Il cancello del palazzo era aperto. Bussarono alla porta dell’anziana e aprì una donna, con l’accento dell’est Europa. Quando i due fratelli le chiesero di parlare con Nonna Agnese, lessero sul suo viso un’espressione perplessa. Comunque li introdusse nella stanza della signora. Nonna Agnese era seduta su una poltrona di vimini con un plaid colorato sulle gambe. Nella sua camicia da notte bianca e con i radi capelli dello stesso colore sembrava un fantasma, ma appena vide gli ospiti si animò: “Agostino, bello di nonna, finalmente sei venuto a farmi visita. Chi è questa bella piccirella, la tua fidanzata? E quando vi sposate così vi faccio un bel regalo”. Ai due fratelli bastò questa frase per capire che il tentativo era miseramente fallito. Le consegnarono i biscotti che avevano portato, non la contraddissero per non turbarla, salutarono e si avviarono rassegnati alla porta. La badante li accompagnò e nel salutarli disse che il figlio della signora si era da poco trasferito a Napoli in una casa lì vicino, se avessero bisogno di qualcosa avrebbero potuto rivolgersi a lui.  

In soggiorno mentre Aurora giocava con i biscottini a forma di lettere dell’alfabeto che le aveva regalato la zia, componeva parole, poi ne mangiava prima le vocali poi le consonanti, Aurelio e Agata animati da nuove speranze discutevano su come procedere nella ricerca di notizie su Agostino. Avevano l’indirizzo e il telefono dei suoi genitori. Li avevano conosciuti molti anni prima, probabilmente non si sarebbero ricordati di loro, quindi  decisero di contattarli con una telefonata. Rispose il padre. Aurelio, con fare disinvolto, si presentò. Come avevano previsto il signor Aloja aveva solo un vago ricordo di lui e di Agata. La madre che assisteva alla telefonata, ricordava di quelle volte che era stata a casa sua per studiare: “Mia sorella, dopo molti anni nei quali ha vissuto in America è tornata a stare in Italia, io le sto organizzando una festa di benvenuto con tutti i vecchi amici, ma ho perso il recapito di Agostino".

Ci furono alcuni momenti di silenzio che Aloja impiegò probabilmente per formulare la giusta risposta: “Sono spiacente ma non vi posso aiutare, so che Agostino è impegnato fuori dall’Italia per lavoro: Anche noi aspettiamo che chiami lui. Comunque se mi lasciate il vostro numero di telefono, quando chiamerà io riferirò”.   
I due investigatori principianti furono delusi dall’esito della telefonata, ma non si diedero per vinti e, dopo un giro di telefonate tra gli amici, finalmente ottennero il numero di telefono di casa e anche il nome della moglie di Agostino da Assunta Acampora, compagna di classe di Agata.   

Senza indugi Aurelio compose il numero e, dopo molti squilli, una voce di donna rispose:

  • “pronto, chi è?”
  • “Buongiorno, parlo con la signora Angela?”
  • “Sono io, chi è al telefono?”
  • “Buongiorno sono un amico di Agostino è ….”

Aurelio non riuscì a completare la frase, fu interrotto da Angela che molto alterata gli disse: “Ho capito chi siete veramente! Andate a farvi fottere, io non lo so dove sta mio marito, non chiamate più!” e riattaccò.

La telefonata era in viva voce, i due fratelli restarono allibiti, era inutile dirsi che quella comunicazione metteva fine alla loro ricerca.

Per consolarsi, senza fare più nessun commento si recarono in pizzeria con il resto della famiglia. Aurora ne fu molto contenta.

Trascorse circa un mese, Agata aveva ripreso la sua vecchia cattedra al liceo linguistico Riccardo Bertani che aveva prima della lunga trasferta negli U.S.A. Al termine delle lezioni raggiunse la metropolitana per tornare a casa. In attesa dell’arrivo del treno, accese il suo e.reader per continuare a leggere “L’ultimo libro di Alessandro Perissinotto”. 

“Stai leggendo la guerra dei Traversa? l’ho letto, è molto bello, vuoi sapere come finisce?” Sorpresa, nel vedere il suo interlocutore, le cadde il kindle da mano. 

“Agostino, sei tu?” balbettò dopo un attimo di smarrimento. 

“Ho saputo che mi cercavi” rispose lui con calma. 

Senza altre parole si abbracciarono e si tennero stretti. Agata aveva del suo compagno ancora l’immagine di un ragazzo, ma quello davanti a lei era un uomo maturo con la barba curata, dai profondi occhi azzurri e un sorriso con una punta di tristezza. 

“Ma cosa hai fatto? Come mai sei sparito?"

“Sarebbe lungo e complicato spiegare. Ti ho cercato per salutarti, perché mi dovrò allontanare dall’Italia per un po’ e prima di andare desideravo rivedere il grande amore della mia vita”.

“Non scherzare, tra noi c’è stata solo una grossa intesa, ci siamo voluti bene come amici forse come fratelli”.

“Il più grande rammarico della mia vita è stato quello di non aver fatto tutto il possibile per farti innamorare di me”.

“Forse sarebbe bastato non nascondere i tuoi sentimenti”.

Arrivò il treno, Agata chiese se voleva accompagnarla a casa, ma Agostino disse che non poteva, forse un’altra volta. Aggiunse che si sarebbe fatto risentire lui. Prima di lasciarsi si baciarono come due amanti. Ad entrambi si riempirono gli occhi di lacrime. Agata avvertì come una fitta al centro dello stomaco, mentre il treno la portava via e lui restava immobile sulla banchina. 

Trascorse circa un mese, Agata al termine delle lezioni, riaccendendo il telefono trovò un messaggio di Assunta: “Se vuoi ancora notizie di Agostino Aloja guarda il telegiornale”.

Quando arrivò a casa del fratello stavano sparecchiando la tavola, Anita le disse che aveva conservato un piatto di pasta al forno anche per lei. Agata ringraziò frettolosa e, rivolgendosi al fratello, gli riferì del messaggio di Assunta e gli chiese di accendere il televisore per vedere un telegiornale. 

Sul finire, prima delle notizie sportive, il giornalista in studio lesse la notizia: “Arrestato al passo del Brennero al confine con l’Austria, il ricercato Agostino Aloja. Il latitante, a bordo di una utilitaria, con documenti falsi, cercava di sfuggire alla polizia. L’Aloja era ricercato per una rapina ad un portavalori, per autofinanziare il suo gruppo anarchico”, gli altri complici sono stati già catturati. 

Aurora capì che c’era qualcosa che turbava gli adulti e non chiese alla zia se le avesse portato una sorpresa come spesso faceva. Un po’ delusa e triste per i genitori, anche se non ne capiva il motivo, si ritirò nella sua stanzetta.

Aurelio, preso dallo sconcerto, si lasciò cadere sul divano: “Altro che dramma della gelosia, qui si gioca a far male”.

Agata non riuscì a dire niente, pensò che l’incontro in metropolitana voleva essere un addio a lei e al ragazzo dolce che era stato.

 

 

NdA:  Riccardo Bertani (Campegine 1930–2017), era un contadino che da autodidatta arrivò a conoscere e tradurre oltre 100 lingue e dialetti, pur non essendosi mai allontanato troppo da casa. Ovviamente un Liceo a lui dedicato non esiste ancora.

Tutti i racconti

1
1
20

Il linguaggio delle pentole

06 October 2026

Alzatasi all’alba, Maria ha sfacchinato tutta la mattina per preparare un’enorme teglia di lasagne, con la sfoglia tirata ancora a mano. Eccole lì, profumate e invitanti, pronte a sfamare le quindici persone che compongono la sua numerosa famiglia, generi e nipotini compresi. Ha sempre avuto una [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

1
2
20

Bruno

06 October 2026

Sono le due di notte, Bruno è sul balcone di casa in cerca di fresco. Davanti ha un piccolo spazio con una manciata di alberi mezzi bruciati, quelli del posto lo chiamano parco. Alla sua sinistra una sequenza di palazzine popolari. Bruno è un settantenne ex operaio telefonico, pensionato da poco, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    il racconto è di così piacevole lettura che vorremmo [...]

  • Rubrus: Ritratto di un microcosmo e di pensionato annoiato. Piaciuto. Ovviamente rimane [...]

2
4
98

L'infermiera (2/2)

05 October 2026

I due agenti mi guardarono con chiaro risentimento, ma probabilmente avevano intuito quale terribile paura avessi provato, così evitarono di farmi la tipica ramanzina che meritavo per averli disturbati inutilmente. D'altronde, pensavo, le tasse le pago anch’io e ho il diritto di chiedere il servizio [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dario Mazzolini: Un racconto di forte impatto emotivo, capace di ribaltare la tensione iniziale [...]

  • MaricaR: Ciao Giampaolo, onestamente ho letto con più emozione la prima parte. [...]

1
1
57

Il buio

05 October 2026

La finestra sul mondo Da qui Da sola Osservo Gente che corre Gente che parla Gente che ride Io resto immobile Attenta Silenziosa Solamente gli occhi si muovono Il resto del mio corpo è fermo Inerme Il vento soffia forte Che voglia urlare? Le chiome degli alberi si piegano al suo volere Resistergli [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
4
90

Diario di una Mangiuomini – 11 Agosto 20XX

04 October 2026

Ah... Caro Diario. Ti sto scrivendo sempre meno... Ma ce l’ho fatta, sai? Sono successe un bel po’ di cose... ora ho un dojo tutto mio. Sono la quinta in classifica e mi sono ufficialmente ritirata dalle battaglie. Judy dice che per il momento è meglio così: unendo le forze impediamo ad altri [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
9
58

L'infermiera (1/2)

04 October 2026

Ormai ne ero assolutamente convinta: qualcuno da diversi giorni mi stava pedinando. Qualcuno molto furbo, capace di celarsi nell’ombra quando rientravo dal turno di notte, o tra la folla durante le passeggiate pomeridiane nelle strade cittadine. Ne avvertivo distintamente la presenza, anche se [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Andrea Castellini: Per Giampaolo: certo che si capisce ma è insolito, anche "un esercito [...]

  • Giampaolo: Andrea, è probabile che tu abbia ragione, ma se è così [...]

5
7
69

Manuale per riccanza

03 October 2026

Ognuno di noi ne ha uno per amico che ci preserva dalla rovina finanziaria: il risparmiatore compulsivo. Il risparmiatore compulsivo non è oculato per bisogno, ma per vocazione; è l’unto del Signore mandato fra gli uomini per insegnare loro l’arte dell’accumulo, al godimento del quale rinuncia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Andrea Castellini: 👍Se i taccagni non fossero mai esistiti credo che a nessuno sarebbe venuto [...]

  • Dax: forte, gli Pandau macché 😂.Like

5
7
121

Quello che non combacia

Una storia sull'insoddisfazione, l'abitudine e le cose che smettiamo di dirci

03 October 2026

Da bambino passavo i pomeriggi ad aspettare mia madre tra le panche di una chiesa di periferia. Non pregavo; passavo il tempo a guardare l'abside e a farmi la mia personale teoria sul mondo. Quella parete era un mosaico di scarti di cantiere, fatto di pietre spaccate a martellina. Tessere storte, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • An Old Luca: Complimenti. Ben scritto. Raffinato ma leggibilissimo.
    Like

  • MaricaR: L'abitudine è nemica di un rapporto vivo. Troppe volte si rinuncia [...]

5
7
35

Daredevil: a Parigi

02 October 2026

Parigi, sabato sera. Due giorni di convegno possono stancare anche Matt Murdock. La sala dell'università, le relazioni, le domande del pubblico, le cene istituzionali. Quando finalmente esce, l'aria della sera gli restituisce una città diversa. Parigi smette di essere un'aula e torna a essere [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Ben scritto!
    La domanda "come si fa a difendere un assassino" [...]

  • Dax: Bello. l'idea che la parola cambia la realtà è accattivante, [...]

4
9
303

Cinquanta palleggi

02 October 2026

"Papà, guardami!". Il padre, in piedi poco distante, stava fissando il telefono mentre strisciava il pollice sullo schermo con insistenza. Il bambino stava palleggiando con entrambe le mani. "Guardami, papà!". L’uomo non si mosse se non per passare il dispositivo sull'altra mano e per picchiettare [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Sono dell'opinione di MaricaR con la differenza che non mi aspettavo accadesse [...]

  • Dax: Povero picvolo.Concordo che sapere perché i genitori erano incollati [...]

12
9
120

Dentro il materasso

La Donna

01 October 2026

Ada aveva imparato che il mondo ha un odore. Non quello del pane caldo o dei tigli d’estate. Il mondo odorava di cemento bagnato, ferro, ascensori chiusi, ospedali, cappotti umidi. Odorava di corpi che si sfiorano senza vedersi. Di paura. La paura, Ada la percepiva prima delle parole. Forse per [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: Chi, mangari un lunedì mattina, svegliandosi, non ha avuto la tentazione [...]

  • Ondine: Un incipit efficace per entrare subito nel cuore del disagio. Nel mondo c'è [...]

3
2
79

Fredda Lama

01 October 2026

Nel silenzio grave di un’alba oscura, si ode il gelo d’un cuore tradito, come vento che frantuma fiori innocenti nel giardino d’un mito. L’ombra del rispetto, tra veli di nebbia, si dissolve nell’ira, e l’eco d’onore si perde nelle spire d’un’alma che sospira. Come stelle cadute in un cielo tradito, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

Torna su