Amici lettori di letture da metropolitana oggi vorrei coinvolgervi in 4 minuti di lettura e 5752 caratteri nei quali ho intervistato una band che a breve parteciperà a Correggio (RE) nella terza edizione del "Bounanot Sùnadòr" per tre giorni, dall'8 al 10 Maggio 2026 dove si svolgerà uno straordinario live music Festival che vedrà esibirsi ben 28 band locali in un week end tutta musica e passione, tutta vitalità e groove travolgente e inoltre ci sarà spazio per un mercatino del disco dove migliaia di appassionati potranno trovare vere chicche tra vinili, CD, DVD, rarità da collezione per veri amatori e parte di questo eccezionale programma saranno protagonisti i Fireflies in the Dark formazione new wave con un magic mix tra lo stone rock e l'elettronica e così oggi con un eclettico fuori programma ho proposto, a proposito di mix di fare qualche domanda a Nicola Bertoncelli (CHITARRA, BASSO, TASTIERA E SINT) e Fabio Crippa (CHITARRA ,BASSO) in un dialogo (ecco qui inizia la narrazione in contaminazione dialettale) ner quale uniremo i nostri slang, er mio romanesco soft e il loro in Reggiano sound in una contaminazione emozionale, perché. e già voi voreste sapè perché, n'attimo che mò vè lò dico, ecco io penzo che er dialetto oltre rappresentare er proprio territorio di provenienza, in esso ci sia tanta autentica passione, veracità, mimica e anche una teatralità che rende n'dialogo vivo, romantico e assai emozzionante pertanto amici lettori è così che è andata.

D: Pè rompe er ghiaccio, inizio con Nicola, Nick, dicce n'pò, prima dè salì sur palco cjavete n'gesto scaramantico?

R: Mo’, a dir la verità a n’ho mìa di quèl ed stràn… al màsim a tir un gran respìr, a sistèm la chitara e a digh: “Dai, andèm a divertìres!”, ch'l’è la mèi scaramanzìa.

D: Fabio mò tocca a te, hai inziato a fà musica seria quanno?

R: Seria, seria… mah! A ho sèmper sunê, ma a un cèrt punt a ho capì che l’era mìa un giugh: sará stê quand a ho vèst che la gìnt la s’asculteva sul sèri.

D: Nicola a te la parola,

R: Còsa vōt ch’a t’ dīga? Dai, a n’gh’ho mìa tant da dì… sunèm e basta!

D: Eh! Pure tè, quanno sei stato folgorato dal dio della musica?

R:  A dódas an, quand a ho sentì la racòlta di sìngol di Cure, “Standing on the Beach”… lè a ho decìs che a vliva sunèr pròpi cal gèner ed mùsica.

D: Ancora una domanda per Nicola Nick chi è Borland?

R: A l’ho sèlt in onōr ed Adrian Borland, cantant di The Sound sparì tròp prèst. “The Lion’s Mouth” l’è al lōr dìsch che anc incō a m’emuziòuna, anca dòp quarantasìnch an da quand l’è gnû fōra.

D: Fabio, una domanda seria, prima di esibirvi vè scappa dà ridere?

R: Eh, a vòlti sì! A n’stèm mìa lè sèri cóme di mūr, a ridèm, a scherzèm… e dòpo via, sul palch!

D: Nicola che ne pensi della musica contemporanea che và pè la maggiore?

R: A gh’è ròba bèla e ròba meno… ma l’impurtànt l’è che ognun al fàga quèl ch’al sènt. Basta ch’la sìa vera. A crèd che qualcòsa ed uriginèl e brilant a s’pòsa ancòra truvèr: Fontaines DC, Idles, Just Mustard.

D: Una domanda per tutti e due sulla scena vè capite ar volo cò lo sguardo o altro?

R (Nicola): Sì sì, a s’capìm al vōl, a bàsta n’ucièda.
R (Fabio): Eh, ormài a sèm rudê… a n’gh’è gnànca biśògn ed parlèr.

D: Fabio all "Bounanot Sùnadòr" saranno tre giorni di.....

R: Trī dè ed mùsica, risìdi, amìgh e tànta energìa… insòma, na gran fèsta!

D: Nicola Nick, quanno suoni chi è er tuo angelo custode dietro lè spalle?
R: I mè amìgh, la band… e magari anc quèl ch’m’ha fàt innamurèr dla mùsica.

D: E tè? Fabio chi cjai che tè supporta e tè sostiene l'anima mentre suoni?
R: La gìnt ch’ascolta, i mè cumpàgn ed viàz… e un pò anc la pasiòun ch’a n’la mòla mài.

D: Ancora nà domanda pè entrambi, stò Festival da grande che farà?
R (Nicola): Sperèm ch’al dvènta sèmper più grand e pìn ed gìnt.
R (Fabio): Sicūr, al gh'ha già na bèla ànima… al crescerà bèn!

D: Oh! Mò là stavo pè fà bella!!!...mè stavo pè dimenticà dè Eleonora, daje dite nà cosa carina pè la vostra favolosa cantante e poi cosa ha ispirato er nome der vostro gruppo?

R (Nicola): Ele l’è bravìssima e la gh’ha na vōś ch’la t’arìva drìta al cōr.
R (Fabio): Al nòm l’ha decìs sùbit Eleonora, sènza pensàregh gnànca un àtim… e a n’pudìven mìa catèr ed mèi!

D: Amici musicisti, mettiamo che fate lo stesso sogno n'comune, daje allora dè bello che sognerete?
Per esempio, cò chi fareste nà colossale jam session? In quale locale? Daje nun fate i timidi, esagerate!

R (Nicola): A m’vèd a sunèr in un club icònic ed Lóndra o Berlìn, insèm a Robert Smith, Peter Hook e i Siouxsie and the Banshees… ròba da pèl d’òca!
R (Fabio): Mè invèce in un pòst stòric, magari cun i QOTSA e i Garbage… e la gìnt ch’la cànta cun nuèter fìn a matìna!

D: L'ultima è pè Eleonora "Ele, m'hai perdonato pè avette scambiato pè nà chitarrista Dark?"

R: Ma va là! Bàsta che la pròscima vòlta a n’te m’fàga sunèr la chitara… ch’a stàgh mèi a cantèr!

E così amici lettori delle storie brevi in bus e in metropolitana con un divertente scambio di battute tra me e i componenti di questo fantastico gruppo, salutiamo e ringraziamo i "Fireflies in the dark", per essersi prestati in questo gioco dialettale a sottolineare la loro grande passione musicale e il loro bel senso di appartenenza al territorio quindi ritroveremo Eleonora, Fabio e Nicola tra pochi giorni al "Bounanot Sùnadòr" a Correggio, amici lettori appassionati della buona musica sarà un appuntamento da non mancare e se per caso capitate da quelle parti, buon divertimento, ci rivediamo prossimamente a sorpresa con altre storie artistiche da vivere e da amare.

 

P.S.

Oh! Mè stavo pè scordà…..pè scrive stò pezzo nun è stata utilizzata n'intelligenza artificiale, mè dispiace pè lei e come disse Giggi Zannazzo cò mè la I.A. s'attacca ar caxxo…anche questa è teatralità.

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