Amici lettori ancora una storia a colori, ancora una storia in tandem, ancora una storia per stupirvi, la vita è troppo sbiadita non trovate? Vi sentite scombinati e confusi? Vi sentite frustrati e senza prospettive? Io e il mio amico Adriano l'artista proviamo a darvi una scossa, seguiteci e vi faremo sentire meglio, noi mettiamo arte e fantasia, voi metteteci un breve tempo di lettura e al termine regalateci un sorriso, ma adesso scusate la parentesi preliminare  prima di coinvolgervi, prima di entrare in scena voglio dedicare questa storia a Ondine che non siamo parenti, non siamo amanti, non ci conosciamo di persona ma penso e dico che lei è una troppo forte e poi altra dedica in coppia è per Savina (piccola stella) che piano, piano sta riprendendosi da una bella botta, non ci sentiamo da un po' e lei è uscita dal giro di LDM, spero ritorni presto, alt ancora uno stop, un complimento a Oggetti Smarriti che ha vinto una vittoria in un contest che c'era di mezzo Caravaggio, bravo OS e grazie pure per le dediche sparpagliate ad autori vari di qui, quo, qua.

 

L'Alba dopo il turno di notte.

Quelli là loro, gli extra, gli alieni, i marziani, insomma l'avevano scelta perché era sul mare ed era una cittadina molto dinamica e piena di eccitante vitalità. La storia legata a quest'opera del Deandreis noto come il mago del colore si svolge in una città industriale ma non troppo perché al lavoro in serie, in catena di montaggio e asfitticamente noioso si alternava la verve e la simpatica quotidianità in una promiscuità degli abitanti che avevano trovato un equilibrio tra lavoro e dopo lavoro pertanto come potete vedere dal colore era bandita la monotonia e la tristezza, infatti non a caso gli extraterrestri provenienti da chi sa dove avevano deciso di insediarsi proprio lì per allacciare rapporti con noi, noi chi? Ma noi, proprio noi umani capaci delle peggiori azioni ma allo stesso modo autori di straordinarie gesta di eroismo, altruismo e condivisione di bontà e di quant'altro abbia glorificato il genere umano, voi direte, e perché gli extraterrestri decisero di atterrare sul nostro pianeta in maniera questa volta plateale? Perché siamo unici e nonostante i nostri limiti e le nostre debolezze in tutto l'universo come noi non ce n'è e mettiamoci pure la bellezza del colore come si può ben vedere in quest'opera in tutto il cosmo siamo una fantastica attrazione.

Bene ma veniamo agli extraterrestri, che erano da per tutto ma non li vedevi e non li sentivi, o meglio ti accorgevi della loro presenza quando apparivano tra le case i loro occhi, ecco potete vedere per esempio in quest'opera sulla sinistra ne vediamo uno che sembra portare gli occhiali comodamente abbracciato alla firma dell'artista, poi di fianco un occhio solo simile a quello di Polifemo che sbuca dalla casetta gialla, al centro una sequenza di occhi non tondi ma rettangolari e a capo della squadra gli occhi gialli che sbucano dalla costruzione a palla di colore blu, poi abbiamo gli occhi trasversali di un extraterrestre posto supino che guarda proprio voi osservatori dell'opera e se vorreste stabilire un contatto conviene anche a voi a stendervi come ha fatto lui.

Di occhi curiosi ce ne sarebbero pure molti altri ma adesso ci dilungheremo troppo e perciò occupiamoci di quello che in alto a sinistra è l'extraterrestre che si occupa dell'accensione delle ciminiere che durante il turno di notte non sputano smog ma una sostanza aromatizzata che per tutti era una gran trovata e tra l'altro questa benefica misticanza era pure così tinta di bellezza che colorava l'alba in una maniera che il risveglio per tutta la popolazione non era traumatico ma positivo e confortante a tal punto che il cielo sembrava una grande distesa di gelato alla frutta. Scusatemi non vi avevo detto che l'accordo tra noi terrestri e gli extraterrestri era che in cambio di tutto ciò che noi abbiamo di buono loro contraccambiavano con la loro tecnologia più avanzata ma il top era quando al mattino chi aveva staccato dalla rotazione andava a prendere il caffè con gli alieni ed erano momenti di sincera fratellanza, solo sul colore del mare c'era stata qualche discrepanza perché negli accordi gli extra avevano chiesto ed ottenuto di colorare il mare di un verde menta piperita, di questa cosa pur non essendone troppo d'accordo alla fine in cambio chiedemmo di spengere l'intelligenza artificiale, una stretta di mano e si sancì l'accordo. In città le cose andavano bene tra noi e gli alieni, pare che ci sono progetti anche per l'area cinquantuno, loro vorrebbero piantarci alberi da frutta, patate, pomodori e insalata, noi vorremmo portarci il mare e le nostre barche a vela, non so dirvi se Adriano Valerio Deandreis abbia dipinto già qualcosa a tal proposito comunque vi terremo aggiornati, intanto con la prossima storia vi portiamo al circo che ne dite? Vi va' di sognare?

 

A seguire amici lettori potete trovare il link diretto all'opera dell'artista autore delle opere alle quali mi ispiro per scrivere questa serie di storie brevi, e ne abbiamo anche tratto un libro. Se volete a breve sarà Natale, non avete idee regalo? Provate con questo farete felici chi lo riceverà sotto l'albero. Sappiate che è in allestimento una nuova serie di opere e di storie abbinate, scelta consigliata teneteci d'occhio che forse diventeremo famosi.
Detto questo, grazie anticipatamente a tutti e arrivederci alla prossima storia ambientata in un circo, zumpappà, tarattattà.
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