Bortolo era un elefante con una passione per il verso, tanto che si esprimeva con cadenza poetica anche nella vita quotidiana. Era un elefante letterato. Viveva in un giardino reale, pieno di alberi da frutto che spandevano il loro profumo nell’aria, e ogni giorno si chiedeva se esistessero elefanti capaci di ridere… e scoprì di sì guardandosi allo specchio.

Il re Teobaldo III, invece, era convinto che, sotto il suo scettro, il suo regno fosse perfettamente armonioso.

Così, per dimostrare a tutti — e forse anche a sé stesso — che governava un regno prospero e armonioso, decise di visitarlo. Si era messo in testa che avrebbe esplorato ogni angolo del suo regno, Teobaldolandia, in auto, con il suo elefante letterato che gli avrebbe spiegato, in versi poetici, gli usi e i costumi dei suoi sudditi.

Chiamò il capo delle guardie e ordinò:

«Che sia approntata l’auto regale nel più breve tempo possibile! Non voglio guardie: andremo solo io e l’elefante».

«Maestà, lei non è mai uscito dal castello, se non qualche volta negli orti reali…».

«Ho cambiato idea! Oggi finalmente vedrò il mio regno e i miei sudditi. Nessuna guardia al mio seguito!»

«Va bene, Sua Maestà, sarà fatto».

Fu preparata l’auto, ma era una vecchia carrozza malandata: non era mai stata sistemata, perché le casse dello Stato erano vuote e non si poteva comprarne una nuova. Il re salì, inserì la marcia e… la carrozza fece uno scatto all’indietro.

«Bortolo, aiutami!» gridò il re.

Il pachiderma, con la sua proboscide morbida e curiosa, provò a spiegargli la frizione:

«O Maestà, udite il mio dire cortese:

la frizione non è tappeto incantato,

che lieve vi porti per l’aere sospeso.

Convien dunque operar con gesto misurato,

così si guida e con tocco ben dosato».

Armeggiò la frizione con la proboscide che, nonostante fosse imponente, maneggiava con la precisione di un bisturi. Il re, come sempre distratto, saltò comunque dentro l’auto, premette la frizione e partì.

Bortolo ritrasse la proboscide, urlando:

«Rovina d’ingranaggi e ferro,

disastro ormai è compiuto,

e senza ritorno alcuno».

La carrozza si fermò davanti al ponte levatoio del castello, e il pachiderma salì: l’auto si abbassò e le sospensioni scricchiolarono, ma resistettero. Il re, felice come una Pasqua, disse:
«Visto? La mia mano sul volante è arte pura!»

E Bortolo pensò:

«Arte pura? No, Maestà,

qui non v’è alcuna grazia;

ma solo gran pasticcio

e guida maldestra;

eppure questa giornata,

così strana e audace,

nella memoria resta».

La carrozza, tra mille problemi, riuscì a uscire dal cortile reale e giungere sulla strada principale. La gente guardava sorpresa.

Arrivarono nel quartiere dei fabbri: si sentivano colpi di martello sul metallo.

Re Teobaldo III si alzò in piedi:

«Senti? Questo è il suono di un regno felice e produttivo!»

Un fabbro lavorava lentamente e con fatica. Bortolo osservò e disse:

«Fatican, o Maestà,

ben chiaro si comprende;

sul volto stanco grava

il peso del lavoro.

Se il ferro spesso cede

e facile si rompe,

più dura è la fatica,

e più scarso il lor tesoro».

Il fabbro, senza fermarsi, disse:

«Il ferro è di scarsa qualità. Si rompe spesso».

Il re applaudì:

«Vedi quanto lavorano? È positivo».

Bortolo tacque.

Andarono nella zona del mercato, piena di voci e rumori.

Il re disse:

«Gridate! Le buone offerte devono sentirsi».

Bortolo chiese a un mercante:

«Da dove vegnan queste vostre mele,

che a prezzo vil qui offrite senza posa?»

Il mercante esitò:

«Da lontano».

«E perché mai sì poco le vendete?».

«Perché non riusciamo a venderle a un prezzo giusto».

Bortolo allora disse:

«Se il prezzo scende

e il guadagno vien meno,

non v’è vera ricchezza,

ma più grande pena!»

Il re intervenne:

«Prezzi bassi, ottimo! La gente è contenta».

Bortolo tornò in silenzio.

Si diressero ai campi, dai contadini.

Il re disse:

«Qui si lavora poco».

Bortolo toccò la terra e disse:

«Questa terra, o sire,

è arsa e ormai spenta;

non dona alcun frutto,

né vita al buon seme».

Il contadino rispose:

«Non piove da mesi. I canali sono rotti».

Il re:

«Nessuno me lo ha detto».

Bortolo esitò, poi disse — rompendo il verso:

«Se nessuno parla, non significa che vada tutto bene».

Si stupì egli stesso di non aver messo in versi le sue parole: lo sdegno era troppo grande. Il re rimase, per la prima volta, in silenzio.

Nel quartiere degli scribi c’era silenzio.

Il re disse:

«Qui almeno è tutto ordinato».

Uno scriba diede una pergamena a Bortolo:

«Non possiamo parlare liberamente, ma possiamo scrivere».

Bortolo lesse e disse:

«Maestà, udite queste parole amare:

le casse son vuote e il regno langue;

gli attrezzi cedono, i campi son aridi,

e il vero tace… mentre il falso impera».

Il re gridò:

«Chi ha scritto questo?»

Lo scriba rispose:

«Tutti noi scribi, Maestà».

«Beh… direi che abbiamo visto abbastanza…».

Il re cercò di sorridere, ma il sorriso si incrinò.

Ripresero la via del castello.

Un messaggero si avvicinò:

«Maestà, il ponte è crollato».

«Non è possibile».

«Era vecchio. Non c’erano fondi per ripararlo».

«E adesso?»

«Il grano non arriverà in città».

Il re si sedette. A lungo non disse nulla.

Poi, in un sussurro:

«Bortolo… era tutto evidente, vero?».

Bortolo rispose lentamente:

«Era dinanzi agli occhi, chiaro e palese,

ma velato era dal vostro non ascoltare».

Il re si tolse la corona.

«Pensavo che governare significasse parlare».

Bortolo lo guardò e disse:

«Governar non è voce

che impone e che comanda;

ma orecchio sempre attento

e cuore che comprende.

Chi ascolta il vero,

benché sia duro e aspro,

sol allora apprende».

Il re rimase in silenzio.

I giorni seguenti non furono facili.

Non bastò una decisione, né una promessa.

Il re convocò fabbri, mercanti, contadini e scribi.

Ascoltò lamentele, errori, bisogni.

Fece riparare i canali, rinforzare il ponte, migliorare gli attrezzi.

Non tutto cambiò subito.

Ma qualcosa, lentamente, iniziò a mutare.

E un giorno, passando tra i campi, vide i primi germogli.

Bortolo, accanto a lui, sorrise e disse:

«Non nasce in un sol giorno

la sorte buona e lieta;

né il mondo rifiorisce

in breve tempo solo.

Ma chi con mente ascolta

e poi con senno agisce

trasforma il regno…

e il proprio intento!»

Il re annuì.

E da quel giorno, in Teobaldolandia, accadde una cosa nuova:
prima si ascoltava, poi si parlava, e solo dopo si decideva.

Tutti i racconti

2
1
14

La tessitrice di nodi

29 July 2026

C'era una volta una giovane donna che viveva in una valle dove tutti avevano nodi ai piedi e passavano la vita a cercare di liberarsi. Era il regno dei Fili invisibili, perché questi nodi c'erano ma erano tessuti con un filato invisibile all'occhio umano. Ognuno, chi più chi meno, doveva ingegnarsi [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

1
1
9

Una promessa a un Border Collie (4/4)

Una promessa fatta sul divano a un Border Collie che aveva già deciso di perdonarmi.

29 July 2026

Parte IV – Fine Quando arrivammo a casa, Briciola si era già ripresa abbastanza. Non era ancora la Border Collie instancabile di sempre, ma il peggio sembrava davvero passato. Naturalmente Gabriella capì immediatamente che qualcosa non quadrava. Mi guardò. Guardò Briciola. Poi tornò a guardare [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

30
9
250

La Cosa

Una piacevole passeggiata romana turbata da remote rimembranze

29 July 2026

«Allora ricordo che, in quei giorni, ci avevo proprio preso una fissa.» «Ehm...» riprese, sputacchiando il catarro da alcolista. «Una fissazione per la cosa di una dama.» Diede un tiro voluttuoso al sigaro e continuò: «Anche se c'è qualche altro simpatico appellativo che risuona poetico, noi napoletani [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Ondine: 😅 Gustoso siparietto. Si fanno due risate anche un po' impettite.

  • zeroassoluto: "Me la dai, me la dai, me la dai la tua pansè"...
    Era [...]

4
3
25

Errore di memoria

28 July 2026

Ogni marito sposato da almeno dieci anni vive in un sistema operativo instabile, dove ogni tanto compaiono interrogazioni a sorpresa. Arrivano senza preavviso. «Ti ricordi il nome di quel ristorante?» «Come si chiamava il figlio della vicina?» «Quanto abbiamo pagato il divano?» Non sono domande. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
1
13

Una promessa a un Border Collie (3/4)

Cento metri possono sembrare infiniti quando hai paura di perdere chi ami.

28 July 2026

Parte III Briciola si fermò. Mi guardò. E si sdraiò lentamente per terra. Ricordo ancora oggi quello sguardo. Fu una delle tre o quattro volte in tutta la mia vita in cui provai il terrore vero. Quello che ti svuota lo stomaco. Respirava con enorme fatica. La lingua era completamente fuori e, ogni [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
6
29

Tenevo in attesa questo racconto…

… da due anni, ovvero quanto manca al Premio Chinotto.

28 July 2026

Anno 3015 Buongiorno, mi chiamo “nome dell’antica Grecia tu voglia” o ”nome di qualsiasi astro”. Sono la tua nuova intelligenza artificiale. Sono compresa con il computer e la nuova stampante 3D collegata. Non sono più solo in grado di creare foto e video in modo completamente artificiale partendo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
5
51

Picco glicemico

27 July 2026

Mettiamo che una mattina ti alzi e tutto quello che di solito non ti piace, ti disturba, ti infastidisce, sia sparito, anzi si presenti come lo avresti voluto da sempre. La cosa ti può far felice, ovvio, anzi ti fa felice, ma non ti insospettisce un poco? Stamattina mi sono alzato e non avvertivo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
3
22

Una promessa a un Border Collie (2/4)

Quando l'orgoglio prende il comando, anche un bosco può trasformarsi in un deserto.

27 July 2026

Parte II Ecco... questa parte non l'ho mai raccontata a Gabriella. Credo però di poterlo fare adesso. Sono passati esattamente quattordici anni da quel giorno e immagino che, a questo punto, il reato sia andato in prescrizione. Almeno lo spero. I due cani avevano iniziato a guardarmi con quell'espressione [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Walter Fest: Aquilarandagia75 buongiorno e piacere di averti come compagno/a di uscita odierna.

  • Aquilarandagia75: grazie a tutti per il like, grazie Walter anche per me è un piacere!

3
7
41

È tutto vero

Perché quando si scherza bisogna essere seri

27 July 2026

Era una tranquilla domenica di Aprile, anzi no di Ferragosto che suona meglio ed ero seduto sulla tazza del wc per fare la pòpò che però non mi scappava e intanto la mia mente rimuginava, allora presi un fumetto quello di Alan Ford e del gruppo T.N.T. ma voi amici di LDM lo conoscete? Vabbè facciamola [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Walter Fest: Sono le 20:17 e tutto va male, intorno a noi ormai è una baraonda, il [...]

  • Rubrus: Non sono un appassionato di fumetti, ma Alan Ford lo conosco.
    Non so come [...]

2
4
28

Una promessa a un Border Collie (1/4)

Una passeggiata nel bosco di Manziana, due cani meravigliosi e un umano convinto di conoscere ogni sentiero.

26 July 2026

Ogni tanto è piacevole tornare indietro, riavviare la memoria e ricordare momenti in cui, anche se solo per poche ore e quasi di nascosto, si è stati, se non proprio felici, almeno sereni. Quel giorno lo ricordo benissimo. Era piena estate, faceva un caldo da spaccare le pietre. Briciola aveva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

15
24
356

Password n° 2047

Domotica prossima ventura

26 July 2026

Non cambi la password da troppo tempo: aggiornala. 2.11.1969 Nella password ci devono essere delle lettere. 2 novembre 1969 È imprudente usare come password la propria data di nascita o quella dei propri cari. Creane una che non sia facilmente decrittabile e che non sia a te strettamente collegata. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: Ma sarebbe stata una password troppo lunga.

  • Verguiliana: racconto divertentissimo e di grande attulita. vengo da una esperienza terrificante [...]

5
6
58

Un funerale non funereo

26 July 2026

ADOLFO Un funerale non funereo, in contrada Macchia, a Forlì del Sannio, per un uomo aperto e amante della vita. Il luogo, ai bordi del crinale della collina, ventilato e con l'aria sempre fresca, gli ha sempre fatto compagnia; e lui qui ha vissuto in perfetta sintonia. Amava essere al centro [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

Torna su