Finalmente questi maledetti stranieri sono andati via. Vengono, se ne vanno, occupano le nostre case, mangiano il nostro cibo e noi non possiamo fare nulla per evitare questa invadenza. Già abbiamo i nostri gravi problemi di sicurezza con quei tipacci attaccabrighe e delinquenti che dalla costa si sono spostati nel centro della città. Era un po’ di tempo che tenevo d’occhio questa casa, ma, ad essere sincero, non ero ancora molto interessato, perché, essendo single, mi piaceva essere libero, cantavo: “Oggi qui, domani là, Io vado e vivo così. Casa qui io non ho, ma cento case ho. Vado e vivo così, yeah.” Poi mi sono innamorato a prima vista di una bella piccioncina. Le ho fatto una corte serrata, ho dovuto lottare con i tanti suoi pretendenti e, alla fine, la mia insistenza ha avuto la meglio e lei ha detto il tanto sospirato “si”. Di questi tempi è difficilissimo trovare un buon alloggio per creare il tanto desiderato “nido d’amore”. La casa che ho individuato è al terzo piano di un bel palazzetto, ma era occupata da questi stranieri e nulla potevo per farli sloggiare. Fino a questa mattina. Di buon’ora li ho visti partire. Ho pensato tra me e me: “Col cavolo lo troverete libero se tornate, dove fate l’estate passerete anche l’inverno”. Ci siamo avvicinati e ci siamo resi conto che la casa è dotata di tre ingressi indipendenti e, una volta attraversato un lungo corridoio, si accede in un ampio locale. L’entrata principale è quella più comoda e grande, le altre invece sono più piccole e di difficile accesso. L’interno della casa è così bello che neanche nel più pazzo dei sogni avrei potuto desiderare di meglio: un enorme spazio, travi a vista e parquet. Io e la mia compagna già immaginiamo di poter crescere i figli che verranno e, se lo vorranno, ci sarà spazio anche per loro una volta diventati adulti. Dopo qualche giorno, ahimè, iniziano le note dolenti: al piano di sotto di questo piccolo paradiso c’è un vicino di casa che dà molto fastidio e ho scoperto che è anche il proprietario di tutta la location. Ogni volta che facciamo anche il minimo rumore, si scatena con tremendi colpi che fanno tremare il pavimento. Purtroppo non siamo nelle condizioni di poter protestare e quindi per un po’ non ci muoviamo e restiamo zitti zitti. Questo signore sicuramente deve essere una persona violenta e cattiva. Da ieri, per costringerci ad andarcene, ha usato una specie di arma chimica: attraverso una piccola fessura del pavimento ha saturato l’ambiente con dello spray. Niente di nocivo, solo parecchio fastidioso, ma dopo le prime volte in cui ci ha colto di sorpresa, abbiamo imparato che la puzza sfuma, basta aspettare un po’ di tempo e possiamo tornare a casa. Bisogna avere pazienza, prima o poi si abituerà alla nostra presenza.
Ancora una volta la mia compagna ed io siamo di fronte casa nostra, guardiamo esterrefatti quello che il nostro nemico si è inventato per impedirci di rientrare a casa. Vista la bella giornata di sole, eravamo andati a fare un giro, ma al nostro ritorno abbiamo trovato una grossa rete davanti all’ingresso principale che ne bloccava l’accesso. Il maledetto è lì, affacciato al suo balcone che ci guarda e sorride soddisfatto per la cattiveria con cui ci ha buttato fuori dalla nostra dimora. Questa notte la dovremo passare all’addiaccio o da parenti. Domani vedremo di trovare una soluzione.
 

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