L’armata era pronta.
Formare una possente milizia era stato semplice, l’intera popolazione veniva addestrata per farne parte per cui il numero dei soldati era considerevole.
L’obiettivo prefissato era quasi banale, ma di vitale importanza: quando il numero dei residenti diventava troppo alto per il loco occupato, ci si spostava alla conquista di un sito più grande.
Era sempre stato così e così sarebbe stato per sempre.
A differenza dei soliti schieramenti divisi in plotoni e truppe con a capo alcuni militari di alto grado, l’intero esercito era scisso in due sole sezioni, ciascuna delle quali si muoveva in modo autonomo se pur connessa all’altra.
Le unità, fanti e avieri, avevano una particolare disposizione: ogni aviere era scortato da 6 a 8 soldati. Questi lo difendevano da qualsiasi attacco fino a decollo avvenuto, per poi rientrare nelle file e proteggerne un altro. I fanti erano sacrificabili: superiori in numero, si muovevano con maggior lentezza nella ricerca di un’area più vasta nella quale insediarsi.
Tutto era pronto.
Una larga striscia scura uscì controluce al tramonto così da sembrare ancora più lunga.
Ciascuno aveva ben chiaro il proprio compito.
Subito si formarono decine di piccoli gruppi, ognuno dei quali procedeva in direzione diversa da quello adiacente, eppure nessuno si scontrava con altri.
Era la conferma dell’ordine perfetto del caos.
I primi voli furono quasi contemporanei agli ultimi. Non avendo precise coordinate gli avieri volavano a bassa quota cercando di coprire i quattro punti cardinali, quelli diretti a Ovest con difficoltà per via della luce contraria.
Alcuni di loro vennero abbattuti, altri morirono per l’immenso sforzo fisico, altri ancora restarono imprigionati in spazi troppo angusti per poterne uscire.
Il tutto durò solo qualche minuto, lasciando a terra pochissimi periti, mentre i sopravvissuti si rintanarono velocemente nell’attesa del mondo futuro.
“Ci mancava la schiusa delle formiche volanti!”
Un richiudersi del bidone dell’immondizia e un’intera saga era conclusa.

La testimonianza di un esodo spazzata via a pochi colpi di scopa.

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