Terminate le lezioni, i giovani si dispersero nella piazza in cui stazionavano i vari autobus che li avrebbero condotti ai rispettivi paesi. Elisa e Vincenzo rimasero in attesa di altri compagni del loro stesso borgo. Il loro autobus sarebbe partito fra venti minuti. Nell’attesa erano seduti ai tavolini del bar, e alla fine la conversazione si concentrò proprio sull’argomento diventato un tormentone.

«Ragazzi, anche voi siete coinvolti in questa storia? Uffa però!» Cinzia, una delle ragazze del gruppo, era davvero irritata. «Non potremmo parlare d’altro? Di musica per esempio. Io vorrei andare al concerto di fine estate organizzato dalla parrocchia di San Michele. Non è una cosa grandiosa, ma è pur sempre un concerto. Verranno dei gruppi niente male, faranno una cover di Lucio Dalla. Li conosco e sono molto bravi, del resto ci dobbiamo accontentare: i big della musica non verrebbero mai a esibirsi nei piccoli borghi come i nostri.» 

«Sì, li conosco anch’io,» Elisa fu pronta a rispondere, «Sì, sono molto bravi e poi canteranno il repertorio di Lucio. Davvero una bella idea, peccato non sia venuta al nostro bravo parroco. Non credo che gli piaccia la musica moderna, lui è rimasto anni indietro, non farebbe mai una cosa del genere. Ci toccherà andare là se vogliamo sentirli.»

Ci fu un attimo di silenzio, tutti stavano pensando a come fare per andare a quel concerto; servivano diverse macchine per portare quelli decisi a partecipare. Tornare a tarda notte in paese senza mezzi di trasporto era impensabile. Elisa, la figlia diciottenne del sindaco, appena patentata, non era sicura che il padre le avrebbe permesso di prendere la macchina. Anche Vincenzo, il suo amico, si trovava nella stessa condizione. Si guardarono in faccia senza parlare, dividevano lo stesso deludente problema.

Fu in quel momento di frustrazione che qualcosa si mosse nel cervello di Elisa, un pensiero improvviso, una frazione di secondo nella quale vide formarsi un’immagine molto nitida nella mente. Non disse nulla, ascoltò gli altri che facevano progetti su come ovviare alle necessità attuali. Nel frattempo il bus era arrivato e pronto a partire per il paese. Salirono tutti e durante il percorso non ci fu molto movimento, ognuno rimuginava i propri pensieri. Elisa cercò di riprendere quell’immagine che si era affacciata nella sua mente e di elaborarla per trovare tracce di fattibilità e realizzazione della stessa. Quando l’autobus si fermò al centro della piazza, lei aveva concluso i ragionamenti e scese dal mezzo sorridendo, nel pieno di un impeto di allegria.

Lei e la madre pranzarono da sole, il padre era trattenuto al comune per impegni. Non fece parola con la mamma, aspettava la cena per esporre il progetto che aveva elaborato. A suo giudizio, era davvero formidabile. Era certa che sarebbe stato approvato dal padre sindaco e anche dall'opposizione: era troppo innovativo e perfetto. Quasi a cena ultimata, prima che il padre andasse a chiudersi nel suo studio, Elisa gli rivolse la parola.

«Scusa papà, prima che tu vada, posso chiederti a che punto siete con la questione dei murales?»

«Ti prego Eli, anche tu adesso, sono giorni che discutiamo senza arrivare a un accordo. Mi fa piacere che anche voi giovani vi interessiate alla questione, ma purtroppo le decisioni toccano a noi adulti.»

«Quindi non avete elaborato nessun progetto fattibile, mi sembra di capire, a parte l’autorizzazione da parte tua come sindaco»

«Sì in effetti, escludendo le futili repliche di quel cocciuto di Liberato, non esiste ancora un progetto. Scusami cara, ma come mai tutto questo interessamento, non ti ho mai visto così curiosa. Hai qualcosa da proporre? Sarebbe davvero strano, sei sempre stata assente sulle sorti del tuo paese.»

«Non è proprio vero come dici, ma non è questo il momento di discuterne, ho altro per la testa adesso. Voglio raccontarti cosa mi è successo oggi. Mentre aspettavamo il bus con gli amici, ho avuto come un lampo. Mi è apparsa l’immagine di un qualcosa di nuovo, un’idea strana, non so come spiegarla. Stavamo parlando di musica, del concerto che il parroco di san Michele ha organizzato per la festa di fine estate. Una frazione più piccola del nostro paese organizza concerti e feste, noi invece? Sbbiamo fatto nulla o poco più. Sia per noi sia per i pochi turisti in transito.»

Nel sentire la foga della figlia nel descrivere il suo stato d’animo, il padre rimase scosso, era una novità questo fervore in Elisa.

«Bene! Oltre a lamentarti di cosa abbiamo fatto o non fatto, hai qualcosa di concreto da dirmi? Penso che sia il momento, domani abbiamo ancora una riunione e sarebbe opportuno portare una nuova idea. Allora, che mi dici.»

«Ok, rispondi prima a questa domanda: sei più anziano di me e dovresti sapere quanti sono i cantanti famosi nati nella nostra regione?»

«I cantanti? E che c’entrano adesso con il nostro discorso? Mah! Chi vi capisce voi giovani. Comunque penso siano tanti, abbiamo Dalla, Morandi, la Zanicchi, Orietta Berti, mi sembra la Pausini, chi altro…»

«Dai papà, ce ne sono ancora molti. Hai dimenticato il Vasco, Guccini, Ligabue, Zucchero, quella vicino casa nostra, la Caselli e ancora tanti altri, la Carrà e mi sembra una che si chiamava Nilla Pizzi. Tu dovresti conoscerla.»

«Oh Dio, sai che non ci avevo mai fatto caso a quanti artisti sono nati qui nella nostra regione, davvero tanti e tutti al top come dite voi.»

«Proprio questa considerazione mi ha fatto scattare l’idea. E pensavo: dovendo fare dei murales, perché non creare una specie di museo all’aperto, un tributo alle personalità musicali della regione. In ogni strada, la prima casa potrebbe avere la faccia di uno di questi famosi e poi, per tutta la strada, su ogni muro un testo delle loro canzoni famose. Faccio un esempio: prendiamo Gianni Morandi, mettiamo la sua faccia sulla prima palazzina di via Roma, poi su tutte le altre case il testo scritto di sue canzoni. E così per tutti gli altri. Ogni via o vicolo dedicata a un big della musica. Magari in piazza del duomo potremmo installare i pannelli che non riusciamo a mettere nelle strade. Inoltre si potrebbe incrementare la nostra produzione di ceramiche con la creazione di mattonelle con i testi di canzoni. Organizzare, invece dei soliti complessini di liscio, ormai obsoleti, una sola e speciale serata dedicata a uno dei grandi. Con i soliti punti di ristoro, ma anche con vendita di oggetti che rimandino alla loro carriera. Penso che in nessun altro paese esista qualcosa del genere. Lo possiamo fare perché abbiamo tanti artisti famosissimi nel mondo. Il nostro paese diventerebbe il primo a organizzare questo tipo di murales e di eventi. I turisti e gli appassionati di musica correranno a vedere. Questa è l’idea. Sta a te e ai tuoi assessori metterla in pratica. Sei tu il sindaco, proponi e spiega meglio il progetto, non oso pensare a un'opposizione contraria.»

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