La mia città sta morendo. Lo capisco dal silenzio tra un rumore e l’altro. Dopo quasi due anni di assedio, Siracusa è stanca. Le mura hanno resistito, le macchine che ho progettato hanno tenuto lontani i Romani più a lungo di quanto chiunque credesse possibile. Ma anche la scienza, che coltivo così intensamente ha dei limiti, e così anche le città.

Sono nel mio cortile. Davanti a me c’è la sabbia.
Non ho bisogno di molto altro.

Sul tavolo ci sono tavolette di cera, compassi, corde annodate per misurare le distanze. Ma la sabbia è più sincera e vera: basta un bastoncino e l’universo mi si squaderna in tutta la sua precisione. Basta uno spazio limitato e posso rappresentare, in rapporti ideali ma matematicamente rigorosi, tutto ciò che accade nel cielo stellato e sulla terra che calpesto.

Traccio un cerchio.

Perfetto.

Mormoro tra me e me:
“Se la sfera e il cilindro hanno questo rapporto… allora il volume deve essere…”.

La guerra? L’unica battaglia che combatto è nel mio intelletto, perché l’universo mi scopra tutti i suoi segreti.

Negli ultimi anni ho costruito catapulte che lanciano massi enormi, macchine che sollevano le navi romane e le rovesciano in mare, sistemi di leve e contrappesi che fanno tremare le torri d’assedio.

I Romani pensano che sia magia.

Io so che sono matematica e fisica volte alla comprensione del mondo.

Quella sera mangio poco. Uno dei miei allievi mi chiede se temo l’assalto finale.
Sorrido.

“Le città cadono. Gli eserciti passano. Ma la verità dei numeri resta… per sempre!”.

Non so ancora che questa sarà la mia ultima notte.
Sono stanco di questa guerra.

 

Mi chiamo Lucio. Sono figlio di contadini dell’Appennino e combatto da anni nelle legioni di Roma. Ma Siracusa è diversa da tutte le altre città.

Non riusciamo ad avvicinarci alle mura. Ogni volta che proviamo, piovono pietre enormi dal cielo. Frecce. Macchine che afferrano le nostre navi e le rovesciano come se fossero giocattoli.

Tutto per colpa di un vecchio.

Archimede.

Sediamo attorno al fuoco nel campo romano. Il vino gira tra le mani dei soldati.

Un veterano dice:

“Ho visto una nave sollevarsi dal mare. Quel vecchio l’ha presa con una macchina e l’ha capovolta”.

Io non l’ho mai visto.

Per me è quasi una leggenda.

Poi passa il centurione tra le tende e ordina:

«Preparatevi. Domani entreremo in città».

Finalmente.

Penso alla paga. Al bottino. Forse alla gloria.

Non so che domani la mia vita cambierà per sempre.

 

Siracusa è stata la città più difficile che io abbia mai affrontato.

Sono Marcus Claudius Marcellus, generale di Roma. Ho conquistato città, vinto battaglie, guidato eserciti. Ma questo assedio dura da troppo tempo.

Il motivo è un solo uomo.

Archimede.

Guardo la mappa nella mia tenda mentre i miei ufficiali aspettano ordini.
Indico un punto sulle mura.

«Entreremo da nord. Vicino alla porta Esapila».

Annuiscono.

Poi li fermo.

«Ricordate una cosa».

Tutti mi guardano.

«Se trovate Archimede, non fategli del male».

Parlo lentamente.

«Portatelo da me vivo».

Un uomo così vale più di mille prigionieri.

Roma non ha bisogno solo di soldati.

Ha bisogno di menti come la sua.

 

Entriamo all’alba.

Le porte cedono. Le mura sono superate. Siracusa è nostra.

Le strade sono piene di urla. Spade che si scontrano. Porte abbattute. Gente che scappa. Corro tra le case con la spada in mano. Polvere, fumo, sangue.
Il cuore batte forte.

Non penso. Agisco.

 

Il rumore della battaglia arriva fino al mio cortile.
Ma è lontano.

Come un’eco.

Davanti a me c’è un problema.

Sto cercando una relazione tra figure geometriche. Traccio una linea. Poi un’altra. Poi un cerchio.

Quasi ci sono.

Quasi.

 

Entro in un cortile.

Mi fermo.

C’è un vecchio seduto per terra.

Sta disegnando nella sabbia.

Per un attimo penso che sia impazzito.

«Alzati!» gli urlo.

Lui solleva appena lo sguardo.

Guarda i miei piedi. L’ombra del mio corpo copre i suoi disegni.

Indica la sabbia.
E dice con calma:

«Non disturbare i miei cerchi».

Non capisco.

La città sta bruciando. Tutti scappano. Tutti gridano.
E lui pensa a dei cerchi.

La tensione mi stringe lo stomaco. Il rumore della battaglia è ovunque.

Alzo la spada.

È solo un attimo.

La lama scende.

 

L’ultimo pensiero che ho non è per la guerra.
È per la soluzione.

Poi tutto diventa silenzio.

 

La notizia mi arriva poco dopo.

«Archimede è morto».

Resto in silenzio.

«Chi è stato?» chiedo.

Nessuno risponde.

Scuoto la testa lentamente.

«Un uomo che avrebbe potuto essere un onore per Roma… è morto per ignoranza».

Ordino che il suo corpo venga cercato.
E che venga sepolto con rispetto.

Sulla sua tomba, mi dicono, c’è il simbolo che amava di più: una sfera inscritta in un cilindro.

 

Non so se il vecchio fosse davvero Archimede.
Ma da quel giorno il suo nome mi segue ovunque.

E a volte mi chiedo cosa stesse cercando di dimostrare, mentre il mondo attorno a lui cadeva.

 

Le città cadono.

Gli eserciti passano.

Ma i numeri restano.

Tutti i racconti

0
0
4

Il dolore di una figlia 1/2

03 June 2026

A volte il mare a Lampedusa non restituisce alla spiaggia solo arbusti e alghe, ma anche resti umani. Gerard lo sa bene, ecco perché sente il suo debole respiro addirittura spezzarsi quando vede, dalla grande vetrata della sua camera, giungere la bufera. Quella sera, al tramonto, osserva con ansia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

0
0
3

Un euro d'onore

03 June 2026

Lo chiamavano John Wayne perché sul motorino (che poi era di suo fratello) aveva la decalcomania di un cowboy impegnato in un rodeo. Soprattutto, lo chiamavano così perché lui, Davide, John Wayne non lo poteva soffrire. Diventammo amici quando, a scuola, il preside ebbe l'idea di proporre un regolamento [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
37

Facciamo finta che...

02 June 2026

Le luci al neon del Venom disegnano riflessi irregolari sul bicchiere, mentre Saffron lo rigira pigramente tra le mani. Poi lo posa sul bancone con un colpo secco, più deciso di quanto intendesse. Il barista si volta, richiamato dal suono, e le lancia uno sguardo interrogativo. La matricola è alla [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
2
27

Il ditale d'oro

02 June 2026

È notte. Fuori c’è una bufera di neve che dura già da tempo. A terra, la coltre bianca sembra molto profonda. Alberi e vegetazione fitta. Null’altro. Ma dove mi trovo? Perché sono qui? Dentro è tutto freddo. La luce è andata via. Solo due candelabri emanano una luce fioca nell’enorme salone di [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

1
1
45

Poesie

01 June 2026

Credemmo essere noi predestinati unici e invincibili facciamo i conti oggi con quel vissuto questo presente e un solo domani certo. 1983 Ci saremmo iniettati in vena dosi di calore sintetico illudendoci avrebbero quel gelo potuto alleviare che a noi era intrinseco. Lisergica [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

11
9
56

La zia Elvira

01 June 2026

In ogni famiglia esiste, più o meno, un parente folcloristico, un personaggio pronto a comparire solo nelle feste comandate — Natale e Pasqua — per poi sparire nel nulla per tutto il resto dell’anno, compleanni compresi. La nostra era la zia Elvira: zitella per vocazione, devota alla tragedia, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Asbe: La zia Elvira è stata la figura della guardiana della memoria familiare: [...]

  • BennyArum: Adoro questi racconti della memoria. Cedo abbiamo avuto tutti una zia Elvira, [...]

3
4
114

Playlist di noi. Parlarsi per davvero.

31 May 2026

È proprio questo il bello di volersi bene: sapere che esiste qualcuno a cui puoi dire tutto, senza filtri né paure. Qualcuno che non smarrisce mai la strada che porta al tuo cuore, perché quel cuore lo conosce, lo custodisce, lo sceglie ogni giorno. Lui mi spettina senza chiedere permesso, mi toglie [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Riccardo: felici di rilleggerti 💥

  • Dax: volersi bene svevo capito volete bene a sé stessi....like

1
2
29

IRIDE, la messaggera di Era

Non solo Hermes era il fautore della buona novella

31 May 2026

Nella mitologia, Iride era la messaggera degli dèi e agiva come un ponte tra l’Olimpo e la Terra. Veniva rappresentata con ali d’oro e vesti dai mille colori che, muovendosi velocemente nel cielo, lasciavano dietro di sé la scia luminosa che noi chiamiamo arcobaleno. Il Mito e la Comunicazione [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
3
33

Nives ed Ignis

30 May 2026

Nives: Tu lo illudi. Ignis: E tu invece fai di meglio? Guarda come è ridotto adesso: sta bene? Nives: Almeno non finisce con l’alimentare un sentimento ingiusto. Io passerò, ma quello che lascio è costruttivo, non distruttivo. Ignis: Ingiusto dici, eh? E prendersi colpe che non si hanno invece [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
5
23

Lungo la riva

30 May 2026

Ho udito il respiro del mare nelle notti senza sonno. Nel pallore esangue della luna inutili stelle vagano in cerca di ombre dove poter brillare la loro lontana morte. Ho visto l’onda, triste, quasi disfatta e liquida morire sulla sabbia piena di conchiglie. Rotolano i loro gusci vuoti, pieni di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
8
28

Anuptafobia

29 May 2026

Ho l'abitudine di ascoltare le conversazioni degli estranei. Lo faccio semplicemente perché da un dialogo, dai gesti di una persona, dal suo modo di esprimersi o dal suo tono di voce, può nascere l'idea per una commedia, un racconto o una poesia. Ieri, mentre ero seduto tranquillo sul pullman che [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Rubrus: Difficile non formulare lo stesso pensiero della donna. Stando a quanto l'uomo [...]

  • Gennarino: Rubrus: Gentile amico, htazie per aver letto e commentato. Infatti, vede tutto [...]

3
5
114

il sabato mattina di una bambina degli anni settanta

Quanti di voi così?

29 May 2026

Ecco, era arrivato ancora una volta: il sabato. Per tanti bambini era il giorno più amato e atteso, il primo del fine settimana che permetteva di stare un po' più a letto, fare una bella colazione e guardare i cartoni animati in televisione, restando magari tutto il giorno in pigiama. Da bambina [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lo Scrittore: ahi ahi cosa mi hai fatto ricordare. una trafila che ho percorso per molto [...]

  • BennyArum: Caro Scrittore, te hai sbloccato il ricordo dei baci! ;)

Torna su