Se cerchi un vicolo malfamato a New Orleans dove grattarti la rogna in santa pace e imbarcare scarafaggi nelle mutande devi raggiungere la Holy Cross School, voltare per Crescent Street, trovare un lurido buco per piazzare il tuo cartone e stravaccarti a terra.

 

Quando tutto è cominciato ero lì, con Jerry La Mucca e Isabel che russava come un trombone stonato. Jerry aveva raccolto da un bidone l'ala di pollo che succhiava con la voracità di un piranha. Io davo fondo a una bottiglia di vino abbandonata sul marciapiede dalla baby gang capitanata da Franky Gosto, frequentatore abituale dei riformatori di tutta la regione nonostante avesse solo diciassette anni.

 

Alle nove di sera di un banale giorno di Novembre il signor McAllister prendeva a calci una lattina sventrata di conserva.

 

"Che cazzo!" Continuava a ripetere.

 

Quando la lattina rotolò verso il mio cartone i nostri sguardi si incrociarono. Jerry intanto gli sorrise con i pochi denti che ancora aveva in quella bocca da cadavere unta da una patina d'olio. Si infilò un paio d’occhiali con una sola lente crepata e lo fissò inebetito.

 

"Buongiorno signore. Bel vestito. E la spilla... mi prenda un colpo, è quella ufficiale dei New Orleans Saints!"

 

Lo sconosciuto sprofondato nel suo pastrano proseguì per la sua strada non prima di aver mandato a farsi fottere il mio amico, mentre La Mucca non smetteva di blaterare parole che nessuno ascoltava.

 

"Mi saluti il grande Tyler, il miglior quarterback della Louisiana!"

 

McAllister voltò l'angolo e sparì.

 

Lo rividi un paio di settimane più tardi. Aveva le scarpe nuove che cigolavano come una catena arrugginita appesa a un chiodo e La Mucca non perse l'occasione per adularlo.

 

"Oh... lei ha un profumo delizioso signore, degno di una maison francese di altissimo rango."

 

Jerry invece puzzava di carne imputridita come i bidoni in cui cercava ogni sorta di avanzi.

 

McAllister ben si guardò dell'avvicinarsi più di tanto. Che ci facesse in quell'angolo di mondo schifoso e miserabile soltanto il Padre Eterno potevo saperlo. Estrasse una busta dalla tasca del pastrano che lanciò in direzione di La Mucca, poi sparì di nuovo dietro al solito angolo senza spiaccicare una sillaba.

 

"Mi venga un colpo!"

 

Jerry sputacchiò sui palmi delle sue mani che sfregò tra loro per non sporcare due candidi biglietti contenuti nella busta. Estrasse dalla tasca la lente crepata che si ficcò sul naso e aguzzò la vista.

 

"Porca maiala! Due bigliettoni per l'incontro con i Buccaneers! San Rocco ha benedetto la mia povera anima oltre misura, sia lodato il suo nome per l’eternità!"

 

Isabel che si era avvicinata curiosa come sempre carpì la busta dalle mani di Jerry con la velocità di un cobra fiondato sulla preda. Con gesto altrettanto rapido cacciò il maltolto tra le sue chiappe e le mutande slabbrate che a stento gli coprivano l’enorme culo. Jerry strabuzzò gli occhi mentre minacciava la vecchia alzando i pugni.

 

"Brutta vecchiaccia. Fulmini e saette riducano in cenere il tuo cervello bislacco e malato. Ridammi subito la busta o pregherò San Rocco di ridurre in poltiglia le tue flosce membra in un solo batter d’occhio!”

 

Per tutta risposta Isabel ruttò in faccia al mio amico la Budweiser tracannata poco prima e, voltandogli il culo, tornò a sedere sul suo cartone.

 

Consigliai al mio amico di calmarsi e tornare all’attacco quando la donna, qualche ora dopo, si sarebbe addormentata.

 

Jerry sorrise soddisfatto, raccolse un mozzicone gettato a terra da un passante e lo annusò con gli occhi chiusi. Si riempì le narici con l’odore liberato dalla cenere incatramata come stesse sniffando CHANEL n°5 e sogghignò: avrebbe agito con il favore delle tenebre.

 

Quella notte però Isabel non cedette a Morfeo prima che Jerry, vinto dalle emozioni, calasse pesantemente le palpebre per sprofondare in un sonno profondo.

 

McAllister riapparve ancora due settimane dopo, attento a non confondere i pelucchi del suo Moncler con i pidocchi di tutta la compagnia. Puntò il dito verso Jerry e il sottoscritto. Il tono della voce ricordava quello dell’arcigno sergente Foley quando rompeva i coglioni al povero Zack.

 

“Sarà un caso ma da quando mi sono perso in questi vicoli merdosi i Saints non perdono un cazzo di colpo e Tyler macina mete inarrestabile come un bisonte impazzito. Domenica ospitiamo i Buccaneers. Avete due poltroncine prenotate su cui posare le vostre fortunate chiappette e il presidente non vede l’ora di scaricare quintali di cacca sui nostri avversari. Provate a darmi buca e in questo angolino di Bywater potrebbe capitare di tutto. Intesi?”

 

Jerry non aveva ancora recuperato i biglietti sempre incollati al sederone di Isabel. Così gli suggerii di portarci lei al posto mio: non sarebbe più stato necessario sfilare dalle sue mutande gli agognati cartoncini e con lei avrebbe composto una coppia perfetta.

 

Per Isabel quell’invito rappresentava una convocazione al ballo di corte e La Mucca, per l’occasione, diventava il suo principe azzurro.

 

La strana coppia recuperò dai cassonetti di raccolta d’abiti usati quel che avrebbero indossato la domenica successiva. Il giaccone rimediato da Jerry era verde pistacchio, con uno squarcio sotto l’ascella e la fodera interna strappata in più punti, ma una volta infilato sulle spalle si faticava a notare tutte quelle magagne. Isabel optò per un cappotto marrone leggermente sdrucito che le arrivava alle caviglie. Non era proprio della taglia giusta ma secondo Jerry sfiorava addirittura la lussuria.

 

E arrivò il gran giorno.

 

Il presidente sedeva alle spalle di Jerry e Isabel certo della fortuna che i due avrebbero procurato ai sui giocatori. Oltre agli amuleti in carne e ossa aveva portato con sé un calzino di Drew Brees, vecchia gloria della squadra e stringeva in mano una paletta di plastica con cui Sean Payton aveva sciolto lo zucchero del caffè prima di firmare il contratto con i Saints e scrivere una pagina memorabile per tutto il team.

 

Ma la sorte quel giorno fu sorte maledetta. Proprio Tyler, sullo zero a zero, perse una palla come un brocco appena sbarcato dalla parrocchia di Uptown. Il colpo subito a freddo risultò decisivo e i Buccaneers strariparono.

 

McAllister non si vide più. Jerry e Isabel tornarono a farsi dispetti per mezzo hot dog raccolto da un cestino o una stringa sfilata a un anonimo scarpone. Io accettai un lavoretto che la banda di Franky Gosto mi aveva proposto: vedetta di quartiere e custode di qualche ferro vecchio che non sparava da una vita.

 

Ah, dimenticavo. Mi piace il Jazz e ho cambiato postazione per arroccarmi nei pressi di un locale aperto tutte le notti, lunedì compreso. Ascolto la musica attenuata sdraiato sulle sponde dell’Outfall Canals mentre le nutrie che lo attraversano provocano onde silenziose, illuminate dai raggi della luna. E la luna qui in Louisiana, sembra ancora più grande di una grancassa, un’enorme sorella luna, un orecchio smisurato attento ad ascoltare jazz e una preghiera che sale discreta verso il cielo.

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