La seduta del consiglio comunale prevista per le ore 16 del 25 settembre era in pieno svolgimento. Erano arrivati, dopo tre ore di dibattiti, a una situazione di stallo. Il sindaco e i suoi assessori erano fermi su una linea di condotta, mentre l’opposizione ribadiva la sua contrarietà alla proposta dell’assessore della maggioranza. Il punto dove si erano impantanati era proprio questa proposta. Dopo aver discusso il bilancio della stagione estiva che, per il piccolo borgo montano, non era stato soddisfacente, c’era stata la proposta. Da quel momento le due fazioni si erano scatenate. Una serie infinita di interventi per cercare di convincere la parte avversa della bontà di quella idea. In sostanza si trattava di autorizzare gli artisti che volessero offrire la loro arte per abbellire le pareti squallide del piccolo borgo. Muri grigi e tristi che di certo non attiravano i turisti. Il sindaco insisteva nella sua linea di condotta.

«Vi rendete conto di cosa significhi questa idea: un flusso di persone magari attirato dalla novità, dalla curiosità. Sarebbe un incremento delle presenze straniere sul nostro territorio.»

«Forse, caro sindaco, sei tu che non afferri il concetto. Siamo un paese molto piccolo, siamo appena sopra la soglia dei mille e cinquecento abitanti. Invece di pensare alla pittura, cerchiamo di risolvere i problemi che abbiamo insoluti. Non posso immaginare le mura esterne di casa mia con degli scarabocchi sopra. Una vera oscenità.»

«Ha ragione, ribadì un altro esponente dell’opposizione, non vedo proprio l’utilità di sporcare i muri per delle baggianate, e poi non sono certo una novità, sembra che siano di moda questi cosiddetti “murales” e non se ne possa fare più a meno. Stanno invadendo i nostri paesi e città, però, non mi risulta che, dove li hanno messi, abbiano avuto dei benefici tali da giustificare il tuo entusiasmo.»

«Che stai dicendo! Si vede che sei rimasto indietro. Alcuni paesi sono diventati famosi in tutto il mondo, ce ne sono di storici, in Sardegna, in molti paesi sia sul mare che in montagna. In Abruzzo, per esempio, ad Aielli un paese di alta montagna, addirittura hanno scritto l’intero romanzo di Ignazio Silone su un muro del paese. Persino Napoli ne è piena, perché noi non possiamo fare altrettanto. Avete visto questa sera il bilancio della nostra estate, quasi fallimentare. Abbiamo offerto poche cose ai turisti; se si sparge la voce rischiamo di essere del tutto dimenticati dal circuito delle vacanze.»

«E tu vorresti allettare i visitatori con dei disegni sui muri, non ti sembra una cosa inutile, se ce ne sono di storici e bellissimi come dici, perché dovrebbero venire da noi che non abbiamo nemmeno tanto spazio dove poter dipingere qualcosa. Sono muri di pietra, anneriti dal tempo, dalle intemperie e dal fumo dei camini d’inverno.»

Il batti e ribatti continuava senza venire a capo di niente. Alla fine dovettero ammettere lo status quo e sospendere la seduta. Era tardi e tutti avevano voglia di tornare a casa. Rimasero ognuno con le proprie idee. Fuori la sala del comune il buio era sceso silenzioso e l’ombra della torre illuminata dalla luna incombeva sul paese.

Rientrato a casa, il sindaco, un cinquantenne ingegnere eletto con un buon scarto di voti nella lista civica, era convinto di quell’idea; l’aveva sposata in pieno e si dannava per portarla a termine. La famiglia gli era vicino, specie la moglie, una ex attivista di sinistra, che in passato aveva più volte sfidato le autorità per affermare le sue idee.

«Allora caro, com’è andata la riunione?»

«Lascia perdere ti prego, non ho mai visto il tuo amico Liberato così cocciuto, ha ostacolato il progetto fin da subito e insiste con una serie di argomentazioni fasulle e superate, sembra che non voglia accettare il progresso. Siamo un piccolo borgo di montagna, ma non per questo non possiamo aspirare a migliorare la nostra situazione.»

«Scusami Mauro, perché continui a chiamarlo mio amico, lo sai che ormai ho smesso con quelle pazzie di gioventù, ero un tipo ribelle e Liberato era un compagno di lotta, punto. Tu piuttosto sei sicuro e convinto che questa strana idea dei murales sia una scelta vincente, non è che sta diventando una specie di braccio di ferro con l’opposizione?»

«Ma no, cosa dici! Stasera abbiamo discusso anche del bilancio di fine estate, e la situazione non è proprio rosea. Gli incassi sono stati miseri e il comune si dibatte in mille problemi. Ci vogliono soldi per completare i lavori in sospeso. Abbiamo la strada che porta al Santuario di santa Cecilia, ancora chiusa dalla frana dell’inverno scorso. Il tetto della scuola fa acqua e alcune aule sono chiuse, quelle attive sono in surplus di scolari. Speravamo di incassare qualcosa in questa stagione con il flusso dei turisti e invece non c’è stato nessun incremento, anzi le presenze sono diminuite. Non so più cosa inventarmi per riempire un po’ le nostre casse, purtroppo noi da soli non ce la possiamo fare. Dobbiamo inventarci qualcosa. Tu hai qualche idea da proporre, sono aperto a ogni soluzione.»

Nel dire le ultime parole sorrise abbracciando la moglie; si sedettero per la cena, ma gli animi erano in pieno sconforto.

Il mattino dopo davanti alla scuola Eli ed Enzo s'incontrano prima dell'ingresso per parlare un po' su quanto succede. 

 «Ciao Eli, sei arrivata presto questa mattina»

«Sì, mi sono svegliata presto e piuttosto che stare a sentire le lagne dei miei su quei benedetti murales, ho preferito scendere in bicicletta. Ero sicura di trovarti, anche tu scendi presto.»

«Hai ragione anche a casa mia non si fa altro che parlare di questa idea dei murales, io non sarei del tutto contrario, almeno un po’ di vivacità e di colore in quei vicoli oscuri del paese non guasterebbe. Non sono sicuro però dei benefici che questa idea dovrebbe produrre, ci sono troppe incognite.» 

«Mio padre, invece, ci crede fermamente. È convinto di poter attirare turisti con questa novità.»

«Ho dato un’occhiata sul Web e devo dire che ce ne sono per tutti i gusti, dalla pop- art, a quelli di protesta, quelli religiosi e anche sulle tradizioni del paese ospitante. Noi cosa potremmo mettere per differenziarci?»

«Non lo so, Enzo, al momento non ho idea, so solo che a casa mi stanno stancando con le chiacchiere. Si spremessero le meningi invece di tormentarmi. Dai andiamo, vedo che sono arrivati gli altri, entriamo e speriamo che ai prof non venga in mente di propinarci qualcosa che abbia a che fare con questa storia.»

I due ragazzi, si unirono agli altri per entrare nelle aule del liceo del capoluogo, dedicato a Dante Alighieri. Lì confluivano tutti i giovani dei vari paesi limitrofi, dai borghi più grandi a quelli più piccoli del circondario. 

Tutti i racconti

0
0
3

La foresta

17 July 2026

L’oasi era quasi vuota. Qualche auto nel parcheggio sterrato, una bicicletta appoggiata vicino alla staccionata e un cartello della LIPU mezzo scolorito dal sole e dalla pioggia. Di quelli che cercano di spiegarti quali uccelli potresti vedere, anche se poi, alla fine, non ne riconosci quasi mai [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

0
0
2

Murales 1/3

17 July 2026

La seduta del consiglio comunale prevista per le ore 16 del 25 settembre era in pieno svolgimento. Erano arrivati, dopo tre ore di dibattiti, a una situazione di stallo. Il sindaco e i suoi assessori erano fermi su una linea di condotta, mentre l’opposizione ribadiva la sua contrarietà alla proposta [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
3
14

Notte Che Divora

Poesia D'amore

16 July 2026

L’alba cela nel suo grembo scuro raggi di sole che filtrano rancori. Stanco è il mio sorriso senza sale, e assaporo colori che scrivono fuochi a cancellare ogni stella esaudita. La battigia, confessore fedele, raccoglie ancora le mie speranze senza veli che nascondono lacrime. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Walter Fest: Ciao Laura, ci sei per il premio o
    chinotto?🏆

  • Miu: C'è un verso, in questa poesia, che vale da solo tutto il resto: [...]

6
6
21

Sala preoperatoria

Un mondo tra parentesi

16 July 2026

Nell'ultimo anno per tre volte mi sono ritrovata come paziente in tre diverse sale preoperatorie. Ė un mondo a parte. Ė un regno dove si gioca con regole diverse. Il personale che ti accompagna fino al varco ti saluta sulla soglia. Non la oltrepassa con te: lì non sono ammessi. Il tuo corpo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Gì: Grazie per i vostri commenti; è un breve racconto autobiografico. Un [...]

  • zeroassoluto: Condivido tutto e un grazie a tutti gli operatori sanitari e alla loro empatia... [...]

5
10
36

Il genio di Platone e il paradosso della vita moderna

I pensieri che fanno riflettere e ragionare

15 July 2026

Il genio di Platone da sempre insegna la vita. E tra tante cose da lui dette e scritte, amo sempre ricordare questo illuminante pensiero: "Ciò che mi sorprende di più dell'umanità è che ci annoiamo della nostra infanzia per poi desiderare di essere di nuovo bambini, perdiamo la nostra salute per [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Gennarino: Walter Fest: grazie per aver letto e commentato. Non so se oarteciperò [...]

  • Gennarino: Maria Merlo: Carissima buona serata e buona scrittura.

4
3
33

Stev' aspettann' a me

La mia famiglia attraverso Maria

15 July 2026

For 'a porta da casa 'e mamma mia, sporca, scurdata e senza luce, 'a Madunnella steve aspettann' a me... «Sta appicciata 'a Madonna?» Sent' ancora 'a voce 'e mamma mia quann' ascenn' da casa ce spiava: «Sta appicciata 'a Madonna?» E da sta casa, che c'ha visto e' nascere e crescere, addò pe ogni [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
3
64

Il bar di Renato

14 July 2026

Il bar di Renato era un bar di periferia molto frequentato. Renato, un omone amante della birra, accoglieva musicisti e cantanti di strada. Innamorato della musica di qualunque genere, invitava ogni sera qualcuno a esibirsi; dopo aver offerto loro una buona birra d'addio, accompagnava alla porta [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Il Sax!
    Altro che Nicole: il protagonista è il SAX!
    Brava Mary❤

  • Dax: mi spiace per Renato ma Nicole, se lo amava, doveva tornare. Like

3
4
28

Al crocevia del se

14 July 2026

Mi fermo per un caffè al crocevia del se - se fossi se avessi rivolto il saluto la stessa vita inquieta sorridendo vagabondo - l' inconnu passe, viaggiatore della mia sera, felicità perfetta, una chimera forse l' avrei offerta al mare, a chi piu' non ritorna. Viandanti vanno in forma di memoria, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

5
5
51

STORIA DI TOPO MUS (2/2)

13 July 2026

I tunnel scorrevano come viscere illuminate da neon guasti. Sopra sentiva i passi metallici dei droni, le sirene, le voci sintetiche: “Soggetto localizzato. Recupero autorizzato.” Mus saltava tra tubi, cavi, pozzetti e vecchi mosaici sepolti. Ogni tanto vedeva frammenti de città antica incastonati [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
8
41

Un giorno nella vita...

13 July 2026

Il turbinio di emozioni che mi travolse, offuscò decisamente la mia capacità di giudizio. La naturale compostezza del mio carattere, talvolta scambiata per freddezza, fu messa duramente alla prova. Alla fine cedetti e mi ritrovai ad abbracciare, quasi senza ritegno, alcuni tifosi, provando ad intonare [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

7
5
26

STORIA DI TOPO MUS (1/2)

12 July 2026

Roma, quando cala la notte, le strade spesso se svuotano pe’ davvero, la città nun dorme: se trasforma. I sampietrini diventano costellazioni di pietre stellari, i lampioni sembrano soli artificiali, e i tombini… ah, li tombini diventano porte pe’ magici mondi che l’occhio umano manco sospetta. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
5
74

Senza Sal

12 July 2026

“Sal è morto”. “Chi?”. “Quel ragazzone che voleva fare l'americano. ”Ah, l'idiota". “Porta rispetto, giusto prima che partisse per le vacanze avevamo concordato che avrebbe dato una mano in officina al suo ritorno, ma così va la vita". “Vita di merda, beviamo qualcosa di fresco, mi sembra di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su