Che cosa succede quando smetti di lottare per i tuoi sogni?
Che cosa accade quando ti senti lontana dalle persone che ti circondano?
Quando ti senti diversa e sbagliata?
Che cosa succede quando smetti di credere all’amore, all’amicizia e alla felicità?
Se decidi di rifiutare i valori che la società ti offre come farsi una famiglia, possedere una bella casa, una bella macchina e una buona posizione sociale?
Se dentro hai un gran vuoto lasciato da tutto questo?
 
Questo è il racconto di chi ha deciso di colmare quel vuoto con il whisky.
 
Susanna è al supermercato, davanti allo scaffale dei liquori, la playlist di spotify è sintonizzata su Perfect day di Lou Reed.

Si guarda intorno, poi muove gli occhi sullo scaffale: Vodka, Rum, Grappa, Gin, tante belle bottiglie, diverse marche, sgargianti etichette, poi infine la sua mano si muove e afferra una bottiglia dal liquido ambrato, Whisky.
Potrei raccontarvi di Susanna, del suo passato, dei suoi amici e della sua famiglia, ma lei è una ragazza come tante altre, la sua vita rientra in quella che tutti chiamano normalità, ma sotto la superficie si agita un mare tempestoso di emozioni.

Sotto al suo giubbotto di pelle non troviamo solo la pelle macchiata dall’inchiostro dei tatuaggi. 

La sua frustrazione non fa che allargare quel buco dentro di lei che continua a riempire giorno dopo giorno con il whisky e le canne.


Ha provato a ribellarsi, ma non è stato facile, anche perché nonostante tutto non sa contro chi farlo: 

il datore di lavoro che pretende troppo da lei e la considera solo un mezzo di produzione oppure

gli amici e la famiglia avvolti in una foga consumistica che la inducono a fare altrettanto in alternativa

Sua madre che la vede come un ovulo gigante pronto a essere fecondato e dovrebbe essere sposata e accasata e poi

la società con la sua autorità anonima pronta a declassare tutti quelli che la pensano diversamente e coloro che non possono fare parte del meccanismo di produzione.


Davanti allo scaffale dei liquori, Susanna ha deciso di arrendersi, anestetizzarsi con l’alcol, rendersi piacevolmente insensibile, a questo le serve il whisky.
 
Sono le 7:30, non riesce ad alzarsi dal letto, è andata a dormire troppo tardi e ora il solo pensiero di mettere un piede fuori dalle coperte la fa rabbrividire, non solo di freddo, ma anche di paura, paura di non riuscire ad affrontare un’altra giornata. 

Nel cassetto del comodino di fianco al letto tiene una piccola boccetta di whisky che riempie ogni sera, nonostante il liquido le dia il voltastomaco di prima mattina, non riesce a farne a meno, l’unico stimolo ad affrontare quello schifo di mondo. Appena dopo il primo sorso sente il liquido bruciargli nel petto e dopo diverse sorsate è in grado di alzarsi dal letto.
 
            QUANTO ANCORA ANDRA’ AVANTI TUTTO QUESTO?
 
Susanna beve quando va a fare la spesa per la sua mamma, beve sul lavoro, beve quando deve fare qualsiasi  commissione, beve con gli amici oppure chiusa nella sua stanza.


Nasconde le bottiglie vuote per poi buttarle via di nascosto, si lava spesso i denti e quando non può mastica una gomma per evitare l’effetto “alito al whisky”


Nessuno si è ancora accorto della sua dipendenza, anzi ritengono che ultimamente Susanna sia sempre di buonumore e allegra, senza sbalzi d’umore. Tutti  ignorano che la “Susanna divertente, affabile e disponibile” che vedono è solo un guscio vuoto riempito d’alcol, una persona che si anestetizza con il whisky per non provare dolore.
 

C’è ancora qualcosa nella sua vita che riesce a scuoterla da quel torpore alcolico: la musica, il rock!


Quelle canzoni che sembrano parlare di lei, che la colpiscono senza farle provare dolore, che le fanno vibrare l’anima,  scuotendola e facendola sentire viva, con la voglia di urlare che ritorna, ci prova, spalanca la bocca, ma il grido le muore in gola soffocato dall’alcol.
Susanna sa che se alza il volume della musica riesce a superare il rumore dei pensieri, persino quando beve troppo e ha la testa pesante, la musica sembra essere l’unica cura.
Giorno dopo giorno ha imparato a essere la figlia, la sorella, la nipote e l’amica che tutti desiderano, adesso che ha il whisky dalla sua parte sa come fare, eppure certe volte le lacrime rigano il suo viso perché è consapevole di mentire, agli altri ma soprattutto a se stessa, ha voglia di annullarsi, di distruggersi ma nonostante tutto trova la forza per afferrare la bottiglia, di nuovo, perché è quella il segreto della sua forza, per non crollare sotto il peso delle pressioni, per comportarsi come tutti si aspettano.

Tutti i racconti

1
0
39

Lo so che aveva ragione lui

22 April 2026

Lo so che aveva ragione. Ero io ad averlo tradito. Ma era stato lui a sparire così, di punto in bianco, senza nessuna spiegazione e avevo creduto mi avesse lasciato. Cosa avrei dovuto pensare? Non rispondeva più ai messaggi e poi c'era il suo carattere instabile, il fatto che avesse già avuto questi [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

0
0
74

Ogni Domenica

22 April 2026

Ogni domenica mattina, Laura e Marco seguivano un loro ben collaudato rituale. Uscivano dal portone di casa con passi lenti, godendosi il fresco dell’aria che profumava di fiori. Camminavano lungo le strade del paese, Marco con le mani infilate nelle tasche della giacca, Laura che accarezzava distratta [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

6
8
64

La coperta

21 April 2026

Quella notte Ettore aveva avuto freddo e al mattino si era svegliato tutto raggomitolato nelle lenzuola. Segno inequivocabile che era arrivato il momento di abbandonare il misero copriletto estivo e passare a qualcosa che non fosse solo decorativo, ma anche caldo. Approfittando del pallido sole [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Smoki: Innanzitutto grazie per i Like e i commenti. 🤩
    Mi ingrasso l'ego così! [...]

  • Lawrence Dryvalley: il quotidiano raccontato con intensa leggerezza. Poi quel "Il filo era [...]

3
3
56

Visioni d'autunno anche se siamo in primavera

Cose che accadono ammirando un'opera d'arte

21 April 2026

Amici lettori di Letture da Metropolitana, eccoci di ritorno per coinvolgervi in una storia colorata ad arte ispirata dalla visione di un quadro pittorico realizzato dall'artista Adriano Valerio Deandreis dal quale il sottoscritto ha estrapolato, anzi per meglio dire immaginato, una storia breve. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lawrence Dryvalley: il ritorno di Orazio il Pappagallo! Una visita degli ET! Animali, colori, il [...]

  • Smoki: Di Deandreis mi piace molto la palette di colori che usa. Vibranti e saturi. [...]

3
3
141

Il quotidiano

20 April 2026

Flavio Rossi uscì dalla banca con la ricevuta ancora tra le dita, piegata in quattro come faceva sempre. Era una mattina qualunque nella bassa modenese: aria ferma, odore di polvere e di campagna, il rumore lontano di un trattore. Aveva appena fatto un bonifico e stava già pensando a cosa mangiare [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Simone Bulleri: La scrittura è efficace, e ben restituisce il tema di fondo: siamo programmati [...]

  • Lo Scrittore: Nulla da eccepire, tutto rientra nella normalità del quotidiano. Eccellente [...]

4
4
202

Quella notte

20 April 2026

Partita di poker al bar del porto con Sordo, Bubi e Fiato. Mi avevano spolpato. Avevo chiesto un ultimo giro per riemergere dalle fogne. Guardai la mia mano, un full. Sordo e Fiato lasciarono con delle smorfie, restò Bubi che calò una scala reale. «Ascolta Bubi» dissi abbassando la mano perdente, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lo Scrittore: bravo Simone, perfetto nelle tre fasi - prima, durante e... dopo! like

  • Lawrence Dryvalley: Ritmo, una generale atmosfera nella seconda parte da horror-black-comedy, finti [...]

24
18
142

Tempo perso

Memorie de uno villico

19 April 2026

Lo giorno 7 de ottobre 1582, nello bosco che circondava da ogni lato lo castello de Monte San Senzaterra, si combatterono, ponendo alcuno limite alla loro ferocia, due opposte fazioni de cavalieri. L'una detta de li Servitori de lo Real Ordine Celeste, l'altra nota come Comunione de li Servitori [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
5
49

L’ultimo giorno di Archimede

19 April 2026

La mia città sta morendo. Lo capisco dal silenzio tra un rumore e l’altro. Dopo quasi due anni di assedio, Siracusa è stanca. Le mura hanno resistito, le macchine che ho progettato hanno tenuto lontani i Romani più a lungo di quanto chiunque credesse possibile. Ma anche la scienza, che coltivo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
4
116

Il gatto Tommasino

18 April 2026

La carne del canarino allegro mi aveva fatto veramente bene. Il mondo mi appariva giocondo. Quando il carrozziere mi ha presentato il preventivo per aggiustare la macchina, con grande serenità ho scelto di lasciarla alla meno costosa perizia del braccio meccanico dello sfascia carrozze. Guardandola [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

8
11
284

Password n° 2047

Domotica prossima ventura

18 April 2026

Non cambi la password da troppo tempo: aggiornala. 2.11.1969 Nella password ci devono essere delle lettere. 2 novembre 1969 È imprudente usare come password la propria data di nascita o quella dei propri cari. Creane una che non sia facilmente decrittabile e che non sia a te strettamente collegata. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: To All: Grazie. Io ho sistema abbastanza efficace per creare password che solitamente [...]

  • Dax: triste e divertente....litigo spesso con le password di lavoro 😢.Like

3
2
54

Modena, 1971

17 April 2026

C’è una foto di Luigi Ghirri che, appena la vidi, mi fece provare una sorta di sentimento, un’aria di famiglia. Qualcosa che aveva a che fare con la mia storia, ma anche qualcosa che la raccontava — la mia storia — più di un racconto: bastava quella foto. Lì c’era tutta la mia storia. È una delle [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Smoki: Anche io ho sempre pensato che Ghirri fotograsfasse la quotidianità [...]

  • Dax: Like

7
12
155

Un istante

17 April 2026

Il 12 luglio del 2005, in un anonimo paese di una regione qualsiasi, Francesca entrò in un bar, diede un’occhiata in giro, comprò un gratta e vinci, uscì e scoprì di aver vinto trenta euro. Non una gran somma, ma abbastanza per acquistare un pallone da calcio e rivelare così a suo figlio il regalo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Virginia Lupo: Sia lodato Gesù Cristo signora Gigia
    Questo racconto mi fa pensare [...]

  • Luigia: Grazie Virginia, il fatto è che il controllo conta quasi come il non-controllo. [...]

Torna su