Era una grande gabbia di legno, attraverso le fessure potevo scorgere l'orizzonte fatto di acqua e cielo. I miei piedi appoggiavano su una tavola che dondolava seguendo il movimento del mare. L'acqua, filtrando dai lati, entrava bagnandomi fino alle caviglie. Non mi spaventava poi tanto stare lì dentro: ormai conoscevo bene il mio piccolo posticino. Da gabbia qual era, nel tempo si era trasformato nel mio rifugio.

L'uomo, che sedeva nella piccola barca collegata alla gabbia da una corda spessa, guardava avanti a sé. Aveva il corpo e il volto coperti da un mantello con cappuccio nero, non dando modo di vederne le fattezze. Conoscevo bene il volto di quell'uomo misterioso e nascosto e non mi interessava vederlo, né guardarlo negli occhi. Riuscivo a sufficienza a percepire la sua costante presenza, da voler evitare di proposito, un contatto diretto. Non avevo bisogno di vedere più di quello che già aveva visto.

La paura, l'angoscia e il terrore mi avevano accompagnata da sempre; lui era la rappresentazione di tutte quelle emozioni che avrei voluto radunare come oggetti e buttarli giù, nelle profondità del mare sul quale navigavamo. La corda, spessa e vecchia, era annodata a uno dei legni alla base della struttura e raggiungeva la barca ancorandosi a un gancio esterno. Era tesa come il mio stato d'animo, teso e rigido come una corda di violino suonata dal vento. Gli spifferi che si creavano tra i legni incastrati a formare una rete fitta emettevano leggeri suoni che, in qualche modo, tenevano compagnia alla mia solitudine. Presi in mano un pezzetto di legno che si era staccato dalla struttura: era diventato la mia penna con il quale incidevo la tavola ai miei piedi per passare tempo e sentirmi meno sola. Se l'uomo se ne fosse accorto, avrebbe sicuramente trovato il modo di farmelo sparire. Lo strinsi a me come un'arma unica e rara, l'unico appiglio al mio mondo interiore.

La parola che sul legno compariva più chiara e nitida era: “LIBERTÀ”.

Bagnata costantemente dall'acqua che le passava sopra per poi scivolare via, aveva un'aria vissuta e lontana, forse l'incisione più vecchia tra le tante. Quel concetto stava prendendo piede anche dentro di me: come un piccolo architetto dondolante sulla sua impalcatura, lavorava meticolosamente la dura pietra in cui si era trasformato il mio cuore, con uno scalpello.

Sentivo il contrasto dentro di me, come le onde di quel mare che crescevano, crescevano, per poi infrangersi l'una contro l'altra. Ogni onda era una parte della mia vita e, mentre la testa andava, i pensieri si animavano, si muovevano, si allungavano, fino a tornare alla calma piatta e ricominciare il gioco. L'acqua: l'elemento che rappresenta l'emotività, l'andare a fondo, il voler cercare e scoprire. In quel momento mi sentivo attraversata dall'acqua. Un giorno era un fiume, un momento dopo un lago, poi uno stagno e ancora un mare; un mare in tempesta, sì, ma allo stesso tempo un mare amico che ti accompagna e ti trasporta verso la riva, verso la strada giusta, verso il cammino. Era strano, perché l'acqua era l'elemento che più avevo sempre temuto. Temevo la sua profondità, il suo essere enigmatico, come una donna che ti rapisce nascondendo la sua bellezza dietro un velo.

La vedi, è lì, ma mai abbastanza da poterla identificare, catturare, farla tua. Lei sfugge, non è manipolabile, non la si controlla, va… e nel suo andare ti porta con sé, chiedendo solo un po' di fiducia. L'affidarsi. È una sensazione che raramente si riesce a provare, ma quando la senti dentro… allora sì che ti senti bene, ti senti a casa, ti senti completa. Sai che puoi fidarti e allora, forse, riesci anche ad affidarti. Eppure, in quel momento, mi sembrava di parlare di uno stato interiore così lontano, come un uomo che viene esiliato, confinato oltre ogni confine. E spesso l'esilio avveniva proprio nel bel mezzo del mare, su un'isola lontana da tutti, ma cullata dalle emozioni.

I pesci, dai mille colori, passavano sotto la tavola di legno per poi comparire con un guizzo dalle increspature delle onde. Sorridevo a quelle visioni semplici ma piene di vita, e sospiravo in attesa di poter prendere il volo insieme ai miei amici marini. All'improvviso arrivò uno strattone dalla barchetta dell'uomo incappucciato. Cercai di reggermi ai lati della gabbia per non cadere. Mi incupii, spegnendomi nuovamente. L'uomo inclinò leggermente il volto indietro, nella mia direzione, mostrando un ghigno da dietro il cappuccio. Mi sentii percuotere il petto da un rullo di tamburi che rinnovava la mia permanenza in quella gabbia acquatica.

Tutti i racconti

5
10
36

Pedicure

… un giorno lontano in autobus…

21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Per prima cosa like, like like.
    La scoperta che non siamo tutti cattivi [...]

  • Ondine: Dax: no non lo sapeva nessuno che fosse un poeta. Dopo la sua morte - succede- [...]

2
9
23

Gabriel

21 August 2026

Uno sguardo di troppo Un incontro forzato Uno sparo nel buio Una giusta condanna Gabriel do Santos anni 25 brasiliano, bianco, capelli biondi, pelle ambrata e corpo da efebo. Gesti gentili, ma occhi freddi e determinati. Ora era in piedi reggendo sulle mani il kit di vestiario che l’Istituto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: LS/ZA oh, ci sta che uno riesca a uccidere rapidamente due persone in quel [...]

  • Rubrus: PS: piaciuto.

6
10
53

La donna volante

20 August 2026

Volava, volava, volava. Le bastava chiudere gli occhi, anche solo per un istante, e in quel buio lei poteva scorgere le nuvole, tutte intorno a sé. E mille giochi di luce le danzavano intorno, quando i raggi del sole si insinuavano in quel manto candido e soffice. Non importava chi ci fosse [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
13
42

Che fare?

20 August 2026

Che condizione strana. Più mi fai felice più sono spaventato. E tu sei come me: sei spaventata. Come faremo a sapere come si concluderà tutto questo? Ci distruggeremo a vicenda, oppure ci salveremo l'un l'altro? Nel frattempo, però, che male. Quanto mi pesava il petto, sapendo che stavo costruendo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Leobiagi: ciao Mary. Non sono sicuro che non soffrire mai nella propria vita possa essere [...]

  • Mary: Magari esseri di luce, non so...comunque anche essere innamorati della sofferenza [...]

4
4
41

SOGNO ALCHEMICO

19 August 2026

Nigredo Era calata una notte scura senza luna. Lui stava percorrendo il sentiero nel bosco con l'istinto di un animale selvatico. Il maestro gli aveva appoggiato la mano sulla fronte ed era rimasto in silenzio ad occhi chiusi a pregare. Alla luce di una candela gli aveva indicato la porta e lo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: carino....ma c'è un continuo?Like

  • zeroassoluto: Mi piace capire, like!.. da wikipedia:
    Magnum Opus (alchimia) - Wikipedia [...]

6
9
51

Zia Evelina

19 August 2026

Pomeriggio inoltrato di metà luglio. Squilla il telefono. «Pronto?» «Buongiorno, lei è il signor Gustavo Fiorito?» «Sì, sono io.» «La chiamo dallo studio del notaio Velasco. Dovrebbe venire venerdì prossimo alle 18 per comunicazioni riguardo alla signora Evelina Santorelli, deceduta un mese fa.» [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Ognuno ha il diritto di vivere come vuole: basta non far male a nessuno. PEr [...]

  • Riccardo: molto molto dolce! Un plauso ad Evelina, donna che non si è piegata [...]

7
7
58

Finché non verifichi

Anatomia di un'attesa

18 August 2026

La luce del frigorifero si accende. Fuori è buio. Resti con lo sportello spalancato senza prendere niente. Una bottiglia d’acqua, mezzo limone e un contenitore sigillato con la pellicola. Lo sposti di un centimetro. Richiudi. Sul tavolo il telefono si illumina. Lo raggiungi pensando sia lei. Non [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Ondine: Hai descritto perfettamente l'attesa di un amore perfetto distante e idealizzato [...]

  • zeroassoluto: Amore malato lontano dagli occhi, a senso unico.
    Amore sbagliato di chi [...]

5
10
41

I tempi della mia infanzia

Quando la famiglia e la comunicazione erano valori inestimabili

18 August 2026

Bei tempi quelli della mia infanzia: un mondo sospeso tra semplicità e calore umano, un’epoca in cui il senso di appartenenza al nucleo familiare e alla comunità era il vero tessuto connettivo della vita quotidiana. Ricordo come tutto ruotasse attorno all’amore genuino, al rispetto reciproco e [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Tempi passati purtroppo. Allora di giocava in cortile con tutti i ragazzini [...]

  • Gennarino: zeroassoluto: Grazie per aver letto e commentato. Buona serata.

3
4
39

Diario di una Mangiuomini – 17 Luglio 2XXX

17 August 2026

Caro Diario, sono un po’ di giorni che non ti scrivo. Sono stata... via. Ma finalmente ho raggiunto l’undicesima posizione! Certo quel mezz’uomo e mezzo piccione mi ha quasi messo alle strette con tutto quel... guano... Bleah. Mi si era pure appiccicato tra i capelli... Una delle battaglie più [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Le bambine devono essere addestrate al combattimento dalla nascita.
    Like

  • Anderwritten: Grazie a tutti del feedback!

    Rispondendo a Paolo: Più che "votata" [...]

6
7
51

Senza la logica della volpe

17 August 2026

Stamattina, appena alzata, ho subito realizzato che il piede sinistro non mi doleva più, dopo mesi di tormenti. Inoltre mi sono sentita piena di energia, un fatto estremamente raro per me. Ho cominciato addirittura a rassettare la casa, ancor prima di far colazione. Fatti oggettivamente mai registrati [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Carino ma ora?Senz'anima cosa farà la protagonista?Like

  • Rosa rosa: Grazie a tutti. Scrivo di getto in seguito ad un pensiero o lavorando su qualcosa [...]

2
1
63

Ballata De Baia Domizia

16 August 2026

Ballata De Baia Domizia Sulla spiaggia de Baia Domizia, osservo il mare: è calmo, nun dice bugie. Respira piano, come un vecchio blues. Accarezzato dalle ali dei gabbiani porta con se una nuova voce mentre Il vento passa leggero e si porta via questa vita mia. Questa sorte brucia dentro l’animo [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
5
46

IL PARADOSSO DEL 12° SEGNO. LA BILANCIA, IL SEGNO CHE NON ESISTEVA NONOSTANTE THEMIS

Primo di tre contributi dedicati alla nascita del segno zodiacale della Bilancia

16 August 2026

Come fa il segno dell'equilibrio e della giustizia a essere un'invenzione artificiale e tardiva? Per capire la Bilancia dobbiamo scavare nel tempo prima del tempo, quando l'universo era governato dai Titani. Themis (Temi) non è una divinità olimpica comune: è figlia di Urano (il Cielo) e Gaia [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su