Fragile e rannicchiata così mi appari Maria.

Sei nata in un freddo giorno di fine Febbraio imbiancato dalla galaverna. La morte ti ha colto in una tiepida mattina di Giugno rallegrata dal richiamo delle rondini. Sfilandoti la camicia da notte e lavandoti il corpo, martoriato dai segni provocati da una prolungata immobilità, i miei sensi cominciano a giocare con i ricordi. Il profumo dei fiori della camomilla, l’acre aroma della terra appena lavorata, il bucato che si asciuga al sole liberando la fragranza del sapone di Marsiglia allontanano dal mio olfatto gli effluvi della decomposizione. Il fruscio del materasso imbottito con le foglie di granoturco, il canto del gallo, il coccodè delle galline, il suono della  la tua voce che mi racconta la vita di una campagna ormai scomparsa, coprono i rumori che produce un corpo abbandonato dalla vita.

Per il tuo ultimo viaggio, prima che la malattia ti cancellasse la memoria, trascinandoti in un mondo fatto di lunghi silenzi, sguardi fissi e parole biascicate, hai espresso il desiderio di indossare, l’abito con cui hai festeggiato i cinquanta anni di matrimonio. Ti rivedo accanto a nonno Michele. Entrambi emozionati, inginocchiati davanti all’altare che ogni anno decoravate con il bianco delle calle, che coltivavate con tanta cura per farne dono alla madonna.

Ti prendo in braccio e ti adagio nella cassa. Tolgo le pieghe dal vestito e lo adatto al tuo corpo minuto. Aggiusto il nastro bianco che abbellisce il collo della camicetta di pizzo. Pettino i candidi capelli per l’ultima volta. Chissà quante volte, hai ripetuto su te stessa o sui tuoi cari questi semplici gesti? Sulle mani operose, che solo ora hanno ritrovato la quiete, adagio il rosario che ti fu portato da Lourdes. 

Ora è il momento di recitare le preghiere, che hanno accompagnato ogni momento felice o dolente della tua lunga vita e aiuteranno la tua anima a raggiungere le porte del paradiso.

Da questo momento, ogni volta che vedrò un orto traboccante di verdure, lo screziato garofano occhieggiare ai piedi di variopinte rose, le bianche calle mosse dal vento e mi alzerò all’alba assaporando quel momento in cui la notte si mischia con il giorno, so che tu sei ancora qui accanto a me per consigliarmi e guidarmi.

 

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