Io ci sono andata, ero al limite del limite. Strappi, abbandoni, lavoro da sempre odiato, litigi, avvocati, rabbia, quasi violenza; così ci andai.

Una specie di comune, amiche o magari no che avevano lasciato la vita precedente per vivere nella Cascina. La mia stanza era grande quanto un grande monolocale, con due finestre, al secondo piano della casa. Sopra di me, il tetto. Dalle finestre vedevo la vallata e tutti i suoi colori, una civetta mi faceva visita ogni notte, posata su uno spigolo del tetto.

Per arrivare alla cascina c'era un tratto di sterrato ripido, ripidissimo in alcuni tratti e per fortuna avevo una macchina piccola, corta, arrampicava bene. Davanti alla cascina, "i guardiani", due enormi e antichi noci ancora molto generosi, visto i frutti che davano. Attorno, muri di allori e ciliegi, campi a foraggio, fichi, meli e pruni selvatici, borragine e, in primavera, asparagi selvatici. I caprioli, i tassi, gli istrici, le volpi e i cinghiali... Il pavimento della cucina era di pietra, avevamo una "economica" a legna con tanto di forno per il pane e una cucina a gas a quattro fuochi.

C'erano altre stanze, tutte al piano di sopra, enormi, a cui si arrivava salendo una stretta e ripida scala fatta di gradini in pietra consumati al centro da chi ci aveva vissuto prima di noi; erano lisci, pericolosi. Al piano di sotto, un bagno davvero piccolo e un grande salone dove venivano stesi i panni se fuori pioveva, dove si teneva il cibo per i cani e i gatti e tanta, tantissima roba da buttare, se solo fosse stato agevole farlo, vista la strada per salire fin lassù.

Dovetti acquistare una stufa a legna per la mia "camera" e alcuni mobiletti per lo stereo, il pc, i libri... Il mio letto era stato probabilmente un letto d'ospedale, in ferro smaltato di bianco che era saltato via in alcuni punti. C'erano una seconda porta, sprangata, e una botola... Non so da dove passasse ma il mio gatto andava e veniva a tutte le ore della notte e del giorno, nonostante a me sembrassero chiuse sia la porta che la botola. A me bastava che tornasse per dormire con me.

Avevamo la corrente elettrica ma amavo stare a lume di candela la notte. Oppure nel bagliore aranciato del fuoco di legna o della stufetta elettrica che avevo trovato nel grande salone di sotto e che mi serviva nelle notti più fredde. Senza tende alle finestre, non chiudevo gli scuri in legno, piegavo la testa e guardavo le stelle e la luna e ascoltavo i suoni degli animali notturni. Brave persone, le mie amiche. Vegetariane, pacifiche e pacifiste, animaliste. Parlavano di angeli custodi e di anima, di musica e di amicizia, di mercatini artigianali, di baratto, di ceramiche e di disponibilità e ascolto verso gli altri. Beh, una di loro parlava poco ma faceva l'infermiera e, direi, con vocazione vera, una sentiva le voci e ora non può sentire più nulla, avendo scelto il ramo giusto a cui appendersi pochi anni fa e l'altra parlava, parlava, parlava... Sempre. 

Parlava e non aveva un lavoro, era sempre al telefono, cucinava, puliva... e rubava assegni, faceva firme false, lasciava debiti ovunque a nome di altri, insomma, una truffatrice patologica.

Mi resi conto che qualcosa non andava, iniziai a tenerla d'occhio. Quando mi accorsi degli assegni mancanti dal mio libretto, gli ultimi due, sfilati con la matrice, così sarebbe stato difficile accorgersene senza controllare, iniziai le indagini.

Io e l'infermiera dovemmo darci molto da fare. Una volta avuto diverse conferme, la mettemmo spalle al muro.

Menzogne e ancora menzogne.

La faccio breve: non viveva lì per fare una vita alternativa ma era fuggita dalla sua città perché inseguita dagli strozzini. Lei, causa di un fallimento, del suicidio del padre, della rovina del fratello, lei ancora non aveva smesso.

Io recuperai gli assegni, sui quali aveva apposto una firma falsa ma che non erano ancora stati incassati da chi li teneva, un avvocato che conosceva bene la propria cliente. L'infermiera dovette girare tutta la provincia per saldare i debiti lasciati a suo nome... E altre brutte, bruttissime sorprese.

Le demmo la possibilità di confessare tutto e rimediare ma ancora mentiva, negava, nascondeva. Andai per prima dai carabinieri, con la pena che si era trasformata in rabbia e poi in una furia vendicatrice.

Poi ci andò anche l'infermiera, dopo aver raccolto ogni prova, ogni falsificazione, ogni debito...

Le condanne arrivarono e non erano neppure le prime.

Non so cosa sia stato di quella donna, di quella finta guru tutta angeli custodi e belle parole, di una bugiarda patologica, disonesta maschera che dietro agli angeli custodi nascondeva bamboline di cera, carne cruda trafitta da chiodi e altre maligne invenzioni della tradizione della magia nera.

Ci sono dettagli che non posso raccontare, discorsi che non riesco a riportare, confessioni che ho ottenuto solo grazie alla forza della rabbia, con la furia negli occhi, l'odio nella voce e i pugni stretti trattenuti dietro la schiena.

Sono passati tanti anni, quasi dieci, ne ho scritto ora ma senza soffermarmici troppo perché sento la furia ancora viva, dentro di me.

Quella cascina è stata abitata sempre ma ho saputo che chi ci è stato non ci è mai rimasto per più di tre anni... la pietra e l'acqua hanno memoria e forse "i guardiani", i due alberi di noce, non sono là a protezione dei suoi abitanti ma della cascina stessa: "non entrate, non siete i benvenuti".

Tutti i racconti

2
6
74

Un piatto genuino

28 April 2026

Mi piacciono i piatti genuini fatti in casa: la lasagna che preparo al forno è il mio orgoglio. C’è qualcosa di più saporito? Non credo. È un piatto che si può gustare già da piccoli. Mio figlio era lì davanti a me, rompiscatole e cocciuto, con la bocca chiusa, mentre scuoteva la testa da sinistra [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: azz, che doccia fredda il finale.Like

  • Dario Mazzolini: La pubblicazione di questo testo rappresenta a mio modesto parere un fallimento [...]

3
6
208

Passaggio di consegne

Un volante, un’idea di famiglia e un’automobile che ha sempre sete

28 April 2026

In casa mia guidare non era solo spostarsi, era un rituale: stessi percorsi, stessi posti, stessa distribuzione dei ruoli. Io ho trascorso anni sul sedile posteriore, con i libri in mano, mentre davanti si decidevano direzione, tempi e, con tutta probabilità, anche il destino dell’umanità. Poi, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Maria Merlo: Piacevole e ben scritto. Complimenti.

  • Asbe: Grazie a tutti pe le belle parole e già che ci sono chiarisco una cosa [...]

3
7
44

Vi racconto di Mecenate

Mecenate e mecenatismo

27 April 2026

Quando sentiamo la parola "Mecenate", subito la nostra mente richiama l’idea di una persona che sostiene gli artisti, e protegge la creatività. con generosità finanzia È un termine familiare, talvolta persino affascinante, ma sappiamo davvero chi era Mecenate? Chi si nasconde dietro questo nome, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Gennarino: Rubrus: Amico carissimo, grazie sempre per aver letto e per i tuoi commenti [...]

  • Dax: Bello e istruttivo, come sempre.Like

3
5
185

Il metodo

27 April 2026

Era tutto cominciato così, quasi per scherzo. Paolo aveva letto su un volantino che stava per cominciare un corso di scrittura creativa a Modena. Non ci pensò fino alla sera in cui iniziava, ci andò per curiosità e anche perché in TV non c’era nulla di interessante. L’insegnante disse che ognuno [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • GiorgioPetenatti: Grazie dei commenti:) in particolare Maria perchè la fascinazone del [...]

  • Dax: Bello e triste. Il protagonista non ha saputo sfruttare il piacere della scrittura [...]

3
7
71

Capablanca 2/2

una strana partita

26 April 2026

Capablanca era stato rapito. Questa però era per lui l'ennesima di tante battaglie combattute ed era pronto a contrastare qualsiasi mossa. Non era nuovo a vincere in condizioni d’inferiorità, ma doveva raccogliere elementi per analizzare il tutto e trovare la strategia vincente. Un uomo nella [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Pietro Agus: Luigia, poi alla fine,vedo il risultato finale e l'editing è ben [...]

  • Dax: Bel finale, da gentiliomini. like

4
6
368

La Saudade

26 April 2026

Esiste una parola portoghese, nata dalla cultura galiziana, intraducibile in italiano: saudade. È intraducibile perché è un miscuglio di malinconia e mancanza, persino per ciò che non hai ancora perso ma sai che perderai, mescolato a un ricordo felice che continua a restare felice nonostante tutto. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Beorn: Grazie per questa pagina ricca di umanità. Ragionare sulla presenza [...]

  • Dax: Saudade...mi piace come l'hai descritta. like

4
9
264

Capablanca 1/2

una strana partita

25 April 2026

IL SEQUESTRO DI CAPABLANCA Nessuno sa che il più grande campione di scacchi di tutti i tempi è stato in Sardegna. Il Gran maestro Josè Raoul Capablanca, cubano, diplomatico di vaglia, ma soprattutto campione del mondo incontrastato per oltre otto anni e comunque sempre ai vertici delle classifiche [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Pietro Agus: Oggi è il mio giorno fortunato, grazie!

  • Dax: Un bel pezzo...e chissà donna Irene cosa ne pensa...del "pezzo"😂.Like

3
3
170

La lettrice dei romanzi di Liala

25 April 2026

Leggere un libro è un’attività affascinante ed è anche misteriosa. Attiva in noi tutta una serie di immagini che modificano la nostra percezione di noi stessi e degli altri. La lettura dei romanzi ci fa entrare in empatia con i personaggi e questo ci facilita i rapporti con gli altri nella vita [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    I libri sono tante cose.
    Proviamo ad immaginare la nostra vita [...]

  • Dax: I libri hanno permeato la mia vita e ce ne sono alcuni che mi hanno confortato...w [...]

7
10
211

L'uomo delle caverne

24 April 2026

L’uomo delle caverne sta tornando con la sua clava e le poche certezze spicciole che può esprimere il suo scarno linguaggio di sole mani. Nessun concetto astratto nessuna astrazione in cerca di concetti. Le cose che si toccano esistono. Le cose che si vedono esistono. Il resto è tempo perso. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • An Old Luca: Grazie a tutti per l'attenzione ed i commenti.
    Sono un po' in ritardo [...]

  • Lo Scrittore: abbiamo conservato con cura i teschi degli uomini primitivi che si sono alternati [...]

4
5
92

Poi avevo sentito uno stridio di freni

24 April 2026

Poi avevo sentito uno stridio di freni. Un rumore secco, violento. Un urto. Mi ero voltata. La bicicletta era a terra, piegata sotto il muso di una macchina. La ruota continuava a girare, lenta. Lui era lì, immobile sull’asfalto. La sciarpa di cotone intrisa di sangue. Rimasi immobile. Avevo capito. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Più che di "incontro", le indovine avrebbero dovuto parlare [...]

  • Patrizio Pasquelli: Bello, poi lascia in sospeso, il che non guasta.

4
9
153

C'era una volta... la domenica

Cronaca nostalgica di una domenica vintage

23 April 2026

“Domenica è sempre domenica” cinguettava una zuccherosa canzoncina del tempo passato, inneggiando a campane che dondolavano festose per enfatizzare e celebrare il dì di festa. È il settimo anelato giorno della settimana, quello per il quale un altisonante qualcuno decretò il meritato riposo, durante [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: bello! il problema della felicità è che quando ce l'hai non [...]

  • Chichì: Grazie! Di oggi è meglio non parlarne......perfettamente d'accordo. [...]

6
7
144

Matilde e i fiori

23 April 2026

Ho sempre amato i fiori. Fin da piccola, quando giungevano a casa per celebrare qualche ricorrenza. Era una gioia il loro arrivo e mi inebriavo del profumo. Ero molto puntigliosa nel sistemarli per bene, per poterli far respirare senza che si soffocassero tra loro. Dovevano essere bel raccolti [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su