Macerie

Sassi, calcinacci, polvere,  ferro contorto, imprigionato dai tufi, suppellettili, cornici e quadri, lampade, televisioni, radio, fotografie.
E telai, finestre, porte, mobili, schegge di porcellane e di bicchieri. Le macerie sono accatastate, solidificate dalle piogge, cementificate dalla insensibilità , di chi ha permesso  ciò. È stato il terremoto! È stato il movimento tellurico, probabile in queste zone ad alto rischio sismico. Eppure, eccole là le macerie, come in un bombardamento. La natura si ribella, non sopporta certe appropriazioni umane, certe politiche speculative. Il fiume , che dovrebbe scorrere nel suo alveo, è imprigionato dal cemento. Il mare, che dovrebbe essere libero di baciare la rivap, si ritrova soffocato da recinzioni, unità abitative e cementificazione selvaggia.  Intanto i calcinacci aumentano. Aumenta la disperazione di chi aveva abitato in quei luoghi e si ritrova a veder cancellata in un soffio ogni speranza di futuro ma solo con la vita ancora in dono. Le macerie sono dei macigni sulle coscienze di chi ha progettato, ha costruito, ha realizzato, ha venduto, cercando di ottenere il maggior guadagno in confronto alla spesa sostenuta.  Sono i frammenti dei sogni di chi ha acquistato, sicuro di aver impiegato i suoi  risparmi in un affare importante. Ed ora si ritrova sotto i suoi sassi, sotto i  suoi oggetti quotidiani, schiacciato, sepolto, per sempre. Solo ora nota l'immensa sabbia, tanta sabbia, tanta polvere come in un deserto in tempesta. Ed il ferro dei pilastri, dov' è? Dove sono le quantità di cemento necessario? Dov' è il rispetto delle norme antisismiche? Si sentono i lamenti, le maledizioni. Un cane cerca di riportare alla luce un flebile lamento dalle viscere delle macerie. Si scava, si scava. Aiutateci a sopravvivere, aiutateci in mezzo a tanta polvere, in mezzo alla infinita stoltezza degli uomini, che non si avvale delle più recenti scoperte tecnologiche per costruire la sua capanna di pietra.
Ed ora sa solo piangere e disperarsi, vedendo questo paesaggio di macerie. Piangere e contare i sassi e le assenze sotto le macerie della sua stupidità.

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Dove finiscono le paure 2/2

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