Aurora era tutto fuorché quello che a Bernardo piaceva in una donna.

Aveva quell’altezza scomposta che non diventa mai eleganza: gambe lunghissime e ginocchia spigolose come avessero qualcosa da rivendicare. Aveva i capelli neri, lunghi fino alla vita, li lasciava crescere per pigrizia e li raccoglieva in una coda tirata che le scopriva il volto affilato con zigomi taglienti e una bocca troppo larga, sempre sul punto di sorridere di qualcuno. Gli occhi, di un verde quasi giallastro, non avevano niente di dolce: osservavano, catalogavano.

Aveva mani magre, dita nervose, unghie corte. Nessun anello, nessun simbolo di appartenenza. Vestiva di nero non per mistero, ma per praticità. Diceva che il colore distrae dalla sostanza. 

Caratterialmente era una frattura esposta. Ironica fino alla crudeltà, intelligente fino alla manipolazione. Non era gelosa, non chiedeva, non pretendeva: semplicemente sapeva. Sapeva sempre dove colpire. Non aveva bisogno di alzare la voce: bastava una frase detta con quella calma chirurgica per farti sentire nudo.

Bernardo odiava le donne teatrali, complicate, instabili. Aurora era tutto questo, ma senza isteria. Era instabile in modo lucido. E questo lo eccitava

Il loro rapporto non era una relazione, era una combustione.

Si vedevano in un appartamento preso in affitto da lei, al quarto piano di un palazzo anni settanta che odorava di polvere e scale bagnate. Non uscivano quasi mai. Facevano l’amore come se stessero litigando e litigavano come se fosse un preliminare.

Aurora non gli diceva mai “resta”.  Gli diceva: “Tanto torni”.

E lui tornava.

Con lei Bernardo era un uomo diverso: meno controllato, meno brillante. Lei gli smontava le certezze. Gli diceva che era mediocre, che la sua ambizione era solo paura di non essere nessuno. Lo provocava, lo graffiava, gli parlava di altri uomini anche se non esistevano. E lui, che amava sentirsi ammirato, lì si sentiva sfidato. E dipendente.

Era una passione malsana perché nessuno dei due cercava felicità. Cercavano intensità. E l’intensità, come il veleno, funziona meglio a piccole dosi.

Chiara era l’opposto di Aurora.

Non nel senso banale della dolcezza. Chiara non era dolce: era solida. Aveva capelli castani sempre raccolti con ordine, occhi grandi color nocciola, pelle chiara senza trucco e un modo di vestirsi semplice ma impeccabile. 

Era colta, leggeva saggi, citava filosofi senza farlo pesare. Rideva spesso, ma mai per compiacere. Era bella in maniera discreta, quella bellezza che non illumina una stanza, ma resta nella memoria.

Bernardo, a volte, la guardava con un misto di fastidio e gratitudine. La schifava nei momenti in cui lei sembrava capire troppo. La trovava noiosa quando non reagiva alle sue provocazioni. Ma Chiara era il suo centro di gravità.

Lei sapeva dei tradimenti. Da sempre.

Non spiava. Non faceva scenate. Aspettava. Quando lui tornava, magari dopo una notte da Aurora, Chiara lo accoglieva con naturalezza. Gli chiedeva com’era andata la giornata. Gli preparava da mangiare. Gli parlava del libro che stava leggendo.

E in quel gesto c’era il suo potere.

Perché lui tornava.

E nel tornare ammetteva, senza dirlo, che lei era casa. Chiara si sentiva potentissima in quell’istante. Non perché lo subisse, ma perché lo conosceva fino in fondo. E sceglieva di restare.

Il loro rapporto era un equilibrio perverso: lui tradiva per sentirsi vivo, lei restava per sentirsi indispensabile.

Dino lavorava con Bernardo da dieci anni. Basso, tarchiato, con una barba curata maniacalmente e occhiali sottili. Vestiva con gusto eccessivo: giacche colorate, foulard, scarpe lucidissime.

Era brillante, sarcastico, sempre un passo dietro Bernardo professionalmente. Ma emotivamente uno avanti.

Dino era innamorato di lui. Segretamente, ma non troppo.

Non aveva mai dichiarato nulla. Si limitava a esserci. A coprirlo quando arrivava tardi, a giustificare assenze, a osservarlo con uno sguardo che durava mezzo secondo in più del dovuto.

Bernardo lo sapeva. E ci giocava.

A volte gli sfiorava la spalla più del necessario. A volte gli confidava dettagli intimi delle sue relazioni, come per testare quanto dolore potesse sopportare. Dino rideva, faceva battute. Poi tornava a casa e beveva da solo. 

Il loro rapporto era un tango silenzioso: uno conduceva senza assumersene la responsabilità, l’altro seguiva fingendo di non volerlo fare.  

Una mattina Aurora viene trovata morta nel suo appartamento.

Coltellata precisa, nessun segno di effrazione, nessuna colluttazione evidente.

Bernardo dice di non vederla da tre giorni.

Chiara lo accompagna in questura.

Dino offre la sua testimonianza spontaneamente.

Ernesto, vicino di casa di Aurora, dice aver sentito una discussione la sera prima.

Pensionato vedovo, apparentemente invisibile in realtà osservava ogni cosa dal balcone.

L’ispettore interroga tutti e annota tutto. 

 

Bernardo

— Che rapporto aveva con la vittima?
— Nessuno. Una conoscenza.

Suda. Si contraddice sugli orari.

 

Chiara

— Sapeva del tradimento?
— Certo.

— È arrabbiata?
— No. Le cose finiscono da sole.

Sorride. Troppo composta.

 

Dino

— Era geloso?
— Di una donna? Non scherziamo.

Ma le mani tremano.

 

Ernesto

— Ho sentito un uomo urlare. Diceva: “Mi stai rovinando la vita.” 

 

Le analisi rivelano qualcosa di inatteso: sotto le unghie di Aurora non c’è pelle maschile. C’è fibra di lana beige.

Chiara indossava un cappotto di lana beige.

Ma anche Dino aveva un maglione chiaro.

Poi emerge un dettaglio: Aurora era incinta.

Il padre? Bernardo.

Il movente si moltiplica.

Chiara perde il controllo per la prima volta. Dino sparisce per un giorno intero. Bernardo crolla.

Finché l’ispettore scopre che la porta non è stata forzata perché qualcuno aveva le chiavi…

Non è stato Bernardo.

Non è stata Chiara.

Non è stato Dino.

È stato Ernesto.

Il vicino invisibile.

Aurora aveva scoperto che lui spiava tutti, filmava dal balcone. Aveva minacciato di denunciarlo e lui aveva scelto di cancellare il problema.

Ma il vero colpo di scena arriva dopo.

L’ispettore scopre che il video delle telecamere del palazzo è stato cancellato da Chiara.

Non per coprire l’assassino.

Ma per proteggere Bernardo, che quella notte era lì.

Non ha ucciso lui.

Ma voleva farlo.

Aveva portato un coltello.

 

Bernardo

“Non l’ho uccisa. Ma per un secondo l’ho desiderato. E forse questo basta per sentirmi colpevole. Chiara mi guarda ancora come se sapesse tutto. E probabilmente è così”.

 

Chiara

“Io non sono la vittima. Io scelgo. Ho cancellato quel video perché il pensiero che lui potesse essere un assassino mi eccitava quasi quanto mi spaventava. L’ho salvato. Ancora”.

 

Dino

“Avrei voluto fosse morto lui, non lei. È terribile da dire, ma è vero. Essere innamorati di un uomo che ama distruggersi è una lenta forma di suicidio”.

 

Ernesto

“Non volevo farle male. Volevo solo che smettesse di guardarmi come se fossi sporco. Ora nessuno mi guarda più. Ed è peggio”.

 

E alla fine, in questa storia, l’unica innocente era la più pericolosa: la verità.

Tutti i racconti

1
0
7

La Cartolina

Dax
11 July 2026

C'era un tempo in cui nel mio quartiere il passare delle auto era un evento raro. Noi ragazzi potevamo giocare a palla in mezzo alla strada, usando due lattine di Fanta per delimitare la porta. In estate eravamo tutti fuori a divertirci, incuranti del caldo umido. Ci si riuniva al parchetto e, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

7
7
35

Sessismo a tavola

10 July 2026

Dovevi rinunciare a tutto, anche all’autobus nelle giornate di neve e fartela a piedi per andare a lezione, ma dopo un paio di mesi riuscivi a raggranellare 20.000 lire per invitarla in pizzeria; non c’erano dubbi su chi dovesse pagare, anche se lei si fosse presentata all’appuntamento in Chanel [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Maria Merlo: Magnifico. Un grande racconto. Like.

  • Dax: Mi piace assai e condivido le idee, anche se la vedo difficile applicarle con [...]

5
12
44

Sauce Smart Working

Tratto da una storia vera

09 July 2026

"XXX, per favore, mi può dare il numero di codice di..." "No, perchè nun trovo 'o spid". "Ma se le ho dato ieri il numero!". "Sì, ma m'è cascato 'o telefono dent' a pummarola!".

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Virginia Lupo: Sia lodato Gesù Cristo
    Buongiorno gentile signore.
    Che spettacolo [...]

  • Virginia Lupo: questo pensiero é per il signor Walter Fest dopo aver letto il suo commento [...]

3
4
56

Il piangino social

08 July 2026

Sul gruppo Facebook del quartiere comparve un post drammatico: — Amici, ho perso il cellulare. È la mia vita, il mio lavoro: senza di lui non vado avanti. Aiutatemi con una piccola donazione. I primi euro arrivarono subito. Ma un certo Paolo commentò: — Non ti preoccupare, ho un telefono identico [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Maria Merlo: Purtroppo esistono. Bravo interstellar un racconto ben scritto, ironico e realistico.

  • Rubrus: Be', però avrà vita breve. Nel quartiere ormai tutti lo conoscojo. [...]

4
5
36

CONTRASTO

L'anima nell'acqua

07 July 2026

Era una grande gabbia di legno, attraverso le fessure potevo scorgere l'orizzonte fatto di acqua e cielo. I miei piedi appoggiavano su una tavola che dondolava seguendo il movimento del mare. L'acqua, filtrando dai lati, entrava bagnandomi fino alle caviglie. Non mi spaventava poi tanto stare lì [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

8
8
133

Un piano perfetto

06 July 2026

Il piano di Harry era complesso, ma geniale. Aveva lavorato intensamente per quasi tre anni sino ad elaborare un sistema perfetto. La morte di Robert, un uomo ripugnante che non meritava alcuna pietà, sarebbe apparsa a tutti gli effetti un decesso naturale. Nessuno avrebbe mai pensato a un omicidio. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
5
77

Nicoleta

05 July 2026

Fine aprile. Nicoleta, dopo aver trascorso la Pasqua ortodossa a Iasi, era tornata a Centocelle. Le settimane passate in Romania con i due figli minori erano state un riposo forzato. Ore e ore recitando la parte della madre. Il distacco era iniziato tre anni prima, quando nel Regno Unito aveva [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: sembra una scena ormai ricorrente stando alle cronache cittadine, io vedo due [...]

  • zeroassoluto: Un quadretto piuttosto consueto dei giorni nostri, in particolare nelle citta [...]

5
5
64

Evviva gli Americani

Storie di famiglia

04 July 2026

Il fatto che gli Americani avessero preso posto in casa Vannelli, con l'aia piena di calcinacci e la stalla a destra dell'ingresso, aveva portato, se non altro, una ventata di novità in quel periodo di miseria nera che si stava attraversando. Certo le zuppe di fagioli e le patate non bastavano [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
12
57

L'amore ai tempi del DSM

03 July 2026

“Fatela respirare!” furono le concitate parole che accompagnarono il convulso risveglio di Rosa. Aprì gli occhi. Lentamente focalizzò. Dove si trovava? Non conosceva quel posto. Chi erano le persone in circolo attorno a lei? Perché erano vestite da cerimonia? Sbatté le palpebre. Guardò meglio il [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

6
6
55

20/05/2026, volo Brindisi - Torino

Come far passare il tempo

02 July 2026

20/05/2026 Volo Brindisi - Torino Partiti alle 18:50, arrivo alle 20:35... Mi sembra che prima ci metteva meno... che abbiano diminuito la velocità per risparmiare carburante? Quasi due ore... che non passano mai! Sono ancora le 19:50 e mi sono rotto le palle!!! Continuo a guardare l'orologio… [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
4
56

Il gigante 2/2

Un pomeriggio d'estate

02 July 2026

Si interruppe un attimo per prendere il più piccolo dei nipoti, metterlo a sedere sulle sue ginocchia e accarezzargli i capelli. «Tanto, tantissimo tempo fa, dove oggi ci sono le vecchie pietre del nuraghe di Palmavera, viveva un popolo felice. Nessuno conosce il nome dell'uomo che lo guidava, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
3
30

Il gigante 1/2

Un pomeriggio d'estate

01 July 2026

Sotto il cielo di un caldo agosto, i bambini erano seduti sul muretto di confine che separava le due proprietà. A poca distanza, due uomini rientrati dal lavoro sorseggiavano un bicchiere di vino bianco fresco con succose pesche tagliate a pezzi. Sedevano all'ombra di un pergolato da cui pendevano [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Mi intriga assai.Che bella immagine fresca e gioiosa. Like

  • zeroassoluto: Io sono con i due uomini che osservano compiaciuti la loro famiglia.
    Like [...]

Torna su