Le diedero un nome fin dal primo giorno, nonostante fosse nata durante il Grande Anno Errato, un periodo in cui, sul pianeta Bioz-4, il tempo era instabile, incerto, sospeso. Il Grande Anno Errato era un vero e proprio “interregno temporale”: in quel tempo stesso non si sapeva più cosa fosse reale e cosa no, e ogni evento poteva essere annullato o reso definitivo.

Su Bioz-4 quell’anno non compariva nel calendario ufficiale. I bambini nati allora vivevano in una sorta di sovrapposizione di stati: in un mondo erano vivi e bellissimi, in un altro non erano mai esistiti, semplici possibilità mai concretizzate.

La spiegazione del cosmo di Bioz-4 si trovava nella Grande Bibbia del Vecchio e Nuovo Testamento. Nel Vecchio Testamento l’uomo era sotto l’impero della fisica del Grande Sacerdote Newtone; nel Nuovo, con la venuta del Salvatore NielsBohre, annunciato dal profeta Einsteinio, tutto cambiava. Gli eventi erano contemporaneamente in essere e nel non-essere. Nessuno sapeva perché, in un mondo e non in un altro, un bambino potenziale diventasse reale. Il tempo sembrava oscillare tra esistenza e non-esistenza fino al 25 dicembre, giorno del Rito, quando uno dei due stati veniva confermato.

Su Bioz-4, la decisione finale spettava al grande rito della Santa Chiesa, celebrato ogni anno il 25 dicembre. Solo allora la nascita era ufficialmente “confermata”. Per questo, di norma, i neonati non ricevevano un nome prima del Rito: nessuna nascita era definitiva, e in alcuni distretti i bambini non venivano nemmeno registrati.

Eppure, quella coppia fece una scelta diversa. Diedero un nome alla loro figlia: Layla. Con orgoglio e ostinazione, decisero che, nonostante il rischio e lo stigma della non-nascita, lei era già la loro figlia.

Il padre di Layla, tenente dell’esercito del sud, non vide mai compiersi il Rito. Morì settimane prima, su un fronte lontano, in una zona di guerra dove il Grande Anno Errato non era che un’astrazione. Il suo corpo non tornò mai a casa; arrivò solo la notifica ufficiale, fredda e irrevocabile.

«La vigilia del Grande Anno Errato è su di noi, cari fedeli. Apriamo i nostri cuori non solo alle benedizioni del Signore, ma anche ai Suoi giudizi.»

Il coro intonò un inno solenne. Il vescovo osservava la sua congregazione con sguardo raggiante. In prima fila, nella grande cattedrale del nord, c’era il corpo della neonata avvolto in un sudario di lino, e sua madre accanto.

Il vescovo capì subito: le avevano già dato un nome. Lo intuì dal modo in cui la madre teneva quell’involucro bianco tra le braccia. 

«Hanno amato questo bambino con ostinazione… quasi con follia,» pensò.

I bambini senza nome, in segno di rispetto per la decisione divina imminente, indossavano solo sacchi di lino semplice, con aperture per braccia e gambe. La madre, invece, era vestita di nero, con un velo scuro a indicare il lutto: il lutto per un uomo morto altrove, in un tempo diverso e alternativo.

«Siamo riuniti qui come un solo corpo,» continuò il vescovo, «ma nelle nostre menti siamo divisi.»

La sua voce risuonava nella cattedrale antica. 

«Alcuni di voi desiderano che il tempo continui come oggi, altri vorrebbero fermarlo, altri ancora cancellare gli errori inflitti a sé stessi e agli altri. Ma noi non conosciamo la volontà di Dio.»

Fece una pausa. 

«Siamo piccole creature nel Suo immenso regno. La nostra vita è un cammino continuo verso di Lui.»

La voce si fece più intensa. 

«Spinti dall’ignoranza, costruiamo torri che possono crollare o restare in piedi. Spinti dalla rabbia, combattiamo guerre che possiamo vincere o perdere. Spinti dall’amore, ci aggrappiamo a ciò che è destinato a diventare solo un ricordo.»

Il coro intonò un altro inno. 

«Preghiamo per il perdono di Dio. Accettiamo il Suo disegno.»

Era consuetudine accendere una candela davanti ai gradini della cattedrale: nera, se si chiedeva a Dio di cancellare l’Anno Errato; bianca, se si desiderava che il tempo rimanesse com’era. La madre, devota della Chiesa, spesso accendeva entrambe.

«È morto,» pensò a suo marito. Lo era già, e lontano da lì. Nessun rito, nessuna oscillazione del tempo poteva riportarlo indietro. Le discussioni sulla fede, le notti passate a chiedersi chi fosse Dio, ora non contavano più. 

«Darei la mia vita perché lui fosse qui… ma non rinuncerei a Layla. Layla deve vivere. Ti prego, Dio. Scelgo Layla.»

Il padre non era un seguace della Chiesa. Come molti uomini del sud, credeva in mondi multipli e linee temporali divergenti. I libri di storia parlavano quasi solo delle guerre tra la Chiesa e gli Eretici, ma un nuovo nemico aveva unito nord e sud. Le vecchie guerre non contavano più.

Un tempo sarebbe stato impensabile, soprattutto in quella cattedrale antica. Eppure, ora un display digitale, incastonato tra le pietre secolari, contava i secondi rimanenti dell’Anno Errato. Stava per finire.

«Dio,» pregò la madre, «ti prego. Lascia che sia Layla.»

La torre cominciò a suonare. Le campane, le stesse da oltre cento anni, riempirono l’aria di un suono limpido e definitivo.

La madre era in piedi nella cattedrale, confusa. Aveva la sensazione di aver lasciato cadere qualcosa dalle braccia, ma non ricordava cosa. Guardò l’uomo accanto a lei: suo marito. Le lacrime gli rigavano il volto. In quel mondo, in quel luogo, lui era vivo. Le gambe cedettero a entrambi. Crollarono, travolti dal peso improvviso dei ricordi di un anno che non era mai esistito.

In un altro luogo, lontano dalla cattedrale e dalle sue campane, gli applausi gioiosi della folla svegliarono Layla. Aprì gli occhi, spalancati. Sbadigliò.

Il tempo aveva scelto. Layla viveva.

Tutti i racconti

9
6
25

Vita e morte di un fiore reciso

Genius - Sfida di scrittura proposta da Luigi Annibaldi - Scegliere il punto di vista della storia

05 November 2026

Ciao. Sono un petalo — o meglio, quel che resta del bellissimo tulipano rosso di cui facevo parte fino a poco fa. Ero in compagnia di altri cinque splendidi petali e tre sepali, tutti di un rosso fuoco vivido. Ora, invece, io, i miei fratelli e il gambo verde ci troviamo spiaccicati sul marciapiede [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
3
10

Le Cronache intonacate del Regno di Minfonia: Gli effetti della Maledizione sul Re (2/4)

Vol 1: Il destino della Reggina Reggella

05 November 2026

Nel frattempo, mentre i Cavalleros cavalcavano fra trappole, trattorie e tratturi, la Reggina si destava nell'ala detestata del Castello Palazziale. All'interno di una istanza dell'alveare, tra alveoli, concubine e concubicoli, vi stava asseggiolata la Reggina su uno strallo di marzipane. «Oibò», [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • MaricaR: Che giramento...no giratesta... no giracollo! va beee, aspettiamo la terza [...]

  • zeroassoluto: Giroglioni di testaccia... merasuoni di pariglia...
    likamente!
    Attendito [...]

4
5
29

Fairy Lights

05 November 2026

Dal calare del sole fino all'alba, nelle notti di luna nuova, nei campi attorno al villaggio compaiono migliaia di lucine danzanti. Elisa sta praticamente trascinando, con la forza dei suoi otto orgogliosi e intrepidi anni, la povera Caterina. — Dai, Cate! Corri! E Caterina, che era già in pigiama [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Il mondo dei bambini è sempre fatato, alimentato dai racvonti dei nonni.
    Fate, [...]

  • Smoki: E cosa sono "maniaci, spacciatori, rapitori..." se non orchi, streghe, [...]

4
3
28

Le Cronache intonacate del Regno di Minfonia: Gli effetti della Maledizione sul Re (1/4)

Vol. 1: La Maledizione

04 November 2026

Poema cavalleresco imbizzarrito e sbizzarrito, dove il suono conta più della correttezza grammaticale e, talvolta, persino del significato. Letture demenziali da taschino per allitterati e illetterati, da leggersi solennemente ad alta voce. Tra Rabelais, Dario Fo e l’Ecologica Spurghi. Erculeo [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • MaricaR: Ti spetta un premio dall'Accademia della Crusca, farò tesoro di [...]

  • zeroassoluto: uè, uè, uè! ... è arrivato l'arrotinolo...
    Aspettiamo [...]

3
4
17

La nave degli uomini perduti (4/4)

04 November 2026

Si svegliò di soprassalto, sudato, spaventato, in lacrime. Si lanciò fuori dal letto, a petto nudo, indossava solo le braghe del pigiama. Calzò le pantofole e, con le lacrime che colavano sul viso offuscandogli la vista, corse sul ponte della nave. Scese la scala che dal castello di comando conduceva [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
4
30

Il Presidente

04 November 2026

Il Presidente venne svegliato dolcemente, con un lieve tocco sulla spalla. «Signor Presidente... Signor Presidente... È ora di svegliarsi.» Il Presidente si svegliò, si stropicciò gli occhi e disse: «Ti rendi conto, Pedro, che potrei farti condannare per alto tradimento?» «Sì, signor Presidente. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Carri armati contro chi protesta: un'idea definitiva, altro che il coprifuoco [...]

  • Rubrus: Fin troppo facile pensare a persone o cose realmente esistenti, perchè [...]

3
2
22

La museruola di zucchero

03 November 2026

Un’onda montante dal buio del mio universo, sgorga di getto come un toro d’acqua, e si…si…si ho fame ti voglio divorare avido di te La museruola da mastino non può nulla e’ di glassa di zucchero ho fame ho fauci che sembrano un sorriso non ti fidare agitati sgomenta non essere mantide voglio [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

3
2
10

La nave degli uomini perduti (3/4)

03 November 2026

L’uomo allora iniziò a parlare un italiano traballante con marcato accento teutonico. Si chiamava Hans Sturz…Storz qualcosa, veniva da Amburgo e si era imbarcato a Kiel. Tacque, forse aspettando un riscontro dall’altra parte del tavolo. Non arrivando risposta, il tedesco si guardò attorno come [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
4
35

Tre problemi, tre soluzioni

03 November 2026

C’era una volta, su di una collina, un piccolo villaggio abitato da creature di ogni tipo. Aveva case di ogni forma, dimensione e colore, e chi vi passava alla ricerca di avventura trovava sempre qualcosa di interessante da fare. Al centro del villaggio c’era una piazza a forma di stella che ospitava [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
2
20

La nave degli uomini perduti (2/4)

02 November 2026

Giorgio era sempre stato un sognatore, un carattere mite ma determinato nelle azioni. Quando decideva di fare una cosa nessuno poteva fermarlo o farlo ragionare, questo specialmente in età giovanile, la sua tranquillità era lo scudo della sua volontà. Le auto erano la sua passione, i motori mondi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
4
39

La terrazza

02 November 2026

Amavo molto le terrazze di sera. Mi ci rifugiavo spesso quando dovevo pensare, perché da lì contemplavo la città illuminata che era per me una continua fonte di ispirazione e di ricordi. Quante luci, quante storie si ammiravano dall’alto. Era incredibile quel brulicare di vicende e di racconti, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
2
21

Il Cantico Dell'Alba D'Ottone

02 November 2026

Fra le zaffate di rose e i marmi silenti, l’amor si cela, maestà di torbide correnti. È la gemma preziosa sulla conchiglia antica, raro soliloquio di luce, propizia e amica. Come vetro increspato in specchi di mercurio, vibra nel petto l’anima in una danza siderale. È il fosforo nascosto in cremisi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

Torna su