i taccagni non fossero mai esistiti credo che a nessuno sarebbe venuto [...]

  • Dax: forte, gli Pandau macché 😂.Like

6
7
122

Quello che non combacia

Una storia sull'insoddisfazione, l'abitudine e le cose che smettiamo di dirci

03 October 2026

Da bambino passavo i pomeriggi ad aspettare mia madre tra le panche di una chiesa di periferia. Non pregavo; passavo il tempo a guardare l'abside e a farmi la mia personale teoria sul mondo. Quella parete era un mosaico di scarti di cantiere, fatto di pietre spaccate a martellina. Tessere storte, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • An Old Luca: Complimenti. Ben scritto. Raffinato ma leggibilissimo.
    Like

  • MaricaR: L'abitudine è nemica di un rapporto vivo. Troppe volte si rinuncia [...]

5
7
35

Daredevil: a Parigi

02 October 2026

Parigi, sabato sera. Due giorni di convegno possono stancare anche Matt Murdock. La sala dell'università, le relazioni, le domande del pubblico, le cene istituzionali. Quando finalmente esce, l'aria della sera gli restituisce una città diversa. Parigi smette di essere un'aula e torna a essere [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Ben scritto!
    La domanda "come si fa a difendere un assassino" [...]

  • Dax: Bello. l'idea che la parola cambia la realtà è accattivante, [...]

4
9
303

Cinquanta palleggi

02 October 2026

"Papà, guardami!". Il padre, in piedi poco distante, stava fissando il telefono mentre strisciava il pollice sullo schermo con insistenza. Il bambino stava palleggiando con entrambe le mani. "Guardami, papà!". L’uomo non si mosse se non per passare il dispositivo sull'altra mano e per picchiettare [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Sono dell'opinione di MaricaR con la differenza che non mi aspettavo accadesse [...]

  • Dax: Povero picvolo.Concordo che sapere perché i genitori erano incollati [...]

12
9
123

Dentro il materasso

La Donna

01 October 2026

Ada aveva imparato che il mondo ha un odore. Non quello del pane caldo o dei tigli d’estate. Il mondo odorava di cemento bagnato, ferro, ascensori chiusi, ospedali, cappotti umidi. Odorava di corpi che si sfiorano senza vedersi. Di paura. La paura, Ada la percepiva prima delle parole. Forse per [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: Chi, mangari un lunedì mattina, svegliandosi, non ha avuto la tentazione [...]

  • Ondine: Un incipit efficace per entrare subito nel cuore del disagio. Nel mondo c'è [...]

3
2
80

Fredda Lama

01 October 2026

Nel silenzio grave di un’alba oscura, si ode il gelo d’un cuore tradito, come vento che frantuma fiori innocenti nel giardino d’un mito. L’ombra del rispetto, tra veli di nebbia, si dissolve nell’ira, e l’eco d’onore si perde nelle spire d’un’alma che sospira. Come stelle cadute in un cielo tradito, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

Torna su