Il dito premette deciso sul campanello rettangolare. La scritta dorata — Ricci & Capricci — si accese, un istante prima del dlin dlon.

La porta satinata si aprì. Una donna dal viso paffuto e i capelli biondi fece capolino.
— Sì?
— Hai tempo per me?

Un’occhiata all’orologio, uno strizzare d’occhi, poi un cenno: entra. La ragazza aveva un cappotto scuro, stivaletti neri, foulard verde tra i capelli.
— I miei capelli... sembrano serpenti.
— Tranquilla, ci penso io.
— Ho un appuntamento importante. Così mi arrestano.
— Esagerata. Non sei mica una strega.
— Le streghe scappano, se mi vedono.

Luisa la fece accomodare sulla poltroncina bianca. Prese il cappotto e lo appese con cura.
— Il verde ti sta d’incanto.
— Era tanto che non lo mettevo.

Il salone era vuoto. Marta si sistemò la gonna, guardò l’orologio.
— Ce la facciamo — disse Luisa, intingendo il pennello nel colore.

Le mani esperte iniziarono a distribuirle la tinta. Marta chiuse gli occhi, il battito rallentò sotto le dita dell’amica.

— Tua figlia?
— Dal padre. Quasi diciotto.
— Una donna ormai.
— Mi ha dato tanto.

Luisa fece segno di spostarsi. Marta sedette davanti allo specchio. Guardò il mare oltre la grande vetrata. Il sole stava affondando dietro i palazzi. Un sospiro le attraversò le labbra.

— Bel panorama, eh? Mi è costato.
— Meritatissimo. Ti ricordi il bugigattolo nel vicolo?
— Vista sui bidoni.

Risero. La chiacchierata scivolò via tra confidenze e attese.
— La tua aiutante?
— Uscita poco prima di te. Mi ha abbracciata forte, piangeva.
— Le vuoi bene.
— Lavora con me da anni. Potrebbe aprire un salone suo.

Il cellulare vibrò. Luisa si allontanò verso la finestra.
— Sì, un’improvvisata. Torno presto, promesso... Anch’io ti amo.
Tornò col sorriso tirato.
— Tuo marito?
— È solo ansioso.
— Scusa se ti ho scombussolato.
— Mandarti via così? Mai.

Le lavò i capelli, poi li pettinò con gesti fluidi.
— Fatto. Sei bellissima.

Marta si guardò. I capelli rossi cadevano in morbidi boccoli, gli occhi brillavano.
— Perfetto. Sei stata fantastica.
— Mi piace rendere felici le mie clienti. E tu hai dei capelli magnifici.

Un’occhiata all’orologio. Il cielo si stava spegnendo.
— Ce l’abbiamo fatta.
— Una donna non dovrebbe mai uscire spettinata.
— Verità assoluta.
— Quanto ti devo?
— Oggi offre la casa. E poi... sono io in ritardo.

Si abbracciarono. Le lacrime comparvero, silenziose.
— Vai. Io sistemo e corro. Vivo qui vicino.

Luisa tolse il grembiule, afferrò la scopa.
— Non ti conviene lasciar stare?
— Non mi piace il disordine.
— Anche oggi?
— Anche oggi.
— Ti aiuto.

In pochi minuti fu tutto a posto. Presero i cappotti.
— Grazie per l’aiuto.
— E per i capelli.

Si separarono davanti agli ascensori: Marta scese, Luisa salì.

Sopra, una terrazza gremita. Luci, musica da piano bar, vassoi colmi. Marta prese un flûte e si avvicinò al parapetto.
— Marta, finalmente!
Tre amiche la abbracciarono.
— Che belli i tuoi capelli!
— Luisa si è superata.
— Forse li farò sempre così.

Una di loro si asciugò gli occhi.
— Dai, non è la fine del mondo.
— No, però...

— Brindiamo. Amiche per sempre.
— Amiche per sempre.

I calici tintinnarono.
— I tuoi cari?
— Fuori città. CAI. Montagna.

Il telefono squillò. Marta sorrise.
— Amore... non ti sento bene.
— Mi manchi.
— Anche tu. Sempre con me.
— Ti passo Sara.
— Mamma! Dove sei?
— Sul tetto del Ryan.
— Quello alto... forse...

Il segnale si interruppe. Marta abbassò il telefono, una lacrima scivolò. Sorseggiò il vino.

Il brusio salì. Si voltavano tutti verso il mare.

Un uomo smise di mangiare, due ragazzi si abbracciarono. La musica tacque. Un cameriere bevve tutto ciò che restava.

Marta guardò l’orologio.

— Puntuale.

Si ravviò i capelli. La voce della madre: Una ragazza non esce mai coi capelli in disordine.

Il mare si ritirava. Il cielo era limpido. Nessun uccello, nessun ronzio. Poi, all’orizzonte, un’ombra in avvicinamento: una catena montuosa d’acqua. Sempre più vicina.

Lo tsunami più devastante della storia. La natura parlava.

Marta fissò il muro liquido. Pensò a sua figlia, al marito, al lavoro, al gatto scomparso, a Luisa e al marito paralizzato.
“Non è la fine del mondo,” aveva detto.
— Ma del nostro mondo, sì.

Un appuntamento importante.

Mentre l’onda ruggiva, Marta si accarezzò i capelli.

— Una ragazza non esce mai spettinata... specie per un appuntamento importante!

Sorrise.
Cosa c’è di più importante dell’appuntamento con i Cavalieri dell’Apocalisse?

Tutti i racconti

0
0
24

Lo so che aveva ragione lui

22 April 2026

Lo so che aveva ragione. Ero io ad averlo tradito. Ma era stato lui a sparire così, di punto in bianco, senza nessuna spiegazione e avevo creduto mi avesse lasciato. Cosa avrei dovuto pensare? Non rispondeva più ai messaggi e poi c'era il suo carattere instabile, il fatto che avesse già avuto questi [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

0
0
22

Ogni Domenica

22 April 2026

Ogni domenica mattina, Laura e Marco seguivano un loro ben collaudato rituale. Uscivano dal portone di casa con passi lenti, godendosi il fresco dell’aria che profumava di fiori. Camminavano lungo le strade del paese, Marco con le mani infilate nelle tasche della giacca, Laura che accarezzava distratta [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

6
8
64

La coperta

21 April 2026

Quella notte Ettore aveva avuto freddo e al mattino si era svegliato tutto raggomitolato nelle lenzuola. Segno inequivocabile che era arrivato il momento di abbandonare il misero copriletto estivo e passare a qualcosa che non fosse solo decorativo, ma anche caldo. Approfittando del pallido sole [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Smoki: Innanzitutto grazie per i Like e i commenti. 🤩
    Mi ingrasso l'ego così! [...]

  • Lawrence Dryvalley: il quotidiano raccontato con intensa leggerezza. Poi quel "Il filo era [...]

3
3
56

Visioni d'autunno anche se siamo in primavera

Cose che accadono ammirando un'opera d'arte

21 April 2026

Amici lettori di Letture da Metropolitana, eccoci di ritorno per coinvolgervi in una storia colorata ad arte ispirata dalla visione di un quadro pittorico realizzato dall'artista Adriano Valerio Deandreis dal quale il sottoscritto ha estrapolato, anzi per meglio dire immaginato, una storia breve. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lawrence Dryvalley: il ritorno di Orazio il Pappagallo! Una visita degli ET! Animali, colori, il [...]

  • Smoki: Di Deandreis mi piace molto la palette di colori che usa. Vibranti e saturi. [...]

3
3
141

Il quotidiano

20 April 2026

Flavio Rossi uscì dalla banca con la ricevuta ancora tra le dita, piegata in quattro come faceva sempre. Era una mattina qualunque nella bassa modenese: aria ferma, odore di polvere e di campagna, il rumore lontano di un trattore. Aveva appena fatto un bonifico e stava già pensando a cosa mangiare [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Simone Bulleri: La scrittura è efficace, e ben restituisce il tema di fondo: siamo programmati [...]

  • Lo Scrittore: Nulla da eccepire, tutto rientra nella normalità del quotidiano. Eccellente [...]

4
4
201

Quella notte

20 April 2026

Partita di poker al bar del porto con Sordo, Bubi e Fiato. Mi avevano spolpato. Avevo chiesto un ultimo giro per riemergere dalle fogne. Guardai la mia mano, un full. Sordo e Fiato lasciarono con delle smorfie, restò Bubi che calò una scala reale. «Ascolta Bubi» dissi abbassando la mano perdente, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lo Scrittore: bravo Simone, perfetto nelle tre fasi - prima, durante e... dopo! like

  • Lawrence Dryvalley: Ritmo, una generale atmosfera nella seconda parte da horror-black-comedy, finti [...]

24
18
141

Tempo perso

Memorie de uno villico

19 April 2026

Lo giorno 7 de ottobre 1582, nello bosco che circondava da ogni lato lo castello de Monte San Senzaterra, si combatterono, ponendo alcuno limite alla loro ferocia, due opposte fazioni de cavalieri. L'una detta de li Servitori de lo Real Ordine Celeste, l'altra nota come Comunione de li Servitori [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
5
49

L’ultimo giorno di Archimede

19 April 2026

La mia città sta morendo. Lo capisco dal silenzio tra un rumore e l’altro. Dopo quasi due anni di assedio, Siracusa è stanca. Le mura hanno resistito, le macchine che ho progettato hanno tenuto lontani i Romani più a lungo di quanto chiunque credesse possibile. Ma anche la scienza, che coltivo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
4
116

Il gatto Tommasino

18 April 2026

La carne del canarino allegro mi aveva fatto veramente bene. Il mondo mi appariva giocondo. Quando il carrozziere mi ha presentato il preventivo per aggiustare la macchina, con grande serenità ho scelto di lasciarla alla meno costosa perizia del braccio meccanico dello sfascia carrozze. Guardandola [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

8
11
284

Password n° 2047

Domotica prossima ventura

18 April 2026

Non cambi la password da troppo tempo: aggiornala. 2.11.1969 Nella password ci devono essere delle lettere. 2 novembre 1969 È imprudente usare come password la propria data di nascita o quella dei propri cari. Creane una che non sia facilmente decrittabile e che non sia a te strettamente collegata. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: To All: Grazie. Io ho sistema abbastanza efficace per creare password che solitamente [...]

  • Dax: triste e divertente....litigo spesso con le password di lavoro 😢.Like

3
2
54

Modena, 1971

17 April 2026

C’è una foto di Luigi Ghirri che, appena la vidi, mi fece provare una sorta di sentimento, un’aria di famiglia. Qualcosa che aveva a che fare con la mia storia, ma anche qualcosa che la raccontava — la mia storia — più di un racconto: bastava quella foto. Lì c’era tutta la mia storia. È una delle [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Smoki: Anche io ho sempre pensato che Ghirri fotograsfasse la quotidianità [...]

  • Dax: Like

7
12
155

Un istante

17 April 2026

Il 12 luglio del 2005, in un anonimo paese di una regione qualsiasi, Francesca entrò in un bar, diede un’occhiata in giro, comprò un gratta e vinci, uscì e scoprì di aver vinto trenta euro. Non una gran somma, ma abbastanza per acquistare un pallone da calcio e rivelare così a suo figlio il regalo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Virginia Lupo: Sia lodato Gesù Cristo signora Gigia
    Questo racconto mi fa pensare [...]

  • Luigia: Grazie Virginia, il fatto è che il controllo conta quasi come il non-controllo. [...]

Torna su